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Pagamenti digitali, perchè Apple Pay non piace in Cina

Apple Pay

In Cina Apple Pay trova difficoltà ad affermarsi in un mercato dal grande potenziale di sviluppo, ma che vanta la presenta anche di illustri concorrenti

 

In Cina pagare con lo smartphone è consuetudine, tanto che Apple prova a conquistare una fetta del mercato di Pechino, dove, però, si affollano numerosi concorrenti. In Italia, invece, i pagamenti digitali fanno fatica ad affermarsi, e il lancio della stessa Apple Pay fa scalpore e appare come una grande novità. Approfondiamo insieme.

Apple Pay, in Cina trova troppi concorrenti (più famosi)

Era domenica e Dong Ximiao doveva pagare il suo pasto presso KFC a Hangzhou e tirò fuori il cellulare per effettuare la transazione, come in tanti fanno in Cina. Ma quando il cassiere ha chiesto: “Alipay o Wechat Pay?”, Dong ha detto che si trattava di Apple pay. Il cassiere, però, ha affermato che non aveva mai maneggiato transazioni con la Mela Morsicata prima di allora e, dunque, non era sicuro che il cliente avesse pagato il suo fritto di pollo.

Apple Pay“Ero sicuro che i negozi di KFC accettavano tale pagamento”, aveva detto Dong, ricercatore presso l’Università Renmin. “Così ho insegnato passo-passo come completare la transazione, e lui è rimasto sorpreso di quanto sia stato facile.”

E’ questa una delle chiare dimostrazioni che la tecnologia messa a punto dalla Casa di Cupertino stia ancora lottando per conquistare un posto nel mercato cinese dei pagamenti digitali, che vale 5.5 trilioni di dollari.

Il motivo principale è semplice: i consumatori sono abituati ad utilizzare prodotti casalinghi, come Alipay, figlia di Alibaba Group Holding Ltd, e Wechat Pay, metodo di pagamento di Tencent Holdings Ltd. Ad Apple Pay, c’è da dire, arriva in ritardo rispetto ai concorrenti.

Una sfida difficile per Apple

“Non credo che Apple Pay possa ottenere la stessa quota di mercato di Alipay o Wechat nel prossimo futuro”, ha detto Marie Sun, un analista di Morningstar Investment Service. “L’unica possibilità che posso pensare è che se si verificasse qualche grande violazione della sicurezza sui rivali cinesi, allora i clienti potranno cercare qualche alternativa. Personalmente, però, non vedo alcun beneficio nel cambio della app che utilizzo.”

Eppure, se c’è un Paese in cui Apple Pay potrebbe avere realmente successo è proprio la Cina. Secondo TNS Global Ltd., qui il 40% dei consumatori connessi effettuano pagamenti attraverso i dispositivi mobili. Insomma, la Cina è il primo mercato a livello mondiale, seguita da Hong Kong e Corea del Sud.

Tim Cook ci crede

AppleNonostante tutto, Tim Cook ci crede: Apple riuscirà a conquistare il mercato cinese. L’amministratore delegato della Mela Morsicata, infatti, si dice “molto fiducioso”.

Carolyn Wu, portavoce di Apple, ha invece rifiutato di commentare la questione, come ha scritto Bloomberg.

Apple Pay e gli accordi commerciali in Cina

Quando Apple Pay ha debuttato in Cina nel mese di febbraio 2016, la Casa di Cupertino si è alleata con una dozzina di partner, tra cui la Banca industriale e commerciale di Cina Ltd. e China Construction Bank Corp. Ma tutto questo non basta.

Alipay o Wechat Pay si basano su metodi che li rendono una scelta più semplice ed economica per i commercianti. Le tecnologie che permettono i pagamenti tramite Apple Pay, invece, sono più costosi.

“Alipay e wechat Pay sono primi operatori”, ha detto Sun. “Stanno ancora facendo un sacco di promozioni, tra cui sconti per incoraggiare i clienti cinesi a utilizzare il loro sistema di pagamento.”

Meno iPhone, meno Apple Pay

Il problema di Cupertino non sono solo i concorrenti. Secondo un indagine della BBC, diverse aziende chiedono (o impongono) ai dipendenti di non comprare un iPhone 7 o un iPhone 7 plus. Huawei, Xiaomi e Lenovo (tra le altre) provano a conquistare importanti quote del mercato smartphone, ora dominato da Samsung e dalla casa di Cupertino. Il divieto di acquisto di un iPhone di nuova generazione potrebbe aiutarle a raggiungere l’obiettivo, tenendo fuori Apple dal mercato cinese.

Quelle della BBC non sono accuse infondate o indiscrezioni. Ci sono nomi e lettere che testimoniano il sabotaggio di Apple. La casa farmaceutica Nanyang Yongkang Medicine Company, per esempio, avrebbe minacciato i propri dipendenti promettendo licenziamenti in tronco se questi comprassero un iPhone 7. L’azienda cinese non ha confermato, né smentito quanto detto dalla BBC.

Anche un’ospedale avrebbe chiesto ai propri dipendenti di non acquistare i dispositivi della mela Morsicata. In particolare, l’unità di ginecologia del Fuling Xinjiuzhou Hospital di Chongqing ha avvisato i membri dello staff che avessero acquistato un iPhone 7 o un iPhone 7 Plus sarebbero stati esclusi dalla candidatura per i premi annuali sulle performance. Non solo: chi avesse acquistato un iPhone 7, sarebbe stato invitato a dimettersi.

Apple Pay arriva in Italia

Il metodo di pagamento Apple Pay è un sistema collegato direttamente alla carte elettroniche e permette il pagamento attraverso l’iPhone o l’Apple Watch . Basterà avvicinarli al POS dei negozi che accettano pagamenti contactless, tenendo premuto il sensore Touch ID.

Apple PayLa tecnologia, poi, Cupertino consentirà di fare acquisti anche in app e siti con Safari, tramite l’iPhone, iPad o MacBook Pro.

Il sistema made in America è già attivo in 14 Paesi, tra cui Regno Unito, Francia, Spagna e Svizzera e presto sbarcherà anche in Italia. Anche qui nel Bel Paese, proprio come in Cina, Apple ha trovato i suoi parteners.

Unicredit, per esempio, ha scelto di scendere in campo con Apple e ha inviato una mail ai suoi clienti, in cui tuttavia non si specifica la data di attivazione, per presentare l’innovativo sistema. Altri partner sono anche  Carrefour Banca, Visa, Mastercard.

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