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Leibniz Supercomputer, con la fase 2 si accenderà l’IA

Leibniz Supercomputer

Il quindicesimo cervellone elettronico al mondo presto sarà ancora più potente. Terminata – con successo, pare – la fase 1, durante la quale la potenza di calcolo del Leibniz Supercomputer è stata messa alla prova sia con operazioni tradizionali di simulazione e modellazione, sia per automatizzare il riconoscimento delle immagini e delle forme ricorrenti nell’osservazione del pianeta, immagini mediche, dati sanitari e demografici, è giunto il momento di effettuare un aggiornamento. Anzi, un vero e proprio upgrade del sistema. È quello che dalle parti dell’LRZ (Leibniz Supercomputing Centre) chiamano la “fase due” della vita del SuperMUC-NG.

Grazie a investimenti del land Bavarese e del ministero federale tedesco dell’Educazione e ricerca, la fase due vedrà un’espansione del SuperMUC-NG, parte del Gauss Center for Supercomputing (GCS), che consentirà al sistema di rimanere uno dei supercomputer più veloci ed efficienti al mondo. La fase 2 prevede per il SuperMUC-NG un maquillage approfondito, con processori Intel Xeon Scalable di nuova generazione (nome in codice Sapphire Rapids) e con la nuova GPU per HPC di Intel basata sull’architettura Xe HPC, nome in codice “Ponte Vecchio”.

Verrà anche installato un sistema DAOS (Distributed Asyncronous Object Storage), che gestirà processori Intel Xeon Scalable di terza generazione (nome in codice Ice Lake) e sarà integrato nella piattaforma Lenovo ThinkSystem SR630 V2. Il DAOS fornirà un petabyte di archiviazione dati e consentirà un rapido throughput di grandi volumi di dati, mentre l’architettura di sistema potrà gestire carichi di lavoro ad alta intensità di calcolo e altamente scalabili oltre ad applicazioni per intelligenza artificiale. Nel complesso, i nodi di calcolo della Fase Due del SuperMUC-NG offriranno prestazioni per Watt di quattro volte superiori (High Performance Linpack) rispetto alla fase uno.

I miglioramenti apportati nella fase due consentiranno al SuperMUC-NG di eseguire nuove attività nel modo con la massima efficienza energetica. Questo è possibile grazie all’integrazione di 240 nodi di elaborazione Intel nel ThinkSystem SD650 di Lenovo che sfrutta il raffreddamento ad acqua tiepida Neptune e si connette al sistema di storage DAOS per mezzo di una rete ad alta velocità. I componenti del SuperMUC-NG saranno prodotti in Europa, nel nuovo stabilimento di produzione dedicato di Lenovo in Ungheria, per contribuire a migliorare l’impronta ecologica del progetto grazie a una catena di fornitura più breve.

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