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Ecco come Facebook fa ruzzolare a Wall Street anche Twitter e Snapchat

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Il titolo di Facebook barcolla, anzi crolla, a Wall Street: ieri ha perso più del 5%, travolto dallo scandalo Cambridge Analytica e ha fatto ruzzolare anche i titoli degli altri social media: Twitter -9,68%, Snapchat -3,6%. Ecco fatti, numeri, approfondimenti e scenari su Facebook e non solo.

LA SINTESI DELLA GIORNATA

Il colosso del web è sotto inchiesta in Gran Bretagna e Stati Uniti. La Commissione britannica su Cultura, Media e Digitale ha chiesto al fondato di Facebook, Mark Zuckerberg, di comparire per un’audizione. La Casa Bianca chiede di tutelare il diritto alla privacy. Il caso, secondo il Garante Ue, “potrebbe essere lo scandalo del secolo e mostra solo la punta dell’iceberg”. E Antonio Tajani, presidente dell’Europarlamento, invita Zuckerberg a dare spiegazioni al Parlamento europeo.

COSA SUCCEDE A WALL STREET

Facebook ieri ha vissuto un’altra giornata in profondo rosso a Wall Street, dove ha chiuso con una perdita di circa il 5%, mentre le istituzioni internazionali mettono nel mirino il social network per lo scandalo Cambridge Analytica.

LE ISTITUZIONI SI MUOVONO

Infatti negli Stati Uniti l’Autorità in tutela dei consumatori ha aperto un’inchiesta e la Casa Bianca ha ricordato la necessità di tutelare la privacy dei cittadini. In Gran Bretagna la commissione Cultura, Media e Digitale della Camera ha convocato Mark Zuckerberg, che è stato invitato anche dal presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani a “chiarire davanti ai rappresentanti di 500 milioni di cittadini europei che i loro dati personali non sono stati usati per manipolare la democrazia”. Per il garante della privacy Ue, Giovanni Buttarelli, quanto emerso è solo “la punta dell’iceberg” di quello che potrebbe essere “lo scandalo del secolo”.

LE INCHIESTE GIORNALISTICHE

L’inchiesta giornalistica di Guardian, Observer e New York Times ha portato alla luce, grazie alle rivelazioni dell’informatore Christopher Wylie, come Cambridge Analytica sfruttasse i dati di oltre 50 milioni di utenti. Informazioni raccolte su Facebook grazie alla app “Thisyourdigitallife”, un test di personalità ideato dal neuropsicologo Aleksandr Kogan, usate per creare pubblicità mirate e veicolare messaggi agli elettori durante le elezioni Usa 2016 e il referendum sulla Brexit.

I SUBBUGLI IN CASA DI MR. ZUCKERBERG

La rivelazione rischia di travolgere i vertici di Facebook: Alex Stamos, capo della sicurezza del social network, ha ufficializzato un cambio di ruolo dopo aver smentito le dimissioni. Sarebbe a rischio anche la direttrice generale Sheryl Sandberg, numero due di Facebook. Cambridge Analytica, intanto, ha sospeso con effetto immediato il Ceo Alexander Nix.

LO SCENARIO

Il quadro potrebbe aggravarsi con le rivelazioni di un ex manager di Facebook. Sandy Parakilas, responsabile della sorveglianza sulle violazioni dei dati tra il 2011 e il 2012, ha raccontato al Guardian di aver espresso più volte ai suoi superiori le sue preoccupazioni, legate all’impossibilità di monitorare “tutti i dati che passavano dai server di Facebook agli sviluppatori”. “Non avevamo idea di cosa facessero con i dati”, ha raccontato. Parakilas stima che “la maggior parte degli utenti Facebook” potrebbe aver fornito dati a sua insaputa agli sviluppatori di app. Una pratica che l’ex manager definisce “scioccante e orribile”. Lo scandalo mette a rischio non solo le casse di Facebook, che in due giorni in borsa ha bruciato milioni di dollari.

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