Innovazione

Ecco tutti i guai di Italtel (controllata da Exprivia e Cisco)

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Italtel in difficoltà ha depositato domanda di concessione di un termine di 120 giorni per ricapitalizzazione e ristrutturazione dei debiti. Fatti, numeri e analisi sulla società controllata dall’italiana Exprivia e dall’americana Cisco

157 milioni di euro. A tanto ammonta l’indebitamento finanziario di Italtel, società del settore tlc dal passato glorioso (ex controllata Telecom) controllata da Exprivia e Cisco, che paga lo scotto della diminuzione delle commesse da parte di Tim, Open Fiber e degli altri operatori.

LA NOTA DI ITALTEL

Italtel – società guidata dall’amministratore delegato Stefano Pileri – ha depositato al tribunale di Milano domanda prenotativa, chiedendo la concessione di un termine di 120 giorni per raggiungere un accordo per la ristrutturazione dei propri debiti e la ricapitalizzazione dell’azienda. Lo si legge in una nota della società che “sta attivamente operando per fornire informazioni ai soggetti industriali e finanziari che stanno analizzando il proprio dossier’. Italtel si dice ‘fiduciosa che, nelle more della procedura adita, sara’ possibile identificare una soluzione che consentirà all’azienda di procedere con ancora più determinazione sui mercati’. L’azienda ‘sta dando, in questi momenti di emergenza dovuti alla pandemia in corso, un fortissimo contributo all’adeguamento della capacita’ e diffusione delle reti, al funzionamento delle stesse e sta consentendo ai propri clienti di usufruire di strumenti di videocomunicazione per le crescenti esigenze di smart working”. Allo stesso tempo sta operando “al fianco di molti centri ospedalieri milanesi per la realizzazione delle infrastrutture di comunicazione dei reparti di terapia intensiva che vengono approntati, compresa la nuova struttura ospedaliera realizzata in due padiglioni della Fiera di Milano”.

ASSEMBLEE DEI SOCI DESERTE

La decisione arriva dopo che l’assemblea dei soci di Italtel, convocata per il 31 di marzo, è andata deserta. La seconda convocazione è prevista per il prossimo 15 aprile. Le due chiamate arrivano dopo che è andata a vuoto la prima assemblea a metà febbraio. Nuove assemblee non potranno essere convocate, così la mossa di concordato farebbe guadagnare alla società tempo per provare a trovare una via di salvezza.

ITALTEL, UN PASSATO GLORIOSO

Italtel, società che progetta, sviluppa e realizza prodotti e soluzioni per reti e servizi di telecomunicazione di nuova generazione, basati su protocollo IP, vanta quasi 100 anni di storia. Nata tedesca, a Milano, da Siemens, per produrre telefoni, è diventata poi italiana. Nel 1945 la società dopo il sequestro di Siemens, viene affidata al Ministero del Tesoro italiano: dissequestrata nel 1950, entra nel gruppo IRI-STET nel 1950, diventando Società Italiana Telecomunicazioni Siemens nel 1960, nuovamente rappresentante italiano per Siemens.

Nel 1981 diventa Italtel S.p.A e vive, sotto la guida di Marisa Bellisario, il suo periodo di massimo splendore: l’azienda sviluppa i primi prodotti di commutazione elettronica digitale in tecnica TDM. Solo pochi anni dopo, inizia il suo periodo turbolento: la società passa in mano 100% alla fine degli anni ’90, ma viene ceduta nel 200 al  fondo statunitense Clayton e Dubilier & Rice. Dell’azionariato fa parte anche Cisco Systems.

L’azienda di telecomunicazioni vive un nuovo cambio di guarda a luglio 2017, con Exprivia S.p.A., società quotata alla Borsa di Milano, rileva l’81% del capitale (il 19% resta a Cisco System).

UN 2019 DIFFICILE

A distanza di soli 3 anni Exprivia, guidata da Domenico Favuzzi, deve fare i conti con una crisi tortuosa. La società, ha sottolineato nei giorni scorsi il Sole 24 Ore, ha chiuso il 2019 con un calo del 19,3% a 375,9 milioni di euro. Diminuisce anche l’ebitda a 15,5 milioni (con effetto positivo dall’applicazione del nuovo Ifrs 16 per circa 5,3 milioni), contro i 26 milioni del 2018.

A dare un’idea più chiara è la posizione finanziaria netta registrata: -182,5 milioni (-165,3 al netto dell’effetto del nuovo Ifrs 16 rispetto a -168,9 milioni del 31 dicembre 2018).

PERCHE’ ITALTEL E’ IN DIFFICOLTA’?

A pesare sui numeri è in particolare la frenata del settore Tlc, con i tre principali committenti, ovvero Tim, Open Fiber e la spagnola Telefonica, che hanno ridotto il valore delle commesse.

QUALE FUTURO?

Difficile dire cosa riserva il futuro di Italel (controllata all’81% da Italtel e dal 19% da Cisco). Le commesse, con la diffusione del 5G e il bisogno di nuove reti, potrebbero tornare a salire, ma il debito è rilevante, fanno notare gli analisti.

LE PAROLE DI FAVUZZI

Exprivia, comunque, non ha intenzione di mollare la presa: “Per noi la priorità è puntare a portare avanti il progetto industriale che ci vede impegnati con Italtel”, ha detto nei giorni scorsi Favuzzi al Sole 24 Ore. Per ora fare entrare nuovi soci nell’azionariato “non è un tema all’ordine del giorno, ma non siamo pregiudizialmente contrari”, ha concluso Favuzzi.

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