Skip to content

deeptree

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

Perché Cdp punta sulla startup italiana DeepTree

DeepTree, startup milanese di intelligenza artificiale per il mercato finanziario, ha chiuso un round da 2 milioni di euro guidato da Cdp Venture Capital. Tutti i dettagli.

La startup milanese di intelligenza artificiale DeepTree ha chiuso un giro di finanziamenti da 2 milioni di euro guidato da Cdp Venture Capital, la divisione di Cassa depositi e prestiti (controllata a sua volta dal ministero dell’Economia) dedicata al sostegno delle aziende innovative italiane.

– Leggi anche: Intelligenza artificiale, tutti i piani di Cdp Venture Capital

Cdp Venture Capital ha attinto alle risorse del fondo Digital Transition – Pnrr, dalla dotazione di 400 milioni di euro. Ma all’operazione – come si legge nel comunicato – hanno partecipato anche diversi “investitori privati strategici internazionali” perché DeepTree punta a espandersi in Europa, in particolare nel Regno Unito. I capitali raccolti, dunque, verranno utilizzati dalla startup per acquisire nuove basi dati e lavorare alla sua internazionalizzazione, oltre che per consolidare la posizione sul mercato italiano.

DEEPTREE: CHI L’HA FONDATA…

DeepTree è stata fondata a Milano nel 2014 dagli under 30 Lorenzo Ferretti (l’amministratore delegato) e da Claudio Arione (il direttore tecnico). Ferretti ha studiato all’Università Bocconi, mentre Arione si è laureato in Computer Science and Engineering al Politecnico di Milano; entrambi hanno frequentato l’Alta Scuola Politecnica creata dagli atenei milanese e torinese.

… E COSA FA

DeepTree ha sviluppato una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale che integra dati finanziari, informazioni societarie e analisi sui mercati privati per supportare e facilitare la ricerca di aziende da comprare: è rivolta quindi agli operatori del settore merger & acquisitions (fusioni e acquisizioni), come fondi di investimento e grandi società interessate a espandersi. Ad oggi conta oltre cento clienti.

GLI OBIETTIVI PER IL 2026

Per il 2026, la startup si prefigge di raddoppiare i suoi clienti, di aiutare questi ultimi a ridurre del 90 per cento i tempi di analisi e di entrare nel mercato europeo. Nel secondo semestre dell’anno dovrebbe aprire un ufficio a Londra e ampliare il suo team da quattordici a venti dipendenti.

“Replicare in Europa il modello sviluppato in Italia è una sfida ingegneristica significativa”, ha dichiarato Arione, perché “ogni mercato ha fonti, standard e logiche di dato diverse e l’obiettivo è integrarle in un’architettura unica e coerente”.

Torna su