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Metaverso, come i militari lavorano alla fusione tra mondo reale e virtuale

Metaverso

Pubblichiamo un estratto del paper “Metaverso e Sicurezza Nazionale Internet 3.0 e Nuovo Ordine Mondiale Digitale” a cura di Fabio Vanorio per Istituto italiano di studi strategici Niccolò Machiavelli

Molte delle aziende coinvolte hanno contribuito in modo importante alla base di ricerca fondamentale nella grafica computerizzata (sia hardware che software), essenziale per il decollo della VR. Ancora una volta, però, fondamentale è stato il supporto governativo a lungo termine, in particolare da parte di DARPA, per sostenere direzioni di ricerca innovative e per costruire la serie di hardware e software necessari all’industria per far progredire la VR. La fusione di tecnologie sostanzialmente diverse nei mondi virtuali non avrebbe potuto essere intrapresa da interessi commerciali con un orizzonte di rendimento sugli investimenti limitato. Oltre al ruolo centrale del complesso ricerca-intrattenimento, fondamentali sono stati il finanziamento federale della ricerca universitaria, così come la ricerca nei laboratori finanziati dal governo (principalmente attraverso i contratti DARPA), nel creare e sostenere gli sviluppi dell’hardware critici per la grafica 3D, la simulazione e la realtà virtuale. Grafica e reti sono diventate due metà interconnesse di un insieme più grande, gli ambienti virtuali distribuiti. Centrale per questo lavoro sono stati i finanziamenti DARPA e la creazione da parte dell’Esercito degli Stati Uniti del programma militare SIMNET (SIMulator NETworking distribuito), primo esempio di metaverso.

Concettualizzato da Jack Thorpe nel 1978, SIMNET, approvato da DARPA, fu avviato nel 1983. SIMNET era composto da una vasta rete di simulatori per l’addestramento collettivo di squadra e la prova di missione. Thorpe ritenne che la simulazione potesse aumentare l’addestramento dal vivo, non solo agire come un sostituto. SIMNET ha sviluppato, dunque, un’architettura virtuale scalabile che collegava in rete i simulatori in un esercizio di addestramento sintetico (virtuale) collettivo. SIMNET ha portato a una trasformazione fondamentale dell’approccio militare all’addestramento, modificando lo status quo all’interno dell’industria della simulazione costringendola a passare da costose soluzioni su misura a opzioni più commerciali off-theshelf.

Dopo SIMNET i militari hanno continuato a lavorare sul concetto di fusione tra mondo reale e virtuale. Gli ambienti sintetici si trovano oggi a un punto di inflessione simile. Così come l’architettura distribuita di SIMNET ha beneficiato delle tecnologie emergenti ai suoi tempi (per esempio, microprocessori, generatori di immagini per computer e tecnologie di comunicazione), le tecnologie di oggi catalizzano un ecosistema di preparazione militare molto più avanzato. I progressi nel calcolo distribuito e nell’edge computing permettono agli utenti di accedere a mondi più coinvolgenti senza problemi di latenza e di throughput. Disperdere l’elaborazione del computer su centinaia, se non decine di migliaia di macchine, può permettere a più motori di simulazione e modelli di essere eseguiti contemporaneamente e in coordinamento senza soluzione di continuità – quindi, simulando un mondo sintetico su scala quasi illimitata (McArdle and Dohrman 2020).

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