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Droni: le misure di sicurezza previste per il Giubileo

Droni

Tra le misure di sicurezza adottate in vista del “Giubileo della Misericordia” una particolare attenzione è stata riservata alle minacce terroristiche che possono arrivare dall’alto tramite l’utilizzo di droni. Le disposizioni attive durante tutta la durata dell’Anno Santo – ufficiosamente apertosi con l’apertura della Porta Santa della Cattedrale di Bangui nella Repubblica centraficana e che si concluderà il 20 novembre 2016 – vanno dall’istituzione di una no-fly-zone sui cieli capitolini all’adozione di dispositivi volti a inibire il volo degli APR.

Al fine ridurre le possibili minacce sarà  interdetto il sorvolo degli aerei a pilotaggio remoto, unica eccezione sarà riservata a quelli utilizzati dalle forze dell’ordine. La Polizia in particolare sta perfezionando l’utilizzo di droni, velivoli più economici e discreti degli elicotteri, per il riconoscimento visivo di eventuali minacce e il controllo delle folle di fedeli. A partire dall’8 dicembre sarà infatti ampliata la no-fly-zone, il cosiddetto Notam, alla gran parte dell’area metropolitana. La misura come sottolinea il prefetto Gabrielli ha dei limiti: il far sì che le persone per bene non affollino i cieli ha poca incidenza su chi ha un’intenzione negativa. Il vero cruccio dei servizi di sicurezza è quello di evitare che droni o ultraleggeri riescano a prendere il volo.

Lo scudo anti-drone

Le forze dell’ordine in collaborazione con Aereonautica Militare hanno predisposto un potenziamento dei sistemi capaci di rilevare la presenza di APR. Lo “scudo anti-drone” è costituito da convogliatori di disturbi elettromagnetici capaci di impedire che il segnale di terra possa arrivare agli APR. Tali sistemi riescono inoltre a interferire sulle frequenze di trasmissione consentendo di prendere il controllo dei velivoli, dirottarli o pilotarne l’atterraggio in aree sicure. Fermo resta tuttavia il divieto legato all’abbattimento: «La prima regola è che è fatto divieto di abbattere qualunque cosa voli sopra i centri abitati, perché il danno sarebbe maggiore» ha spiegato il prefetto Gabrielli. Qualora dovessero configurarsi minacce gravi, la catena di comando vede al vertice il Ministro della Difesa al quale spetta l’ultima parola.

droni predator

Durante tutta la durata del Giubileo il cielo di Roma sarà inoltre sorvegliato dagli APR del 28° gruppo “Streghe” del 32° stormo dell’Aeronautica Militare Italiana di Amendola. Impiegati nelle attività di sorveglianza e di controllo saranno i Predator A+ e B. Visti in Afghanistan, Kuwait e Libia e utilizzati per il monitoraggio del Mediterraneo durante la missione EunavforMed, non è la prima volta che i Predator svolgono attività di ordine pubblico come ad esempio il vertice intergovernativo Russia–Italia a Bari o il G8 all’Aquila.

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