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Perché l’Irlanda ha multato Instagram sulla privacy

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L’autorità per la protezione dei dati personali irlandese ha comminato a Instagram una multa da 405 milioni di euro per le violazioni della privacy dei minorenni

Non c’è due senza tre per Meta (gruppo che possiede i social Facebook, Instagram e WhatsApp) contro l’autorità per la protezione dei dati personali irlandese.

Il Commissario per la tutela dei dati (Dpc) irlandese ha comminato una multa record di 405 milioni di euro contro il social network Instagram a seguito di un’indagine sulla gestione dei dati dei bambini. Lo ha riferito un portavoce dell’autorità, precisando che i dettagli del provvedimento saranno pubblicati la prossima settimana.

Si tratta della terza multa inflitta all’azienda guidata da Mark Zuckerberg dal regolatore.

Il Dpc ha sede a Dublino ma ha autorità su tutta l’Unione europea, perché funge da ente regolatore per l’intero blocco delle attività delle big tech che hanno le proprie sedi europee in Irlanda, dove il regime di tassazione è più favorevole. Come ricorda Reuters, l’authority ha aperto oltre una dozzina di indagini sulle società Meta, tra cui Facebook e WhatsApp.

La multa, è la seconda sanzione più alta ai sensi del Gdpr dopo quella di 746 milioni di euro contro Amazon, sottolinea Politico. Inoltre, è la sanzione più alta per una società di proprietà del gruppo Meta – dopo una multa di 225 milioni di euro per WhatsApp nel 2021 e una multa di 17 milioni di euro per Facebook lo scorso marzo.

Instagram prevede di presentare ricorso contro la multa, ha affermato un portavoce della società madre Meta Platforms.

Tutti i dettagli.

LA MULTA A INSTAGRAM A SEGUITO DELL’INDAGINE AVVIATA NEL 2020

La multa è l’esito di un’indagine iniziata nel 2020, che si è concentrata su utenti minori di età compresa tra 13 e 17 anni a cui era consentito gestire account aziendali, il che ha facilitato la pubblicazione del numero di telefono e/o dell’indirizzo e-mail dell’utente. Secondo quanto riferito, alcuni sono passati agli account aziendali per accedere a strumenti di analisi come le visite al profilo, senza rendersi conto che ciò rendeva pubblici più dati.

LA POSIZIONE DI META

Meta Platforms, che possiede Instagram, ha comunicato che farà ricorso contro la sanzione. La società ha ricordato di aver aggiornato le sue impostazioni più di un anno fa allo scopo di mantenere più al sicuro i minori e le informazioni private.

“Chiunque abbia meno di 18 anni ha automaticamente il proprio account impostato su privato quando si iscrive a Instagram, quindi solo le persone che conoscono possono vedere ciò che pubblicano e gli adulti non possono inviare messaggi agli adolescenti che non li seguono” ha precisato un portavoce della società.

GIÀ MULTATA WHATSAPP

L’anno scorso WhatsApp è stata multata della cifra record di 225 milioni di euro per non essersi conformata alle norme dell’Ue sui dati nel 2018.

All’epoca il Dpc irlandese aveva parlato di violazioni “gravi” e “serie” commesse da WhatsApp riguardo alla trasparenza nell’utilizzo dei dati degli utenti del suo servizio di messaggistica istantanea. Le violazioni riguardano “le informazioni fornite agli interessati sul trattamento delle informazioni tra WhatsApp e altre società di Facebook”.

 

 

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