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Guerini del Pd alla Difesa? Più vicino alle idee della Lega che a quelle dell’ex ministro M5s Trenta. Il post del prof. Dottori

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“Nel campo della Difesa, un fattore aggravante è stata l’inconciliabilità degli obiettivi che Lega e ministro Trenta intendevano perseguire. Ora si ripartirà dal nuovo ministro Guerini, che credo più vicino alla nostra idea del da farsi che non a quella del suo predecessore”. Lo ha scritto su Facebook Germano Dottori, analista di relazioni internazionali, docente di geopolitica alla Luiss e consigliere scientifico di Limes, dopo la fine del suo incarico di consigliere per gli affari delegati, del sottosegretario alla Difesa, Raffaele Volpi (Lega). Ecco il post integrale tratto dal profilo Facebook di Dottori

 

Con il giuramento dei membri del nuovo Governo decado dal mio incarico di consigliere per gli affari delegati, che esercitavo a Palazzo Marina dal 2 luglio 2018 a favore del Sottosegretario Raffaele Volpi. Sono stati 14 mesi e 4 giorni fra i più interessanti e costruttivi della mia vita. Un’occasione unica per testare ipotesi e teorie sviluppate nel corso degli anni, ponendole a raffronto con la documentazione accessibile a chi operi al servizio dell’autorità politica all’interno dell’esecutivo. L’esperienza è stata tanto più bella in quanto mi ha messo a contatto con un mondo che amo ed ammiro intensamente sin dall’adolescenza, circondato da memorie storiche per me molto significative, incluso un pezzo del sommergibile Sciré con ciò che resta degli equipaggiamenti dei nostri incursori subacquei, proprio a poco più di dieci metri dalla scrivania da cui scrivo.

Per l’ufficio di Raffaele Volpi sono passati ospiti internazionali d’alto livello e manager industriali. In molti incontri sono stato coinvolto. Ho avuto il privilegio di operare da civile “estraneo all’Amministrazione” con un team di militari che definire amici è ormai alquanto riduttivo. Parlo di persone con cui sono state messe in comune gioie e sofferenze della vita quotidiana, amarezze a soddisfazioni. Li ringrazio ad uno ad uno, indicandoli per discrezione soltanto con i soprannomi che il nostro Sottosegretario ha dato a ciascuno di noi: Eagle, Wave, Storm e Gun. Per la cronaca, io sono stato ribattezzato Kentucky e penso francamente di essermelo meritato. Abbiamo discusso di politica interna ed internazionale per ore e ore ogni giorno. Abbiamo scritto. Abbiamo pensato. Abbiamo parlato. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile quest’avventura, in particolare, ovviamente, proprio Raffaele, che mi ha voluto con sé, e Giancarlo Giorgetti, che mi ha permesso di raggiungerlo. Rimarrò in ogni caso molto legato ad entrambi. Voglio di quest’avventura anche ricordare alcuni momenti che sono stati per me particolarmente esaltanti. In primo luogo, la presentazione del mio libro “La visione di Trump”, avvenuta il 4 luglio scorso, nella Sala Biblioteca di Palazzo Marina. Un’idea bellissima di Volpi, affiorata quando era improvvisamente sfumata la possibilità di presentare il volume alla Farnesina per la concomitanza della sopraggiunta visita a Roma di Vladimir Putin. Un momento indimenticabile del quale sono debitore anche nei confronti del Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone, che ieri ho avuto il piacere di salutare e ringraziare una volta di più personalmente.

Il secondo fotogramma destinato a rimanere impresso per sempre nella mia mente è quello relativo al varo di nave Trieste a Castellammare di Stabia, cerimonia cui ho presenziato insieme a mia moglie proprio in rappresentanza del Sottosegretario Volpi. Altro sentitissimo grazie! E quindi, terzo flash, la cerimonia di avvicendamento ai vertici della Marina.
Torno ovviamente arricchito alla mia precedente vita. Ero serenamente consapevole della precarietà dell’incarico, che ho vissuto giorno per giorno, come del resto sono abituato a fare, sapendo che sarebbe potuto terminare da un momento all’altro.

Penso che chi mi legge possa essere interessato anche ad acquisire un mio punto di vista sulla crisi di Governo che ci ha portati al Conte 2. Ho certamente un’idea su ciò che è accaduto, ma mi serviranno del tempo ed alcune verifiche per cristallizzarla in un quadro più nitido di cui discutere pubblicamente. Ma una cosa posso dirla già ora: è vero che esisteva tra i “ministeriali” leghisti una forte insoddisfazione, legata alla difficoltà di far procedere l’agenda in ogni settore di attività che non fosse quello della politica interna, di sicurezza o connessa al controllo dei flussi migratori illegali. Di fatto, in molti rami dell’esecutivo l’azione governativa era ferma dal marzo scorso. Nel campo della Difesa, un fattore aggravante è stata l’inconciliabilità degli obiettivi che Lega e Ministro Trenta intendevano perseguire. Ora si ripartirà dal nuovo Ministro Guerini, che credo più vicino alla nostra idea del da farsi che non a quella del suo predecessore, a tratti in rotta anche con l’altro Sottosegretario, il pentastellato Angelo Tofalo, con il quale e con il cui staff ho stabilito a mia volta buoni rapporti. Auguro a tutti coloro che ho incontrato in questo anno speciale la miglior fortuna e i più grandi successi. Adesso si volta pagina. L’impegno per il paese e le sue Forze Armate per me continua in altra forma.

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