Innovazione

Ecco gli impatti di Covid-19 sul retail banking. Report Ntt Data

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covid-19

Tutti gli scenari per il retail banking delineati in un report di Ntt Data e le parole di Monti (Ntt Data Italia) a Start Magazine sul progetto Spunta Banca Dlt

 

Il modo in cui le banche stanno reagendo e reagiranno nel futuro prossimo alla pandemia di Covid-19 avrà ripercussioni non solo sui clienti e sui dipendenti, ma anche sull’economia. In un lungo report NTT DATA, multinazionale con sede a Tokyo che si occupa di system integration, servizi professionali e consulenza strategica facente parte del gruppo Nippon Telegraph and Telephone, ha evidenziato come la crisi epidemica di questo periodo abbia “forse definitivamente dimostrato” che “il futuro del settore bancario è digitale”.

SI INCORAGGIA IL DIGITALE CON IL COVID-19

I motivi di questa conclusione sono semplici: “I servizi bancari sono disponibili sui canali digitali già da diverso tempo, ma in questo periodo di crisi sanitaria, la spinta ad un contatto “esclusivamente digitale” con la Banca è quantomai sollecitato” – ha evidenziato NTT DATA -. I clienti, di conseguenza, si stanno mostrando sempre più a loro agio con le tecnologie e, al contrario, stanno diminuendo la loro dipendenza dalle filiali fisiche”.

CUSTOMER CARE AFFIDABILE

Stesso discorso per il Customer Care: “Avere un buon servizio e un’assistenza clienti affidabile è fondamentale quando i clienti sono ‘nel panico’: anche nel lungo termine, è improbabile che i consumatori vorranno accantonare queste abitudini. Il digital banking facilita la vita degli utenti, ed è lecito immaginare che non che vogliano tornare a un’esperienza bancaria esclusivamente faccia a faccia se la loro esperienza di online banking è positiva”.

SPINTA SULLE TRANSAZIONI ONLINE

“Il distanziamento sociale ha spinto ancora più le transazioni online, e come tale, la zona di attacco si è spostata – ha proseguito NTT DATA -. Questo si combina con il lavoro a distanza del personale bancario che interrompe i processi interni standard, creando potenzialmente nuove vulnerabilità”.

IL PROBLEMA DELLA CYBER SECURITY

“L’automazione e gli innovativi algoritmi di rilevamento delle frodi possono svolgere un ruolo chiave in questo senso, aiutando le banche a snellire le revisioni di attività potenzialmente illegali. Le banche stanno anche valutando nuove opzioni per la sicurezza, come l’autenticazione multi-factor per proteggere i dati, o ulteriori protezioni ai punti di accesso al sistema per garantire che i clienti e il loro personale possa sentirsi al sicuro online.

MOBILE WALLETS ENORME RISORSA NEL POST COVID-19

I Mobile wallets “possono essere un’enorme risorsa per le banche e un utile elemento di differenziazione, poiché i clienti e i potenziali clienti effettuano il passaggio a lungo termine al digital-first banking. Oltre a generare nuovi affari, i portafogli mobili aiutano a generare flussi di dati dei clienti che possono essere utilizzati per migliorare o creare nuovi servizi e offerte. Forniscono inoltre alle banche e ai loro clienti una migliore protezione e controllo contro le frodi”, sottolinea il report.

PAGAMENTI CONTACTLESS IN RAMPA DI LANCIO CON IL COVID-19

“Questa crisi sta innegabilmente accelerando la già significativa adozione delle tecnologie di pagamento contactless. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha consigliato di passare ai pagamenti contactless ogni volta che è possibile e, se l’uso delle banconote è inevitabile, di lavarsi le mani subito dopo il contatto. In tutto il mondo, 47 paesi hanno finora aumentato i limiti dei pagamenti contactless, con l’obiettivo di razionalizzare gli acquisti e ridurre la quantità di contatti fisici coinvolti nelle transazioni. Nel Regno Unito, il limite è stato aumentato da 30 a 45 sterline, e in tutta la zona euro, il limite è stato ampiamente innalzato da 25 a 50 euro. Se le banche non hanno già realizzato il contactless, questo è sicuramente il momento giusto”.
“Anche ora, ci sono chiari segnali che questo passaggio al contactless sta influenzando i comportamenti dei consumatori. Nel Regno Unito, ad esempio, il blocco ha portato a un calo del 60% del numero di prelievi dai bancomat e l’uso della carta di pagamento è aumentato con gli acquisti online, in particolare per la spesa. Un sondaggio condotto da Link, che sovrintende alla rete di sportelli automatici del Regno Unito, ha suggerito che il 75% delle persone usa meno contanti, il 54% evita del tutto il contante, e il 76% prevede di usare meno contanti e di passare invece ad altre forme di pagamento nei prossimi 6 mesi. Forse stiamo entrando in un mondo in cui il futuro del contante stesso è a rischio”, ha sottolineato il report NTT DATA.

PARLA MONTI A START MAGAZINE

Ma con il Transaction banking, ci sarà più integrazione o più concorrenza tra operatori storici e nuovi attori del mercato? Risponde a Start Magazine Andrea Monti, Head di Banking di NTT DATA Italia: “Nel mondo retail le banche e le fintech si sono poste spesso in competizione. Ci sono esempi di collaborazione ma, nella maggior parte dei casi, le fintech si sono poste come un’alternativa alle banche tradizionali. Poi molte start-up sono cresciute e hanno cominciato a sviluppare funzionalità che includessero o simulassero le corrispondenti funzionalità delle banche tradizionali e oggi ci troviamo con un panorama saturo di competitor e una scelta che è davvero difficile valutare, soprattutto per quanto riguarda le differenze, o i vantaggi tra una banca o l’altra, sia essa tradizionale o meno”. Nel mondo Corporate – aggiunge Monti – “la situazione è un po’ diversa, perché le fintech hanno puntato di più su modelli collaborativi: hanno cercato di sviluppare funzionalità che fossero utili ai clienti finali ma che potessero essere fornite dalle banche tradizionali. Si è sviluppato meglio un ecosistema di cooperazione che, finalmente, riesce a dare sostanza al contesto dell’Open Banking. E le Banche tradizionali trovano vantaggioso utilizzare le idee che sono state sviluppate all’esterno, potendo unire la creatività delle fintech con l’esperienza e la competenza delle banche tradizionali. Ed è un vantaggio anche per i clienti che possono beneficiare della capacità delle fintech di ascoltare i clienti per individuare nuovi sazi di business”. “Quindi – dice Monti – io credo che nel mondo del transaction banking la tendenza sarà verso una maggior e integrazione e una più ampia collaborazione tra banche tradizionali e nuovi attori del mercato.

IL RUOLO DELLA BIOMETRIA

Ma quale sarà il ruolo della biometria nei servizi finanziari? “Il tema della biometria è molto delicato – risponde l’Head di Banking di NTT DATA Italia – Chiaramente c’è un’esigenza di sicurezza, soprattutto in ambito transazionale; e i dati biometrici sono quelli più “sicuri”, da un certo punto di vista: sono unici, molto complessi da copiare o clonare e sono sempre disponibili e “comodi da trasportare”. Ma il rovescio della medaglia è davvero critico. Perché se dovessimo creare un archivio di dati biometrici dovremmo anche avere la certezza di una totale inviolabilità. Se mi rubano una password, posso sempre inventarmene un’altra. Ma se qualcuno riuscisse a clonare la mia impronta digitale o quella retinea, piuttosto che a mappare il mio timbro vocale, io non avrei modo di sostituirli e quella “password” sarebbe perduta per sempre. Si capisce bene quanto sia importante valutare molto attentamente l’opportunità o meno di utilizzare questo tipo di “chiavi” per gestire la sicurezza dei dati o delle transazioni”. “Personalmente – prosegue Monti – ritengo che sia ancora valido l’utilizzo di password alfanumeriche e che la vera svolta sarà negli algoritmi di protezione, e cioè negli scenari di plausibilità che un sistema di intelligenza artificiale sarà in grado di attribuire alla mia operazione, informativa o dispositiva che sia. Già oggi questi sistemi si utilizzano per limitare le frodi sulle carte di pagamento e il funzionamento è sempre più accurato. Combinando queste analisi con password tradizionali, il livello di sicurezza è comunque garantito. Ed eventualmente ci si può limitare, per comodità, a utilizzare la biometria in modo marginale, come avviene oggi, per l’impronta digitale o il riconoscimento del volto, conservando le informazioni sul device”.

CHE COSA FARA’ NTT NEL PROGETTO SPUNTA BANCA DLT

NTT DATA è tra i partner del nel progetto Spunta Banca Dlt, come si evince da una nota recente dell’Abi. “Il progetto Spunta – spiega Monti – è il primo progetto blockchain al mondo che coinvolge un intero settore bancario, a livello nazionale. E i protagonisti di questa storia sono 4, tutti pienamente coinvolti e con un ruolo determinante nel successo di questa iniziativa. Prima di tutto c’è AbiLab, che è stato promotore dell’iniziativa e che segue anche il coordinaemnto delle attività e della comunicazione esterna. Poi c’è NTT DATA, che ha sviluppato l’applicazione in ogni sua parte, l’ha testata e portata in produzione; e che è incaricata della sua manutenzione ed evoluzione. Poi c’è Sia, che ha messo a disposizione e gestisce l’infrastruttura; e infine c’è R3, che fornisce i nodi della blockchain. Il progetto non esisterebbe senza uno qualunque di questi 4 attori”. Conclude Monti: “Il progetto prevede che ci sarà una terza ed ultima wave di migrazione di banche ad ottobre. E, nel frattempo, stiamo continuando a sviluppare nuove funzionalità e a migliorare quelle esistenti. Siamo davvero molto soddisfatti del risultato raggiunto e, personalmente, credo sia un’importante dimostrazione del fatto che la collaborazione tra aziende rappresenta il vero modello vincente”.

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