Innovazione

Google Search, come funziona il nuovo algoritmo (e perché molti sbuffano)

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Più intelligenza artificiale nel nuovo algoritmo di Google che fa discute aziende e utenti.

Il vostro sito ha subito una modifica nel posizionamento sui motori di ricerca? Anche il traffico è sensibilmente variato? Big è la risposta. Se ancora non lo sapeste, lo scorso 12 marzo Google, il motore numero uno al mondo, ha rilasciato l’ultimo aggiornamento del suo algoritmo.

GLI ALGORITMI DI BIG G

Niente di sorprendente fin qui, dato che Google aggiorna regolarmente il suo algoritmo e in molti casi la società guidata da Sundar Pichai non comunica l’aggiornamento o tantomeno ciò che è stato modificato. Google raramente spiega come è cambiato un algoritmo, tranne nei casi in cui sta tentando di guidare un comportamento specifico, come la promozione della reattività dei dispositivi mobili o l’adozione di HTTPS. Va da sé infatti che se un web master conoscesse le specifiche dell’algoritmo il suo sito sarebbe senza dubbio il primo in classifica nei risultati del motore di ricerca. Tuttavia, di solito gli esperti Seo notano questi aggiornamenti degli algoritmi quando c’è un cambiamento significativo che sta interessando ogni sito. Come è successo per quello rilasciato il mese scorso tanto che Google ha confermato l’aggiornamento dopo aver ricevuto domande sulle modifiche online.

TUTTO SU FLORIDA 2.0

Sappiamo solo che il nuovo aggiornamento Florida 2.0 è un miglioramento del precedente, il Core Update del 1° Agosto 2018. Core Update è stato definito anche “Medical Update” in quanto andò a toccare soprattutto i siti in ambito medico, fitness, salute e benessere. In questo caso, invece, gli effetti si sono fatti sentire su tutte le categorie, indipendentemente da quale settore sia trattato dal sito. Spulciando su vari forum internazionali, sembra che i siti che avevano avuto un grande giovamento da Core Update 2018 stiano subendo delle perdite in seguito al rilascio del nuovo algoritmo. Al contrario, siti penalizzati in passato hanno subito un importante rialzo con Florida 2.0.

GLI ALGORITMI FANNO IL BELLO E IL CATTIVO TEMPO

Soltanto Google sa come funziona il proprio algoritmo ed è sempre Google che smista il 90% della ricerca online. Proprio per questo un editoriale sul Financial Times di ieri sosteneva che oggi le Big tech hanno il potere di soffocare le start-up. Piccole modifiche agli algoritmi di Facebook o Google possono ridurre il volume del traffico a un’azienda durante la notte, e questo ha importanti implicazioni. Addirittura il social network di condivisione immagini Pinterest — che proprio piccolo non è visto che ha 260 milioni di utenti — ha riscontrato una significativa riduzione del traffico a causa dell’aggiornamento dell’algoritmo di Google.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE ALL’OPERA

Secondo Google, il nuovo algoritmo dovrebbe “capire” meglio i nostri quesiti grazie a un nuovo “Neural Matching method“. Si tratta di un sofisticato metodo fondato sul Machine Learning, basato sull’intelligenza artificiale, per migliorare la comprensione delle parole chiave da parte di Google. Una parte dell’algoritmo va a cercare di capire il significato reale di quello che gli utenti stanno cercando su Google, in base ai termini di ricerca che scrivono. L’algoritmo riesce così a scegliere contenuti che contengano sinonimi e argomenti correlati, indipendentemente dall’uso che il lettore ne va a fare. Questa specifica funzionalità dell’algoritmo è stata definita il “sistema dei super sinonimi“.

CHE NON PIACE AGLI UTENTI

Ma tutta questa intelligenza artificiale non sta raccogliendo il plauso dal popolo della rete. Oltre agli editori di siti online che hanno visto cambiare dal giorno alla notte il posizionamento delle loro pagine, anche alcuni utenti hanno iniziato a manifestare le proprie perplessità in tutto il mondo. Come il guru salutista indiano Ravi Mantha (seguito da mezzo milione di followers) che su Twitter ha cinguettato contro l’algoritmo di Google: “Cosa diavolo ha fatto Google News per pensare che io sia interessato ai risultati dell’esame della 10a classe del Bihar? Non ho mai messo piede in Bihar in tutta la mia vita”.

Anche un altro personaggio popolare sui social, il comico iraniano-statunitense Maz Jobrani, ha condiviso sul suo profilo Instagram dubbi riguardo il funzionamento del motore di ricerca di Mountain View. Pare infatti che all’attore alcuni utenti abbiano fatto notare che se cerchi su Google Jason Rezain, giornalista iraniano-statunitense, tra i risultati esce anche il connazionale Maz Jobrani. Da qui lo screenshot che riprova quanto detto e la battuta di Jobrani: “Credo che insieme siamo una gran bella coppia di fusti che l’algoritmo di Google non riesce a distinguere”.

 

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