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Francia stanzia 13 miliardi di dollari per le innovazioni dirompenti

Start Up Francia

La Francia investe 13 miliardi di dollari per sovvenzionare l’innovazione e le tecnologie dirompenti. E inserirà le aziende di Ai e Big Data tra quelle strategiche per crescita Paese

 

Le innovazioni dirompenti cambieranno le nostre abitudini, modificheranno il mondo del lavoro e rivoluzioneranno il settore mobilità. Intelligenza artificiale, Internet delle cose, Reti, Blockchain, auto elettrica e guida autonoma (e non solo): il 2018 e gli anni che si apprestano a venire saranno caratterizzati da grandi cambiamenti.

In Europa, la Francia si propone capofila dell’era disruptive. Nel 2017 Parigi ha superato il Regno Unito, per la prima volta in cinque anni, nel numero complessivo d’investimentiStartup innovative in start up tecnologiche, ed ora il governo di Macron ha stanziato un fondo d’investimento da 13 miliardi di dollari per sovvenzionare l’innovazione, come ha annunciato il ministro delle finanze francese, Bruno Le Maire. Una promessa, fatta in campagna elettorale la scorsa estate, mantenuta.

I 13 miliardi di dollari del fondo, come spiega Forbes, non saranno investiti tutti immediatamente e materialmente, ma saranno gestiti dalla banca pubblica Bpifrance. Solo il reddito che generano (secondo le stime, un fatturato annuo calcolato tra i 240 e i 365 milioni di dollari) sarà investito in tecnologie dirompenti, oltre ai 170 milioni di dollari che la Francia investe attualmente ogni anno in startup tecnologiche. Il capitale iniziale, dunque, resterà intatto.

“Le tecnicità di questo nuovo massiccio fondo per l’innovazione saranno definite nelle prossime settimane”, ha spiegato Romain Serman, responsabile di Bpifrance negli Stati Uniti.  “Questa iniziativa fa parte di una politica governativa globale volta a promuovere l’innovazione e a riqualificare l’ambiente aziendale in Francia”.

Il denaro necessario a finanziare l’operazione arriva per una piccola parte, dalla vendita delle partecipazioni statali nel settore dell’energia Engie e dal costruttore di automobili Renault (circa 2 miliardi), mentre 1,2 miliardo arriva da un “prestito” delle partecipazioni del Governo nell’altra utility energetica EDF e nel gruppo di difesa Thales (11 miliardi). Altro denaro potrebbe arrivare dalla vendita di quote societarie di proprietà statale, tra cui l’operatore aeroportuale di Parigi (ADP) e la società di giochi di stato La Francaise des Jeux, nonché le partecipazioni in oltre 80 altre società (Airbus, Air France, Orange, Safran …) che valgono oltre $ 120 miliardi.

Nel discorso, Bruno Le Maire ha spiegato che la Francia aggiungerà tutte le start up che si occupano di Intelligenza artificiale e protezione dei dati all’elenco delle industrie strategiche (difesa, energia, salute, telecomunicazioni, trasporti, acqua) che il governo francese vuole proteggere dalle acquisizioni straniere di capitali.

franciaSebbene la Francia sia un paese aperto, siamo consapevoli, ha spiegato Le Maire, che “apertura non significa saccheggio. Saccheggio delle nostre tecnologie, saccheggio delle nostre competenze, saccheggio dei nostri talenti. E che gli investitori stranieri devono sapere che i loro investimenti dovranno ora rispettare una serie di chiare regole, di cui ha già parlato il Presidente francese nel suo ultimo viaggio in Cina”.

Tutto questo non dovrebbe stupire più di tanto. Macron è un Presidente che crede nei valori del digitale, dell’innovazione e delle start up. Quando era ministro dell’Economia si è impegnato affinchè crescesse l’ecosistema delle startup francesi, portando al CES di Las Vegas i risultati della sua politica: 190 giovani e innovative imprese (un numero inferiore solo a Usa e Cina). Durante il suo incarico, Macron ha fatto approvare una legislazione (che porta il suo nome) per semplificare il processo di creazione di una impresa, per facilitare i finanziamenti alle aziende giovani e per permettere di fallire per poi riprovarci, senza alcun problema. Grazie al lavoro di Macron, la Francia è diventata la culla delle start up, basti pensare che nei prossimi giorni dovrebbe essere inaugurato proprio nella nazione d’Oltralpe il più grande acceleratore del mondo, Station F., un campus che punta ad ospitare mille startup.

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