Innovazione

ErnieApp, come cancellare i nostri dati su Facebook?

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ErnieApp Facebook

ErnieApp, applicazione progettata dalla start up di Isabella De Michelis, lancia un supporto che permette agli users di far sparire milioni di informazioni sensibili.

 

Da oggi è possibile, con un semplice click, ottenere la cancellazione dei dati personali su Facebook.

ErnieApp, applicazione sulla privacy, lancia infatti in anteprima dalla sua piattaforma mobile il supporto che permette agli users di far sparire milioni di informazioni sensibili.

Zuckerberg fa quindi un altro passo in avanti verso i suoi utenti dopo l’annuncio dei giorni scorsi che permetterà di disattivare, in vista delle elezioni, anche l’advertising di annunci politici.

Dopo Google, You Tube e Instagram il Clear History da Facebook segna quindi un altro passo per la start up di Isabella De Michelis.

Con un’esperienza più che ventennale nel management dei colossi dell’hi-tech e in grandi compagnie di telecomunicazioni, la manager mira con ErnieApp ad intaccare lo strapotere dei big del web e a porre l’utente al centro di tutta la filiera del valore generato da Internet.

Nonostante il Gdpr (Regolamento Generale Europeo sulla protezione dei dati personali) abbia infatti  gettato le basi di un meccanismo di negoziazione tra coloro che i dati li generano e coloro che li usano per scopi terzi, la consapevolezza di quello che l’utente può o non può fare in rete – cedere, negare o trasferire i dati – è ancora molto bassa.

La possibilità, poi, di ottenere un ritorno economico sulla base di una negoziazione è quasi un miraggio.

Eppure il Right To Monetize (RTM), che permette agli utenti di monetizzare in cambio dell’utilizzo dei propri dati, già esiste. Ma pochi lo sanno.

“La questione”, spiega De Michelis, “non è se esiste o meno la possibilità di ottenere  un ritorno economico, ma quando una forma di pagamento diventerà obbligatoria, in quale proporzione, e se sarà o meno tassabile da parte degli Stati. L’Europa parla molto di sovranità digitale. Dal nostro punto di vista RTM rappresenta una delle opzioni di policy  più veloci per ottenerla”, dice.

L’oligopolio dei colossi del web è difficile da scalfire.

Apple, Microsoft e Amazon sono gli unici con la potenza di calcolo in grado di gestire miliardi di informazioni. Di profilare, geolocalizzare, tracciare nel dettaglio gli utenti.

ErnieApp punta a de-strutturare il mercato dei dati e a far nascere, grazie all’azione qualificante degli utenti, un equilibrio dove nessuna azienda possa essere esclusa dall’accedere ai dati di cui necessita.

“Da una parte aiutiamo i piccoli a prendersi più consensi e dati, dall’altra ne togliamo un pò a chi ne ha troppi”, precisa la manager.

Con il 60% della popolazione mondiale attiva su Internet, di cui più della metà sui social media e circa 6 ore e 43 minuti spesi ogni giorno sulla rete (fonte: eMarketer) il mercato del data broker vale oltre 200 miliardi di dollari e traina con sé l’advertising digitale che nel 2023 supererà in tutto il mondo oltre 500 miliardi di dollari.

L’utente oggi dà il consenso a tutto, sia sul web che sulle applicazioni, perché non vuole ostacoli alla navigazione e non riesce ancora a quantificare il valore dei suoi dati.

“Ma dobbiamo sapere”, spiega De Michelis, “che i broker del web raccolgono e aggregano le nostre informazioni, a nostra insaputa, milioni di volte. Questa replicabilità rende i nostri profili un bene scalabile e redditizio. Il loro valore è proporzionale all’uso ripetuto che ne viene fatto”.

In Germania, ad esempio, Corte suprema e Antitrust proprio ieri hanno ordinato a Facebook di sospendere l’uso combinato dei dati da diverse piattaforme, (incluse Whatsup e Instagram) a meno che non ci sia il consenso dei loro utenti.

” Il consenso”, dice De Michelis, “deve diventare la carta fedeltà del web consentendo di incassare RTM”.

Ma quanto valgono i nostri dati?

Per una società come Google o Facebook, un utente in Italia, “targhettizabile con la pubblicità, può valere 200 dollari o anche di più. Se non lo è il suo valore scende a 10 dollari”, conclude la manager.

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