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Perché il Congresso vuole più intelligenza artificiale per il Pentagono

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Usa

Che cosa ha chiesto il Congresso per il Pentagono. Tutti i dettagli

Investire di più nell’Intelligenza artificiale per le guerre del futuro e migliorare le business operation. I membri del Congresso hanno individuato il percorso che il Pentagono dovrà seguire e il Dipartimento della Difesa ha indicato nella microelettronica, nelle comunicazioni 5G e nell’ipersonica le tre principali priorità di ricerca e sviluppo anche se, riferisce National Defense Magazine, il presidente del Comitato dei servizi armati della Casa Bianca, Adam Smith ha detto che l’intelligenza artificiale dovrebbe essere in cima alla lista.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PRIMA DI TUTTO

“Il progresso tecnologico più importante è l’IA – ha detto Smith ai giornalisti -. Il modo in cui sviluppiamo la nostra tecnologia di Intelligenza artificiale e come la usiamo sarà, credo, la priorità numero uno per coloro che tirano i fili della borsa”.

Le proposte del Comitato dei servizi armati ai sensi del National Defense Authorization Act per l’anno fiscale 2021 conteneva una serie di disposizioni di spesa, tra cui 132 milioni di dollari per la ricerca, lo sviluppo, i test e la valutazione congiunta dell’intelligenza artificiale, 147 milioni di dollari, un aumento di 10 milioni di dollari rispetto alla richiesta dell’amministrazione Trump, per il programma di miglioramento operativo del Comando delle Operazioni Speciali che coinvolge l’Intelligenza artificiale e maggiori poteri al direttore del Joint Artificial Intelligence Center per effettuare acquisizione fino a 150 milioni di dollari all’anno nei prossimi cinque anni per nuovi contratti relativi allo sviluppo, all’acquisizione e al sostegno di tecnologie e servizi chiave.

IL RUOLO DEL JOINT ARTIFICIAL INTELLIGENCE CENTER USA

Al centro di tutto c’è il Joint Artificial Intelligence Center (Jaic) del Pentagono che si concentra sulla sovrapposizione degli strumenti di intelligenza artificiale con la mega piattaforma di condivisione delle informazioni dei militari, chiamata Joint All Domain Command and Control, come ricorda il sito specializzato Defense systems.

Nand Mulchandani, direttore ad interim di Jaic, ha detto ai giornalisti durante un briefing ai primi di luglio che il centro “sta spendendo molto tempo e risorse sulla costruzione dei componenti per l’Intelligenza artificiale per il Joint All Domain Command and Control”, una sorta di patchwork di piattaforme per migliorare il coordinamento e le informazioni condivise.

LA GUERRA DELL’INFORMAZIONE USA

Non solo. Circa due anni dopo la sua creazione, il centro di intelligenza artificiale del Pentagono sta mettendo gli occhi su nuovi progetti, incluso uno sulla guerra dell’informazione. Questa iniziativa mira a fornire un vantaggio informativo al Dipartimento della Difesa (DoD) in due modi. Il primo è migliorare la capacità del Dipartimento della Difesa di integrare soluzioni di intelligenza artificiale commerciali e governative. Il secondo sta migliorando la standardizzazione dei dati fondamentali del DoD necessari per mettere in campo capacità abilitate dall’intelligenza artificiale ad alte prestazioni per supportare le operazioni nell’ambiente dell’informazione, ha affermato il tenente Cmdr. Arlo Abrahamson, portavoce del Joint Artificial Intelligence Center secondo quanto riferito dal sito di settore c4isrnet.

Lo scorso 30 luglio 2020, il Chief Information Officer (CIO) del Pentagono Dana Deasy ha fornito una serie di aggiornamenti sui progetti relativi all’intelligenza artificiale e su altri aspetti riguardanti la tecnologia dell’informazione. Secondo il New Delhi Times il Joint Artificial Intelligence Center si sta concentrando sempre di più sull’integrazione con il Joint All-Domain Command and Control, e attraverso la sua Joint Common Foundation, ha affermato Deasy, il Jaic dispone di strumenti e capacità per sviluppare capacità di intelligenza artificiale su larga scala.

Deasy ha inoltre affermato che il Dipartimento della Difesa degli Usa si sta muovendo con piani per rivitalizzare gli standard e le pratiche dipartimentali che regolano la gestione dei dati, l’interoperabilità e la protezione in tutto il Pentagono, “Questo sarà uno sforzo importante – ha detto Deasy il 30 luglio -. È diventato chiaro che le nostre politiche e gli standard dei dati da soli non possono rafforzare la gestione dei dati o migliorare la qualità dei dati”. Il nuovo Chief Data Officer Dave Spirk guiderà lo sforzo e dovrebbe pubblicare la sua valutazione iniziale e le successive raccomandazioni per l’implementazione dell’imminente DoD Data Strategy entro la fine dell’anno, ha affermato Deasy.

RETE ALLEATA OPERATIVA ENTRO IL 2028

Deasy ha anche informato che la tanto attesa rete di comunicazione e condivisione dei dati sul campo di battaglia, progettata per collegare le forze armate degli Stati Uniti e i loro alleati globali durante le future operazioni della coalizione, sarà pienamente operativa entro il 2028. Il sistema, soprannominato Mission Partner Environment (MPE), fornirà funzionalità di condivisione delle informazioni senza interruzioni come chat online in tempo reale, e-mail e condivisione di file, insieme alla condivisione collaborativa dell’intelligence e alle tecnologie di analisi tra i comandanti statunitensi e le loro controparti nell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e altri partner, ha riferito il New Delhi Times.

PER ALCUNI ESPERTI USA FONDI NON SUFFICIENTI

La richiesta di budget dell’amministrazione Trump per il 2021 includeva circa 2,5 miliardi di dollari per progetti di IA e sistemi autonomi. Alcuni esperti, tra cui l’ex vice segretario alla Difesa Robert Work, ritengono che ciò sia insufficiente.

“Non sono molti soldi quando si ha un budget di 740 miliardi di dollari e si hanno circa 2,5 miliardi di dollari in un dato anno su queste tecnologie”, ha detto Work durante una discussione ospitata dal Center for a New American Security, dove ora è un senior fellow. “Mi piacerebbe vederlo salire di almeno un ordine di grandezza”, si legge sul National Defense Magazine.

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