Innovazione

Golden power, Tim fa ricorso. Recchi lascia deleghe Sparkle

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Tim fa ricorso contro il golden power, mentre Recchi lascia le deleghe su Telsy e Sparkle per accettare un nuovo incarico all’estero

 

Novità importanti per Tim. L’azienda controllata dalla francese Vivendi a deciso di fare ricorso contro il golden power voluto dal Governo italiano per tutelare gli asset strategici per il Paese e il suo sviluppo. A complicare la questione anche l’abbandono (obbligato) da parte di Giuseppe recchi delle deleghe su sicurezza e Sparkle, sensibili anche sotto il profilo del golden power. Andiamo per gradi.

Vivendi prende il controllo di Telecom

Vivendi, azienda francese guidata dall’imprenditore bretone Vincente Bollorè, è l’azionista di maggioranza con il 23,9% del capitale vivendiordinario di Telecom. I numeri delle azioni hanno spinto Vivendi a sottoporre all’Ue la volontà di poter prendere il pieno controllo di Telecom. Il via libera al controllo de facto di Vivendi su Telecom è arrivato il 30 maggio 2017.

Il 28 luglio 2017, poi, la francese ha annunciato di aver avviato “l’attività di direzione e coordinamento” su Tim.
E questo significa che Telecom, l’ex monopolista italiana, è ufficialmente francese: il gruppo potrebbe essere tranquillamente coordinato da Parigi. È la prima volta, nell’era privata di Telecom, che l’azienda italiana perde formalmente la sua indipendenza.

Governo applica Golden Power

Telecom però è una società di comunicazioni strategia per il nostro Paese. In questo caso, per legge, tutti gli eventuali cambi di controllo devono essere notificati alla Presidenza del consiglio entro dieci giorni o in ogni caso prima che divengano effettivi. Nel settore delle comunicazioni, poi, la legge prevede che, con poteri speciali, il Governo in carica possa mettere un veto sulle operazioni riguardanti asset strategici (golden power), oppure porre particolari condizioni. Dopo settimane di analisi, il Governo ha deciso di applicare i poteri speciali.

Tim fa ricorso

Nella giornata di ieri, 25 gennaio, Tim ha anche deciso, in occasione di un consiglio convocato d’urgenza, di fare ricorso al Capo dello Stato contro il decreto governativo sul golden power. La decisione arriva in anticipo di una ventina di giorni sulla scadenza per impugnare il primo decreto, che cadeva il 13 febbraio. Ad accelerare i tempi potrebbe essere stata la minaccia di una multa da 300 milioni per la tardiva comunicazione del cambio di controllo è diventata più concreta.
Anche Vivendi dovrebbe scegliere la strada di Tim, appoggiando il ricorso e impugnando a sua volta i provvedimenti entro i termini previsti.

Recchi consigliere, senza deleghe

Quello di Giuseppe Recchi non è un vero e proprio addio a Tim, l’ex Presidente della società (vice-Presidente con l’arrivo dei Francesi), infatti, resterà nel consiglio Telecom, ma lascia le deleghe su sicurezza e Sparkle. I due impegni, infatti, sarebbero incompatibili con i suoi nuovi impegni professionali all’estero. Recchi sarà ceo di un fondo di private equity internazionale.

La questione che si apre non è di semplice soluzione: Telsy e Sparkle rappresentano aziende strategiche per sviluppo e sicurezza dell’Italia.

SparkleSparkle è una multinazionale presente in tutto il mondo. Offre servizi di connettività IP e di Controllo del traffico per Operatori CAPs (Content and Application Providers) e per Aziende, oltre che a servizi voce e messaggistica per Operatori di rete fissa e mobile. Con i suoi 560 mila chilometri di cavi, perlopiù sottomarini, l’azienda è presente in tutto il mondo. I suoi cavi  attraversano l’Oceano Atlantico e Indiano, fanno il giro dell’Africa, dell’America Latina, s’intrecciano in tutte le direzioni nei fondali del Mediterraneo: collegano l’Italia a Stati Uniti, Arabia Saudita, Russia, India. E su suoi cavi (e i suoi Pop, ovvero i punti di accesso) passano dati e informazioni che “arricchiscono” il proprietario di tale rete. In base allo scenario attuale, Sparkle è il settimo operatore mondiale del traffico internet commerciale e il secondo in Europa (dopo TeliaSonera).

Telsy, invece, è una società per azioni presieduta da Stefano Grassi e guidata da Giannantonio Montorselli, costituita nel 1971 e dal 1990 di proprietà del Gruppo Telecom Italia è la società che fornisce telefonini e altri apparati a prova d’intercettazione alle istituzioni, nazionali e internazionali.

Le deleghe sul controllo di Sparkle e Telsy non possono andare né al presidente francese Arnaud de Puyfontaine (che è anche ceo dell’azionista maggioritario Vivendi) né all’amministratore delegato Amos Genish, che è di nazionalità israeliana.

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