Innovazione

Ecco gioie (e dolori) di Apple

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Fatti, numeri e scenari dell’azienda di Cupertino guidata da Tim Cook. L’approfondimento di Chiara Rossi

Alla fine del 2017 l’Apple si preparava a festeggiare numeri da record: utili per 20,1 miliardi di dollari, in rialzo del 12% dai 17,89 miliardi dello stesso periodo del 2016, oltre le previsioni di 19,7 miliardi calcolate dagli analisti. La società era sulla buona strada per generare un record di 88,3 miliardi di dollari di entrate trimestrali.

Ma proprio il figlio prediletto, l’iPhone, ha riservato una brutta sorpresa a papà Tim Cook: Apple ha registrato un drammatico calo annuale di 1,2 milioni di vendite degli smartphone nel 2017 rispetto al 2016 e un calo di circa 4 milioni di vendite di unità nel quarto trimestre 2017 rispetto al quarto trimestre precedente secondo Gartner, azienda americana leader nel mondo per analisi di mercato e consulenza strategica.

TUTTA COLPA DI IPHONE X

Nonostante mesi di entusiasmo e la consueta attesa febbrile, il fantasmagorico iPhone X non ha prodotto i risultati previsti al momento del suo debutto lo scorso anno. Apple non ha divulgato quanti iPhone X ha venduto ma si sa che nell’ultimo trimestre del 2017 sono stati venduti 77,3 milioni di iPhone, sotto le proiezioni degli analisti di 80,2 milioni di unità. Pare che i consumatori siano stati scoraggiati dal prezzo leggermente più alto del solito – ben 1.000 dollari – nonostante piacesse il design e il riconoscimento facciale FaceId.

LA MELA DI CUPERTINO ADDRIZZA IL TIRO

Ma la società guidata da Tim Cook non ci sta e si prepara a rilasciare un trio di nuovi smartphone entro la fine dell’anno: il più grande iPhone di sempre; la versione 2018 dell’iPhone X e un modello meno costoso ma con alcune delle caratteristiche principali del top gamma. Proprio con il terzo, Apple vuole far gola a tutti quelli che desiderano possedere un iPhone ma i cui portafogli proprio non possono permetterselo.

Non è la prima volta che Apple tenta una strada simile con scarsi risultati: già nel 2013 l’azienda aveva presentato l’iPhone 5c, che aveva un corpo in policarbonato disponibile in vari colori. I consumatori hanno presto scoperto che per soli $ 100 in più potevano acquistare un 5s, che aveva un corpo in alluminio, una videocamera a movimento lento e uno scanner di impronte digitali. Presto fatto, la Mela morsicata ha interrotto la produzione del 5c.

I GUAI NON FINISCONO QUA

Alle fine di dicembre, le cose hanno preso una brutta piega quando Apple ha ammesso di aver rallentato le prestazioni di sistema su vecchi modelli di iPhone con batterie vecchie e degradate, sostenendo che l’obiettivo di fondo era quello di prevenire arresti imprevisti. Ma gli appassionati di iPhone di tutto il mondo non ci stanno: sconvolti dalla completa mancanza di trasparenza, hanno cominciato a far causa alla società di Cupertino. La prima azione legale è stata archiviata il 21 dicembre sentenziando che le azioni di Apple non solo riducono il valore di rivendita degli iPhone esistenti, ma costringono anche i possessori di iPhone ad acquistare i modelli successivi prematuramente. In breve tempo, sono state depositate decine di class action. A circa due mesi dall’ammissione di Apple, Tim Cook & co. stanno affrontando circa 60 cause legali e alcune anche al di fuori degli Stati Uniti.

IPHONE APPICCICOSO PER L’ORACOLO DI OMAHA

A dissipare ogni dubbio ci ha pensato Warren Buffett in un’intervista a CSBC: nessun timore per la Mela di Cupertino visto che – ha detto – “abbiamo comprato più Apple di qualsiasi altra cosa” nell’ultimo anno. Parole confermate dai fatti: con il nuovo investimento in Apple, la Berkshire Hathaway dell’oracolo di Omaha si conferma uno dei maggiori azionisti dell’azienda con il 23% dei titoli (165.3 milioni di azioni). “Apple ha un franchising di consumo straordinario”, ha detto. “Vedo quanto sia forte quell’ecosistema, in misura straordinaria… Una volta che utilizzi Apple, sei molto, molto, molto bloccato, almeno psicologicamente e mentalmente, al prodotto che stai usando. L’iPhone è un prodotto assai appiccicoso!”.

A Buffett è stato anche chiesto perché usa ancora un telefono cellulare a scatto invece di un iPhone: “L’ho detto anche a Tim Cook: questo dimostra che il mercato degli smartphone non è saturo. Il giorno che ne comprerò uno, probabilmente dopo non ne sarà venduto più nessuno…”.

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