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Oto Melara, ecco la strategia della tedesca Rheinmetall

Rheinmetall Oto Melara

Il colosso della difesa tedesco Rheinmetall pronto a rilevare fino al 49% di Oto Melara con un piano industriale di sviluppo per lavorare alla sostituzione dei carri armati dell’Esercito con obiettivo l’ingresso nel programma futuro carro armato (Mbt) europeo

 

Il gruppo della difesa tedesco Rheinmetall vuole investire in Italia acquistando fino al 49% di Oto Melara, la controllata armamenti terrestri messa in vendita da Leonardo insieme all’altra unità Wass.

A fine maggio l’azienda guidata da Armin Papperger ha presentato un’offerta non vincolante a Leonardo del valore tra 190 e 210 milioni di euro per la ex Oto.

Come già esposto in audizioni parlamentari dall’ad di Rheinmetall Italia Alessandro Ercolani, Rheinmetall si propone come partner strategico del nostro paese nel settore terrestre. In questo modo si rafforzerebbe l’asse italo-tedesco sulla difesa, avviato proprio con l’acquisizione del 25,1% di Hensoldt, società tedesca di elettronica della difesa, da parte di Leonardo.

Come emerge dalla proposta inviata a Leonardo e ai ministri che seguono il dossier (Guerini, Giorgetti e Franco) — di cui Startmag ha preso visione — la strategia di crescita per Oto Melara sarebbe individuata nei futuri programmi terrestri per la fanteria.

A partire dal nuovo carro leggero — Aifv  — per la sostituzione del Dardo fino alla partecipazione al programma del futuro carro armato europeo.

“Il programma Mbt è previsto dal 2035, e l’Italia potrebbe giocare un ruolo essenziale: non solo tra 15 anni ma anche nella fase di studio attualmente in corso”, aveva sottolineato Papperger al Sole 24 Ore a primavera.

In tali programmi, la combinazione di Rheinmetall e Oto Melara darebbe vita a un polo militare nazionale funzionale al consolidamento del settore terrestre italiano.

L’ultima parola spetta comunque al governo, che controlla Leonardo (attraverso il Mef al 30%). “L’obiettivo è lavorare al mantenimento di un presidio nazionale aperto alla cooperazione industriale europea” aveva evidenziato lo scorso novembre il ministro della Difesa Guerini, interpellato sul dossier Oto Melara.

LA STRATEGIA DI RHEINMETALL PER OTO MELARA

Innanzitutto, con la proposta di acquisizione del 49% di Oto Melara (con relativa opzione per aumentare quota del 2%), il gruppo tedesco punta sul piano industriale che, in un contesto di piena cooperazione, renda possibile la partecipazione per la controllata di Leonardo ai futuri programmi internazionali e Ue.

Inoltre, Rheinmetall parla di mantenimento della piena sovranità dell’assetto industriale di Oto Melara, che rimarrebbe una società autonoma e indipendente. Come auspicato da politica e sindacati.

Il portafoglio di prodotti Oto Melara si integrerebbe infatti con quello di Rheinmetall in modo da rafforzarsi reciprocamente.

OTO MELARA FULCRO DEL POLO TERRESTRE

Tutto questo si inserisce nella visione che ha come obiettivo quello di una creazione di un centro di eccellenza nazionale nel settore terrestre, guidato e gestito dalla stessa Oto Melara che dovrà, da subito, focalizzarsi sul programma per il nuovo Carro Leggero (Infantry Fighting Vehicle) e sul futuro carro armato europeo Mbt.

“Proprio negli stabilimenti di Oto Melara vediamo l’epicentro dell’attività industriale terrestre fungendo da “aggregatore” per gli altri attori nazionali così da raggiungere quella dimensione “internazionale ed europea” necessaria ad affrontare le imminenti sfide” spiegava in audizione alla Camera lo scorso dicembre Alessandro Ercolani, ad di Rheinmetall Italia.

In particolare sui programmi di veicoli cingolati, Rheinmetall è leader fornitore, garantirà un’integrazione di alto livello con Oto Melara, con la possibilità di creare un centro di competenza in Italia.

Se l’Esercito dovesse scegliere il Lynx tedesco proposto da Rheinmetall per sostituire il Dardo, si tratterebbe comunque di un Lynx italiano, prodotto negli stabilimenti di Oto Melara. Inoltre il nostro paese potrebbe ottenere di integrare sul mezzo la torretta prodotta da Oto-Melara e sensori Leonardo.

Sempre nella sua offerta non vincolante Rheinmetall cita infatti la possibilità di approfondire relazioni industriali anche con la stessa Leonardo.

I REQUISITI PREVISTI DAL DPP DELLA DIFESA

Per sostituire il veicolo cingolato leggero Dardo, l’Esercito ha previsto un programma di acquisizione di circa 400/600 nuovi veicoli con entrata in servizio a partire dal 2026/2027. Per tale programma, il Documento Programmatico Pluriennale della Difesa 2021/2023 prevede che la Difesa Italiana si doti di soluzioni che “massimizzino i ritorni a livello industriale, occupazionale ed in termini di Know How tecnologico nazionale” che si estrinsechi in “progettualità in un contesto multinazionale basato su alleanze tra solide realtà europee che già collaborano con le aziende italiane” stanziando, in tale prima fase, una dotazione finanziaria pari circa 2 miliardi di euro.

inoltre, sempre il Dpp indica il programma di sviluppo del futuro Main Battle Tank europeo come “capacità di cui l’Esercito ha necessità di dotarsi orientativamente a partire dal 2035 e la cui realizzazione è conseguenziale e strettamente correlata al nuovo programma per il carro leggero AIFV”. Dopo averne individuato “la traiettoria di sviluppo”, il DPP vede nel MBT la necessità di un “approccio internazionale “per “rafforzare la cooperazione strategica ed industriale con i paesi Alleati e partner posizionando la nazione quale contributore e beneficiario dei futuri sviluppi nel segmento capacitivo dei mezzi corazzati e pesanti elevandone le capacità industriali”. Di tale assetto, la Difesa prevede, ad oggi, di acquisirne circa 400 unità in sostituzione del carro Ariete.

POTENZIALE INVESTIMENTO IN WASS

Infine, dal momento che Leonardo ha messo in vendita Oto Melara e Wass,  la divisone navale che si occupa di sensori subacquei e siluri, Rheinmetall ha proposto la disponibilità a definire congiuntamente un piano industriale dedicato, idoneo a trasformarsi in potenziale investimento in futuro.

VERSO IL CONSOLIDAMENTO DELL’INDUSTRIA DELLA DIFESA EUROPEA

Infine, il progetto di Rheinmetall con Oto Melara si inserirebbe anche nel processo di consolidamento della difesa europea. Basti pensare che nel segmento terrestre, i produttori europei offrono più di una dozzina di diversi carri armati. “La nostra spesa in sicurezza è circa tre volte quella della Russia, ma si divide in 146 sistemi di difesa. Gli Stati Uniti ne hanno solo 34. È una distribuzione di risorse profondamente inefficiente, che ostacola la costruzione di una vera difesa europea” aveva detto il presidente del Consiglio Mario Draghi in occasione del suo intervento al Parlamento europeo lo scorso 3 maggio.

LE PAROLE DI GUERINI SULLA DIFESA EUROPEA

E anche il ministro della Difesa Guerini è tornato di recente sul tema del consolidamento della difesa europea nel colloquio telefonico con il Commissario per il Mercato Interno Ue, Thierry Breton.

Il nostro Paese è pronto “ad assumere un ruolo da protagonista nel grande progetto di costruzione della Difesa europea”, e questo soprattutto grazie alla “forza dell’industria italiana nel settore della Difesa, funzionale al rafforzamento della base tecnologica e industriale europea”. Il ministro italiano ha ribadito nuovamente l’importanza di “creare sinergie, all’interno di un modello di mercato cooperativo”. “Il consolidamento dell’autonomia europea nei settori industriali strategici è un progetto in cui l’Italia crede molto – ha aggiunto Guerini – si tratta di un lavoro da fare insieme, con grande serietà e impegno, in pieno spirito di coesione e unità di intenti”.

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