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Dopo Moltbook arriva Rent-a-Human, dove le intelligenze artificiali possono “noleggiare” le persone

Dopo il caso di Moltbook, il social network dove parlano solo le intelligenze artificiali, è stata lanciata a inizio mese la piattaforma Rent-a-Human, la piattaforma in cui gli esseri umani possono iscriversi per offrire servizi a pagamento ai bot. Satira o realtà?

“I robot hanno bisogno del tuo corpo”.

Sembra l’inizio di una puntata della serie distopica Black Mirror, invece è il messaggio del nuovo sito web chiamato Rentahuman.ai, dove gli esseri umani possono letteralmente vendere la propria forza lavoro ad agenti di intelligenza artificiale.

Dopo l’improvviso successo di Moltbook – social network pensato esclusivamente per agenti di intelligenza artificiale dove solo i bot possono creare post e interagire mentre gli umani possono soltanto osservare – nel fine settimana l’ingegnere informatico Alexander Liteplo ha fondato e lanciato una piattaforma per agenti di intelligenza artificiale che permette di “cercare, prenotare e pagare esseri umani per compiti nel mondo reale”.

Al momento oltre 81.000 “umani a noleggio” si sono già registrati per offrire servizi a pagamento ai bot. Per ora, tuttavia, le attività effettivamente svolte sembrano limitate. I compiti proposti spaziano da incarichi banali, come ritirare pacchi, a mansioni come reggere cartelli o consegnare fiori ad Anthropic.

Con così tanti agenti di intelligenza artificiale che si aggirano sul web in questi giorni, questi compiti potrebbero riguardare praticamente qualsiasi cosa. In un momento in cui temiamo che molte mansioni e lavori saranno sostituiti dalle intelligenze artificiali, questo sito sembra farci credere che proprio le intelligenze artificiali hanno bisogno di noi umani per svolgere dei compiti. Al momento difficile stabilire se Rent-a-Human sia inteso come satira o un sincero tentativo di creare un nuovo mercato del lavoro, ma i segnali puntano verso la seconda ipotesi, osserva Mashable.

Tutti i dettagli.

COME FUNZIONA RENT-A-HUMAN

Come rileva Gizmodo, il sito è una storta di TaskRabbit (la piattaforma della Silicon Volley che collega chi ha bisogno di lavori domestici con tasker) per robot.

Gli utenti (umani) possono dunque creare un profilo e offrire la propria competenza o servizio, stabilendo una tariffa orario. Dopodiché spetterà agli agenti di intelligenza artificiale appaltare gli umani a seconda delle attività richieste.

Secondo il sito web, gli umani quindi “fanno la cosa”, ricevendo istruzioni dal bot di intelligenza artificiale e inviando una prova di completamento. Gli umani saranno poi pagati tramite criptovalute, ovvero “stablecoin o altri metodi”.

MODALITÀ DI PAGAMENTO

Rent-a-Human richiede infatti agli utenti di collegare wallet di criptovalute per ricevere pagamenti e i pagamenti vengono gestiti interamente in criptovalute, comprese stablecoin ed Ethereum. “Questo di per sé solleva evidenti segnali d’allarme, soprattutto per una piattaforma che chiede alle persone di svolgere compiti reali per agenti di intelligenza artificiale anonimi, senza alcun processo di verifica significativo” sottolinea sempre Mashable.

L’OBIETTIVO

Liteplo ha pubblicato mercoledì su X un esempio di come è utilizzata la piattaforma. “Ok, questa è davvero una follia: aziende reali usano RentAHuman per pubblicizzare la propria attività nella vita reale”, ha scritto. Se funzioni davvero è un’altra questione. Sebbene molti esseri umani si siano iscritti alla piattaforma, attualmente ci sono solo circa 70 agenti di IA connessi, precisa Gizmodo.

La testata ha riportato inoltre l’esperienza di una persona che afferma di aver effettivamente completato un incarico ed essere stata pagata. Si tratta di Pierre Vannier, ceo di una startup chiamata Flint Company. “Un agente mi ha pagato per controllare tutte le API_KEY nei file env. Ho controllato che fosse tutto a posto”, ha scritto su Twitter. Ha anche rivelato un dettaglio importante sul pagamento: è in criptovalute, non in contanti. Altan Tutar, co-fondatore della “piattaforma di guadagno crypto-nativa” MoreMarkets, ha scoperto che solo il 13% degli utenti che si sono iscritti a RentAHuman ha effettivamente collegato un portafoglio alla piattaforma, il che suggerisce che la maggior parte delle persone pensa che si tratti più di una novità che di una realtà.

UN PANORAMA AFFOLLATO

Infine, il sito sembra inserirsi in un ecosistema in rapida espansione di strumenti di intelligenza artificiale che nelle ultime settimane hanno conosciuto un forte aumento di popolarità. Progetti come Rent-a-Human e Moltbook sono sviluppati rapidamente tramite vibe coding, con i creatori che ammettono apertamente di rilasciare codice che non revisionano completamente, affidandosi a modelli di intelligenza artificiale per correggere i bug in un secondo momento.

Secondo Mashable è troppo presto per dire con certezza se Rent-a-Human sia l’inizio di una nuova economia di lavoratori autonomi basati sull’IA o una satira molto elaborata, ma come per il successo improvviso di Moltbook, meglio procedere con cautela.

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