Innovazione

Leonardo, i timori dell’ex Finmeccanica e le attese di Profumo per una garanzia di Stato

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Serve una garanzia dello Stato per le forniture di Leonardo-Finmeccanica agli Stati acquirenti.

E’ uno degli auspici contenuti nelle conclusioni della ricerca “La filiera italiana dell’Aerospazio, della Difesa e della Sicurezza. Come creare sviluppo industriale, nuove competenze tecnologiche e crescita per il sistema-Paese”, realizzata da The European House-Ambrosetti in collaborazione con Leonardo presentata nei giorni scorsi a Cernobbio.

LA RICERCA AMBROSETTI-LEONARDO SULLA DIFESA

Ma visto che il rapporto è stato elaborato per conto e con l’apporto del gruppo attivo nell’aerospazio e nella difesa, l’auspicio prende di fatto le forme di una richiesta implicita al Parlamento e al governo come peraltro è emersa dai pour parler negli ultimi anni fra i vertici di Leonardo (ex Finmeccanica) e i ministeri interessati.

LE PREOCCUPAZIONI PER GLI EMERGENTI

Il rapporto Ambrosetti-Leonardo parte anche da un recente “fenomeno”. Quello – si legge – “dei crescenti investimenti nel settore che i Paesi emergenti stanno effettuando per costituire una propria industria AD&S nazionale e sviluppare capacità tecnologiche autonome, riducendo così il grado di dipendenza da altri Paesi fornitori”.

I NUMERI DELLA CRESCITA CHE PREOCCUPANO LEONARDO

Infatti, le 10 economie emergenti che hanno registrato i più alti tassi di crescita della spesa per la Difesa nel periodo 2007-2017, hanno 158 anche visto aumentare il proprio peso complessivo sulla spesa mondiale in Difesa dal 7% nel 2007 ad oltre il 13% nel 2017 (da 108,2 a 228,3 miliardi di Dollari, in crescita del 112%), sottolinea la ricerca.

LO SCENARIO DELINATO DA AMBROSETTI-LEONARDO

Per questo, “in uno scenario di incremento della spesa in Difesa, di efficientamento dell’utilizzo delle risorse finanziarie e di attuazione di riforme nel settore, il ritardo dell’Italia rischia di ampliare il divario rispetto ai competitori attuali e futuri”.

UN PROBLEMA PER L’EX FINMECCANICA

Uno dei problemi clou che il gruppo presieduto da Gianni De Gennaro e guidato dall’ad, Alessandro Profumo, deve affrontare è la richiesta dei Paesi acquirenti, nell’ambito procurement di equipaggiamenti per la Difesa, di “una “garanzia” formale da parte dello Stato fornitore sul buon esito dell’operazione”.

LA SOLUZIONE GRADITA A LEONARDO PROPOSTA DA AMBROSETTI

Dopo la diagnosi, il rapporto Ambrosetti-Leonardo indica anche una prognosi. Ovvero tre ipotesi di soluzione: “A livello operativo, l’ente deputato per le attività di negoziazione e vendita a Paesi terzi degli equipaggiamenti militari, potrebbe assumere una delle seguenti forme”, è scritto.

LA PRIMA IPOTESI

Prima ipotesi: “Un soggetto giuridico di diritto privato, ma controllato dal settore pubblico (ad esempio, Difesa Servizi, società al 100% del Ministero della Difesa che opera per la gestione economica di beni e servizi derivanti dalle attività istituzionali del dicastero; si dovrebbe tuttavia modificare l’oggetto di attività della società, che esclude – per effetto della legge vigente – la possibilità di vendere equipaggiamenti militari prodotti dall’industria nazionale)”.

LA SECONDA OPZIONE

Seconda ipotesi: “Un soggetto giuridico di diritto pubblico (ad esempio, l’Agenzia Industria Difesa, ente con personalità giuridica di diritto pubblico istituito come strumento di razionalizzazione e ammodernamento delle Unità industriali, o una Divisione facente capo alla Direzione Generale Armamenti del Ministero”.

LA TERZA IPOTESI

Terza ipotesi di garanzia statale: “Una società costituita ex novo, di natura pubblico-privata (con la partecipazione dello Stato e delle principali aziende del settore AD&S, con quote di minoranza)”.

CHE COSA DECIDERA’ IL GOVERNO?

La palla passa ora alla presidenza del Consiglio, al ministero della Difesa e quello dell’Economia e delle Finanze.

(TUTTE LE TENSIONI FRA LEONARDO E FINCANTIERI SU VITROCISET. COSA E’ SUCCESSO E COME E’ ANDATA A FINIRE)

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