Innovazione

Ecco come Davide Casaleggio sfruculia a sorpresa Google

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Che cosa ha detto Davide Casaleggio su come agisce il colosso Google fra diritto all’informazione, diritto all’oblio e censura…

Chi l’ha detto che Davide Casaleggio è prono a Google? Chi l’ha detto che il numero uno dell’associazione Rousseau è pappa e ciccia con la multinazionale americana?

Dubbi del genere era sorti dopo che più volte i vertici di Google Italia hanno partecipato a eventi pubblici e riservati dell’associazione promossa dal figlio del fondatore del Movimento 5 Stelle, Gianroberto Casaleggio.

DOVE CASALEGGIO JR. HA CRITICATO GOOGLE

Chi riteneva dunque che una delle menti dei Pentastellati fosse un difensore acritico delle azioni del colosso di Mountain View sarà rimasto stupito ascoltando il dialogo fra Davide Casaleggio a Guido Scorza, giurista, esperto di diritto d’autore e autore del saggio “Governare il futuro”, nel corso di un recente evento a Livorno nel corso di Rousseau City lab, il tour con cui lo spazio web dei grillini fa il punto sull’innovazione nella Rete.

CHE COSA HA DETTO DAVIDE CASALEGGIO SU GOOGLE E NON SOLO

Ecco quello che ha detto Casaleggio jr parlando del diritto all’oblio e non solo sul web: “Noi affidiamo la possibilità di censurare la conoscenza, di censurare le informazioni a una multinazionale che tra l’altro lo fa in automatico e quindi non prende neanche una decisione, semplicemente esegue una scelta di chiunque passa da lì e dice «togli questo link da questo contenuto e rendilo invisibile». È questo il modo in cui dovremmo gestire l’accesso alla conoscenza?”.

QUESTIONE DI LINK PER IL DIRITTO ALL’OBLIO

Una sberla a Google, mai citata eppure stimmatizzata da Casaleggio. Il colosso del web è stato menzionato in altri passaggi dall’imprenditore digitale e ispiratore del Movimento 5 Stelle: “Un miliardo di volte all’anno viene tolto un link a un contenuto presente in rete da parte di Google. Questo avviene dietro la richiesta di qualcuno che dice «quel contenuto è mio», «quel contenuto è soggetto a copyright». Il tutto senza che un giudice dica se effettivamente il contenuto fosse suo”.

INFORMAZIONE O CENSURA?

Per cui – ha aggiunto Casaleggio – “questo strumento di censura – perché alla fine stiamo parlando di uno strumento di censura a disposizione di tutti coloro che sanno come funziona – viene applicato da Google, non viene applicato da un giudice o da un ente che può decidere cosa è necessario effettivamente magari oscurare perché è illegale, perché contiene dei contenuti che non possono essere divulgati o perché sono di proprietà di qualcuno”.

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