Innovazione

Germania contro Facebook per raccolta dati utenti

di

_germania

Facebook accusata di permettere agli inserzionisti, in base alle ricerche effettuate dagli utenti sul web, di indirizzare gli annunci online in base ad interesse di questi ultimi

Germania vs Facebook. La piattaforma è accusata da Andreas Mundt, capo della principale agenzia antitrust tedesca, di un abuso nella raccolta di dati. “Stiamo osservando da vicino la connessione tra dati e dominio del mercato, dati e potere di mercato, e il possibile abuso di raccolta dati”, ha spiegato Mundt.

FacebookBerlino, in particolare, starebbe indagando sul modo in cui Facebook ricava denaro dai dati personali dei suoi due miliardi di utenti, concentrandosi su come il social permetta agli inserzionisti, in base alle ricerche effettuate dagli utenti sul web, di indirizzare gli annunci online in base ad interesse di questi ultimi. Non è ancora possibile stabilire, con certezza, le responsabilità di Facebook, ma sembrerebbe che la piattaforma raccolga dati degli utenti rintracciandoli su siti dove c’è semplicemente un pulsante di condivisione o di condivisione di Facebook (non serva che gli utenti clicchino su questo).

Tra la Germania e Facebook, fatte le dovute verifiche, sarà anche possibile che scoppi la pace. Meglio, una tregua. Nessuna conseguenza, a patto che il social accetti di non raccogliere ed elaborare determinati dati degli utenti.

Questa è un ulteriore dimostrazione su come la Germania intenda imporre regole severe ai big tecnologici. La Germania ha già approvato leggi molto stringenti (Netwerkdurchsetzungsgesetz) sui social media rispetto a quelle esistenti in altri paesi, con multe per le imprese che non rimuovono rapidamente i posti “considerati illegali”.

Proprio sulla questione Dati si è espressa Angela Merkel in occasione del  World economic forum di Davos. “Il possesso dei dati sarà la materia prima del 21°  secolo – ha detto la Merkel – Chi possiede i dati deciderà della democrazia, del modello sociale partecipativo e della prosperità economica”, ha detto. “Siamo sotto pressione da parte delle grandi società statunitensi che accedono a un’enorme mole di dati. Chi li controlla? Gli europei non hanno ancora deciso come gestire questo problema, il pericolo è muoversi troppo tardi”, ha aggiunto le Merkel. Il prossimo compito dell’Europa, che corre il rischio di “restare indietro”, sarà quello di diventare protagonista dell’economia dei dati, elaborando anche un modello vincente per dare forma a “un’era digitale più equa”.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati