Innovazione

Non solo Apple, perché pure Samsung soffre 

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guerra apple-samsung

Dopo la Mela di Cupertino, anche il gruppo sudcoreano Samsung ha rivisto al ribasso le previsioni per l’ultimo trimestre del 2018. L’approfondimento di Chiara Rossi

 

Che sia iniziata la caduta dei giganti con il nuovo anno? Una settimana fa Apple ha annunciato la revisione al ribasso delle stime dei suoi ricavi per il primo trimestre fiscale 2019, facendo sorprendere investitori e Wall Street. A sorpresa, anche il principale rivale Samsung ha fatto lo stesso.

Ieri il colosso tecnologico sudcoreano ha rivisto al ribasso l’utile operativo tendenziale del quarto trimestre, in attesa dei dati definitivi attesi per la fine di gennaio. Che sta succedendo? Entrambi i big tech incolpano la Cina: il rallentamento dell’economia di Pechino e la persistente guerra commerciale con Washington sta indebolendo la domanda di chip e frenando le vendite di smartphone.

I NUMERI RISTRETTI

Per la prima volta da due anni, Samsung prevede profitti in calo. Secondo i risultati preliminari, prevede un calo del 28,71% rispetto allo scorso anno, con un dato che si dovrebbe attestare a 10,8 miliardi di won contro i 15,15 dell’anno precedente. Anche le vendite dovrebbero subire un deciso calo, di circa il 10,6%, a causa del crollo della domanda di chip di memoria registrato negli ultimi tre mesi del 2018. Il fatturato dovrebbe quindi attestarsi a 59 miliardi di won, contro i 66 miliardi dell’anno precedente. In attesa dei dati ufficiali, Samsung non ha rilasciato previsioni sull’utile netto né sui dividendi.

MENO SMARTPHONE

Nonostante resti il primo produttore di smartphone al mondo, anche Samsung sta risentendo della spietata concorrenza in questo segmento di mercato. Già nei dati del secondo trimestre, diffusi a luglio, la società di Seoul aveva riconosciuto vendite di smartphone sotto le attese (in particolare del Galaxy S9) e in calo del 18% anno su anno. Le spese di marketing e i volumi di vendite flat hanno portato a un calo della redditività in un “mercato stagnante e fieramente competitivo” quale il business degli smartphone, ha dichiarato la compagnia.

Se Samsung mantiene il primo posto sul podio con una quota di mercato del 20.1%, Apple (13%) è stata spodestata dal secondo posto da Huawei (14%), inseguita a sua volta da Xiaomi (9,2%) e Oppo (8,7%). La pressione arriva quindi, soprattutto, dai produttori cinesi. Con un effetto doppio: guadagnano su scala globale e rubano spazio a Samsung nel mercato cinese, già in contrazione a causa del rallentamento economico.

TUTTA COLPA DELLA CINA

La Cina è un mercato fondamentale per gli smartphone – rappresenta un terzo delle spedizioni di cellulari del mondo – ma l’economia sta rallentando e le crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti generano preoccupazioni. Senza dimenticare che i cinesi hanno iniziato a preferire gli smartphone di produttori cinesi come Huawei e Xiaomi, più economici di quelli prodotti da Apple e Samsung.

E MENO MEMORY CHIP

Più che per gli smartphone, in realtà il ribasso delle previsioni arriva dal calo della domanda di memory chip, segmento che rappresenta i tre quarti del profitto complessivo e circa il 38% delle vendite del gigante coreano come ha sottolineato il Sole 24 Ore.

Un analista sentito da Cnbc ha spiegato che le società di data center che acquistano chip di memoria da Samsung e altri produttori di chip, hanno rallentato i loro ordini negli ultimi mesi. All’improvviso, aziende di data center come Amazon, Microsoft, Google hanno raggiunto abbastanza capacità di memoria stoppando gli ordini di chip a discapito di società come Samsung.

APPLE TAGLIA LE PREVISIONI E NON SOLO

Ma le sorprese non finiscono qui. Tornando dall’altro lato del Pacifico, la Mela di Cupertino continua a tagliare. Dopo la revisione al ribasso sui ricavi, Apple taglia anche sugli iPhone.

Secondo Nikkei Asia Review, il gigante guidato da Tim Cook avrebbe chiesto ai fornitori una riduzione della produzione del 10% nei prossimi tre mesi. La produzione dovrebbe essere ridotta a 40-43 milioni di unità rispetto a previsioni precedenti tra 47 e 48 milioni. Ovvero il 20% in meno rispetto ai 52,21 milioni di iPhone prodotti da Apple tra gennaio e marzo 2018. Si tratta della seconda revisione sulla produzione, ma a differenza della correzione di novembre, che riguardava una frenata nell’assemblaggio di iPhone XR (lo smartphone più economico della gamma), questa volta toccherebbe anche XS e XS Max. Apple non ha rilasciato commenti. Certo è che l’anno è iniziato maluccio per Samsung e Apple. Non proprio malissimo invece per il numero uno di Cupertino: i compensi totali di Tim Cook sono saliti per il secondo anno consecutivo a 15,7 milioni di dollari, il 22% in più del 2017, secondo la documentazione depositata alla Sec. La cifra comprende uno stipendio base di 3 milioni di dollari, un bonus cash di 12 milioni e 680.000 di dollari per l’ “altro compenso”: i viaggi in jet privati ​​e spese per la sicurezza.

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