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Iveco Defence, per la Marina in arrivo 64 Veicoli Anfibi Blindati

Iveco Defence

L’articolo di Aurelio Giansiracusa per AresDifesa sul programma relativo all’acquisizione di 64 Veicoli Anfibi Blindati per la Marina Militare Italiana

Il programma pluriennale è relativo all’acquisizione di Veicoli Blindati Anfibi (VBA) da assegnare ai Reparti della Marina e sarà comprensivo del relativo sostegno tecnico logistico decennale.

In relazione alle caratteristiche del sistema in esame lo Stato Maggiore della Difesa indica che si tratta di un nuovo veicolo protetto anfibio da combattimento, di progettazione nazionale, in grado di essere proiettato in modo autonomo dalle Unità Navali Anfibie della Marina sino a terra e proseguire in profondità la manovra.

Al riguardo la Difesa fa presente che attualmente la Forza da Sbarco non è dotata “di una piattaforma in grado di essere proiettata dal mare da distanze superiori all’orizzonte ottico e garantire, una volta a terra, il prosieguo in profondità della manovra, assicurando al contempo un elevato grado di protezione al personale trasportato“.

Lo Stato Maggiore della Difesa sottolinea, in particolare, l’ampio spettro di operazioni che il nuovo mezzo sarà in grado di assolvere, con particolare riferimento alle capacità di assalto e raid anfibio, di supporto alle Forze Speciali, di assistenza umanitaria, di evacuazione di civili e di cooperazione in materia di sicurezza e deterrenza. In relazione a tali compiti il nuovo sistema si caratterizza per la una maggiore capacità di superamento degli ostacoli rispetto gli attuali veicoli cingolati AAV7 in dotazione.

Il nuovo VBA sarà, inoltre, dotato di adeguata protezione balistica e anti-mina e di armamento “in grado di garantire una superiore capacità d’ingaggio negli scenari ad alta intensità“.

Tra i requisiti tecnici del veicolo, inoltre, è evidenziata, sia la notevole autonomia del mezzo, in grado di garantire la prosecuzione della manovra in profondità, sia l’integrazione, in un’unica piattaforma, delle principali funzioni e capacità tecnico/tattiche ad oggi assicurate soltanto dalla combinazione di più tipologie di veicoli in servizio (VTLM e AAV7).

Con riferimento al supporto logistico, le piattaforme saranno corredate da adeguati piani manutentivi scaturiti da studi di ingegneria logistica e tali da garantire elevati livelli di disponibilità operativa. Per tutta la durata della vita tecnica l’industria privata assicurerà la disponibilità di parti di ricambio ed eventuali aggiornamenti tecnici per la risoluzione delle obsolescenze e per l’esecuzione nel tempo di tutti gli interventi manutentivi.

Il programma in esame prevede, inoltre, lo svolgimento di corsi addestrativi da parte dell’industria privata finalizzati alla formazione di team di “istruttori militari” che consentiranno alla F.A. di sviluppare in proprio l’iter di formazione e di addestramento del personale. A tal proposito sarà privilegiata la formazione di “istruttori” qualificati alla guida, istruttori del personale operatore della piattaforma, tecnici per la manutenzione e operatori/manutentori per la gestione di tutti i sistemi e sotto-sistemi che equipaggeranno il mezzo.

Il programma, di previsto avvio nel 2021 ormai 2022, dovrebbe concludersi nel 2034.

L’onere previsionale complessivo del programma viene stimato in 326 milioni di Euro, finalizzati all’acquisizione di 34 VBA e relativo sostegno tecnico-logistico decennale. Tale spesa è finanziata, limitatamente a 206 milioni di euro, a valere sugli stanziamenti derivanti dalla ripartizione del fondo investimenti di cui all’art. 1, co. 14 della legge n. 160 del 2019 (cap. 7120, p.g. 42 ) e per i restanti 120 milioni di Euro sui capitoli a fabbisogno del settore investimento dal Bilancio Ordinario del Ministero della Difesa nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente (capitolo 7120-03).

Per quanto attiene al completamento del programma, si segnala che il restante valore previsionale complessivo di 274 milioni di Euro, necessario per l’acquisizione di ulteriori 30 veicoli e relativo supporto logistico, “sarà realizzato attraverso successivi provvedimenti che potranno essere contrattualizzati subordinatamente all’eventuale rifinanziamento dell’intervento“.

Per quanto attiene ai profili industriali la nuova piattaforma è frutto di una progettazione nazionale (Iveco Defence Vehicles) e, pertanto, l’intera filiera produttiva – in tutte le sue componenti tra cui la piattaforma/scafo, gli allestimenti interni e l’armamento di bordo – potrà essere sviluppata in Italia.

 

Articolo pubblicato su aresdifesa.it

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