Innovazione

Ecco come Bentivogli (Cisl) ha fatto vedere le stelle a Casaleggio su lavoro, innovazione e reddito di cittadinanza

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Che cosa hanno detto Davide Casaleggio, presidente della Casaleggio Associati, e Marco Bentivogli, segretario generale della Federazione Italiana Metalmeccanici (Fim) della Cisl, nel corso della presentazione a Milano ieri di TrovoLavoro, il mensile del Corriere della Sera

 

La fine del lavoro? Una fake news?

No alla tassa sui robot.

Bando ai catastrofisti e ai profeti di sventura.

Se solo una minoranza professionalizzata lavorerà, con quali risorse si pagherà il reddito di cittadinanza?

Si vuole davvero un’umanità in panchina?

Con questi pochi concetti, illustrati e corroborati da slide (vedi sotto), il leader della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, ha fatto vedere le stelle ieri pomeriggio a Davide Casaleggio, guru dei Pentastellati e presidente dell’associazione Rousseau della omonima piattaforma del Movimento 5 Stelle.

Nella cornice della presentazione di TrovoLavoro, il mensile del Corriere della Sera, protagonisti del dibattito sono stati spunti e idee portati da Davide Casaleggio, presidente della Casaleggio Associati e dell’Associazione Rousseau, Marco Bentivogli, segretario generale della Federazione Italiana Metalmeccanici (Fim-Cisl) e Giovanni Brugnoli, vicepresidente per il Capitale Umano di Confindustria, moderati dal vicedirettore del Corriere della Sera Daniele Manca.

Nel 2054 vedremo “la nascita di un reddito di cittadinanza globale”, ha annunciato il guru a 5 Stelle. Bentivogli non ha esitato a definire la sua teoria una “fake news”.

Il video dalla Casaleggio Associati proiettato durante il dibattito parla di “un mondo futuro in cui le persone dedicheranno al lavoro non più dell’1 per cento del tempo, in cui le aziende aumenteranno produttività e profitti, ma dove non ci sarà redistribuzione di ricchezza”. Ecco perché i “cittadini sovrani” di tutto il pianeta dovranno ricevere un reddito minimo garantito.

“Non è assolutamente possibile pensare a un’umanità in panchina”, ha detto Bentivogli. Semmai bisogna “adattarsi a questi cambiamenti cercando soluzioni innovative come quella di potenziare gli esseri umani rendendoli una risorsa capace di attrarre nuovi tipi di investimenti”, ha aggiunto il leader sindacale.

E con una sfilza di slide, Bentivogli ha annichilito Casaleggio, è stata l’impressione di chi ha partecipato e seguito il dibattito. Dopo le slide, una sintesi delle tesi di Casaleggio e Bentivogli.

 

 

SINTESI DEL DIBATTITO TRATTO DA MASTERXIULM

Davide Casaleggio ha discusso di un video della Casaleggio Associati, in cui si fa una distopica previsione del mondo del lavoro entro il 2054. Nel filmato infatti viene presentato un possibile scenario futuro, in cui l’automazione progressiva e l’aumento consequenziale della produttività spazzano via le ore di lavoro così come noi le conosciamo, compresi gli spazi quali l’ufficio come luogo di aggregazione dei lavoratori. Forte dell’esempio di Tesla, che nel gennaio 2018 ha iniziato a introdurre robot nella catena di produzione dell’azienda e nel corso dell’anno ha ridotto il personale di alcune migliaia di unità, Casaleggio sposta il focus della discussione sulla velocità con cui il mercato del lavoro si sta trasformando, e sulla necessità di reimpostare il sistema formativo delle persone per rispondere a questo cambiamento. Il numero degli occupati, dice il leader e fondatore dell’Associazione Rousseau, è rimasto pressoché invariato, ma sono diminuite le ore di lavoro. «Il “posto fisso” si è distribuito in modo diverso: per questo bisogna immaginare le possibili soluzioni a questo tema».

Se per Casaleggio l’incremento della produttività dovuto all’impiego di tecnologie sempre più sofisticate è indissolubilmente legato a un velo (neanche troppo sottile) di negatività, per Marco Bentivogli invece l’invito è quello di tenersi alla larga dai “tecnofobi”. Per il segretario generale della FIM-CISL infatti siamo di fronte al secondo balzo in avanti dell’umanità. Con un invito ai giornalisti a non leggere più i dati in maniera lineare, Bentivogli si chiede se sia utile fermare o tassare l’innovazione, e la risposta è ovviamente negativa. È vero infatti che toglie meccanica, ma aggiunge anche elettronica, ecosistema e servizi industriali. «Il lavoro cambia, ma non sparisce la forza lavoro. Non è la tecnologia che cancella l’occupazione», sostiene Bentivogli, «ma è la mancanza di innovazione». E lo afferma portando l’esempio virtuoso del Giappone, che è uno dei paesi con più tecnologia introdotta nel sistema lavoro, e non a caso con uno dei tassi di disoccupazione più basso al mondo. «La sparizione del lavoro», conclude Bentivogli, «non è altro che una delle tante fake news che circolano nel mondo oggi».

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