I rincari dei listini delle due console di casa Microsoft, Xbox Series X e S, potrebbero non essere ancora finiti. Dopo i due ritocchi all’insù decisi da Redmond nel corso del 2025, con l’ultimo che ha costretto i negozianti a cambiare nuovamente la cifra sui cartellini dei prezzi solamente lo scorso ottobre, la multinazionale fondata di Bill Gates potrebbe essere costretta a prendere altre impopolari decisioni analoghe, almeno secondo quanto riporta la stampa di settore.
IL PREZZO DI XBOX NON HA ANCORA FINITO DI AUMENTARE?
Tutta colpa questa volta non dei dazi di Donald Trump – che pure stanno creando non pochi grattacapi ai colossi videoludici che si riforniscono in Oriente – ma degli shock di mercato che si stanno verificando nel settore delle Dynamic Random Access Memory, le preziosissime memorie volatili i cui prezzi rispetto allo scorso anno sono cresciuti di oltre il 170%.
Secondo alcuni analisti, a sparigliare le carte sarebbe stato il contratto siglato a ottobre tra i giganti sudcoreani dei chip Samsung e Sk Hynix per garantire a OpenAi, software house di Sam Altman principalmente nota per ChatGpt, quasi la metà della produzione mondiale di Dram.
Tutte queste memorie saranno indirizzate a sostenere e alimentare i data center del colossale progetto Stargate voluto da Trump e che dunque non può ammettere slittamenti. Una mossa che ora rischia di lasciare a corto di memorie volatili tutte le altre aziende. Se tale analisi fosse corretta testimonierebbe come la Casa Bianca metta ancora, seppur indirettamente rispetto alla questione dazi, i bastoni tra gli ingranaggi di almeno parte del mondo videoludico.
L’ALLARME DEI COLOSSI SUDCOREANI
A fine ottobre proprio Sk Hynix, che ha registrato un utile operativo record di 8,02 miliardi di dollari per il periodo luglio-settembre in aumento del 62% rispetto all’anno precedente mentre il fatturato trimestrale balzava del 39% nel terzo trimestre a 16,6 miliardi di dollari, aveva comunicato di avere esaurito tutta la sua produzione di chip per il prossimo anno.
L’azienda, fornitrice del colosso statunitense Nvidia, aveva affermato che la crescita dell’offerta di chip di memoria sarà probabilmente limitata proprio mentre la domanda è in forte aumento lasciando intendere di essere prossimi a una nuova impennata dei prezzi dei preziosi componenti.
Una situazione che insomma rischia di paralizzare l’intero mercato hi-tech benché al momento tiri la volata proprio a questo genere di attori che riforniscono le aziende più grandi: le azioni di SK Hynix sono aumentate del 200% quest’anno, superando in patria l’aumento dell’87% delle azioni Samsung.
SITUAZIONE DRAM-MATICA
Una lunga digressione indispensabile però per far comprendere perché, sebbene la voce di corridoio sulla situazione di crisi in casa Microsoft sia ben lungi dall’essere confermata, possa apparire credibile e perfettamente in linea con lo scenario attuale.
Amd, azienda particolarmente forte nel mercato delle CPU specie in ambito gaming, secondo Wccftech avrebbe comunicato ai propri partner un aumento dei prezzi delle schede grafiche di almeno il 10%, a causa del continuo aumento dei costi delle Dram. Medesime voci di corridoio rimbalzano con riferimento a Nvidia e Samsung (nel caso dei prodotti a listino del colosso sudcoreano si parla persino di rincari del 30 per cento).
SONY HA FATTO SCORTA?
Resta da capire se sia vero che Microsoft, come ventilato in Rete, possa persino andare verso un blocco di produzione delle sue Xbox. Sempre la medesima fonte peraltro informa che la rivale di Redmond in ambito videoludico, la giapponese Sony, memore del blocco della produzione per penuria di chip che aveva depotenziato il lancio globale della sua PlayStation 5, avrebbe invece fatto ampie scorte di Gddr6 e non correrebbe dunque i medesimi rischi di Microsoft. Niente blocchi o aumenti di prezzo, insomma, per la principale rivale di Xbox.





