Innovazione

Industria 4.0, questa sconosciuta in Italia

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Industria 4.0

I vantaggi dell’Industria 4.0 sono evidenti, ma la maggior parte delle aziende italiane non hanno ancora avviato un vero processo di digitalizzazione 
Aziende italiane ancora troppo poco digitalizzate e dunque poco competitive. I vantaggi della digitalizzazione del processo di produzione (e non solo) sono indubbi, eppure la maggior parte delle aziende tricolore dispone di infrastrutture a silos e continua a confrontarsi con architetture legacy rigide. Insomma, l’industria 4.0 resta una sconosciuta. Lo denuncia un rapporto commissionato da Dell Emc a Enterprise Strategy Group (Esg), che segnala come la gran parte delle aziende del Bel Paese è ancora troppo indietro rispetto nel processo di IT transformation. Ma andiamo per gradi.

Cos’è l’industria 4.0

Horizon 2020Figlia della quarta rivoluzione industriale, l’Industria 4.0 è un fenomeno che difficilmente può essere racchiuso in un’unica ed esauriente definizione. Gli analisti concordano sul dire che si tratta di un processo che porterà alla produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa.

L’industria 4.0 è legata allo sviluppo dell’Internet of Things, la tecnologia che permette di connettere e dialogare molti degli oggetti di uso quotidiano, ma anche alle tecnologie come cloud computing (che consente di accedere alle informazioni in qualunque momento e in qualunque luogo, grazie alla rete) e i big data (raccolta e analisi veloce di una quantità di dati enorme).

Il termine “Industrie 4.0” è stato utilizzato, per la prima volta, dall’associazione Vda ,di Ingegneri tedeschi, e riutilizzato alla Fiera di Hannover nel 2011, sempre in Germania. Oggi è una delle espressioni più utilizzate se si parla di opportunità economiche e futuro.

Il digitale nelle aziende italiane

Gli analisti di Enterprise Strategy Group hanno identificato, all’interno della loro ricerca, i livelli di avanzamento del processo di IT Transformation. Quattro i livelli di maturità digitale, individuati in base ad infrastruttura IT, processi e allineamento a livello organizzativo. Il livello legacy (12% degli intervistati) raggruppa le aziende giudicate insufficienti su molti, se non tutti, gli elementi dell’IT transformation. Al livello emerging (42%) stazionano le imprese che mostrano progressi nel processo di IT Transformation, ma che al momento hanno solo implementato minimamente le tecnologie per i data center. Al livello evolving (41%) ci sono e aziende che mostrano impegno verso l’attuazione dell’IT Transformation e hanno implementato moderatamente le tecnologie per il data center e le metodologie di distribuzione IT. Una percentule pari al 5% è  transformed, ovvero ha già iniziIndustria 4.0ato un processo di trasformazione digitale ed è in stato avanzato.

La consapevolezza

La buona notizia è che comunque cresce la consapevolezza che le imprese non possono esser competitive senza una IT Transformation. Di questo ne è convinto il 71% delle aziende, ma ben il 95% delle imprese è indietro rispetto ad alcuni competitor.

“I risultati della ricerca sottolineano quanto già la grande maggioranza dei clienti ci evidenzia: la necessità di ottimizzare le infrastrutture esistenti per ottenere benefici dalle opportunità offerte dell’era digitale. La ricerca mostra che la maggior parte delle aziende intervistate risulta essere indietro rispetto a un piccolo gruppo di società che si distinguono per essere, invece, maggiormente competitive grazie al loro investimento nell’IT Transformation. Nel momento in cui le organizzazioni avanzano, possono infatti superare il conflitto tra IT legacy e iniziative di digital business per raggiungere i propri obiettivi, velocizzare il time-to-market, e incrementare la competitività”, ha affermato David Goulden, presidente di Dell Emc.

Su quali tecnologie puntare?

Le tecnologie appartenenti al paradigma 4.0 sono molteplici, ma tutte possono essere suddivise in 3 ambiti principali:

1. Disponibilità di dati digitali e analitica dei Big Data. Parliamo del proceddi di elaborazione e analisi di quantità enormi di dati (big data) a costi sempre più bassi (sensoristica a basso costo e cloud computing), con il vantaggio di decisioni e previsioni migliori su produzione e consumi basate anche sull’utilizzo di strumenti di virtualizzazione del processo produttivo, prototipazione rapida e intelligenza artificiale

Industria 4.02. Robotica e automazione avanzata. I Robot entrano in azienda e possono interagire con l’uomo, permettendo una riduzione degli errori, dei tempi e dei costi e un miglioramento della sicurezza dei processi anche attraverso la nuova manifattura additiva;

3. Connettività. Tutta la catena è interconnessa attraverso dispositivi e sensoristica intelligente (internet of things) utilizzando reti di connessione di nuova generazione.

Digitalizzazione del lavoro: una necessità

L’Italia è al secondo posto in Europa per produzione manufatturiera, ma occupa le ultime posizioni in fatto di digitale. Una discrepanza, questa, che potrebbe costare molto cara alla nostra economia. Accelerare sul digitale è un imperativo a cui le aziende e il Governo devono saper rispondere se non vogliono, tra qualche anno, scendere nella classifica manufatturiera.
Le imprese che intendono competere e vincere sui mercati globali dovranno fare di ICT, e-commerce e cloud i loro nuovi strumenti quotidiani di lavoro. Basti pensare che in un futuro non molto lontano le nostre case si popoleranno di frigoriferi che ci inviano sullo smartphone la lista della spesa o che l’e-commerce prende sempre più piede.

Le ricadute dell’Industria 4.0 “in termini di recupero di produttività possono essere significative restituendo nuova competitività a settori produttivi e nicchie manifatturiere che diversamente avrebbero serie difficoltà nel competere con sistemi a basso costo del lavoro, consentendo persino fenomeni di re-shoring di produzioIndustria 4.0ni un tempo delocalizzate”, afferma il documento diffuso da Agenzie dell’Entrate e Mise.

I vantaggi dell’industria 4.0

  • Flessibilità della produzione
  • Velocità
  • Aumento della Produttività
  • Integrazione delle filiere
  • Sicurezza
  • Sostenibilità
  • Innovazione di prodotto

E il Governo ha previsto degli incentivi

Per accelerare su questi fronti il Governo ha previsto per il 2017 un incentivo fiscale. É possibile accedere alle agevolazioni solo a condizione che entro la data del 31 dicembre 2017 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento dei rispettivi acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Il superammortamento. E’ un’agevolazione che prevede l’incremento del 40% del costo fiscale di beni materiali originariamente acquistati entro dicembre 2017. L’aumento del costo farà aumentare l’importo deducibile ai fini IRES.

Il maggior costo, riconosciuto solo per le imposte sui redditi e non ai fini Irap, può essere infatti portato extracontabilmente in deduzione del reddito attraverso l’effettuazione di variazioni in diminuzione in dichiarazione.

L’iper-ammortamento. La Legge di Bilancio 2017 ha introdotto l’iper ammortamento, una maggiorazione del 150% del costo di acquisizione di determinati beni per poter detrarre le quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria.
E ancora. E’ prevista un’ ulteriore maggiorazione del 40% sul costo di acquisto di beni strumentali immateriali (tra cui, alcuni software, sistemi IT e attività di system integration), prevista sempre dalla Legge di Bilancio per i soggetti che beneficiano già dell’iper ammortamento.

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