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Satelliti Iperspettrali

Dallo spazio i satelliti iperspettrali in aiuto contro le crisi climatiche

La startup indiana (con sede anche a Los Angeles) Pixxel lancerà nello spazio una costellazione di sei satelliti iperspettrali all'inizio del 2024. Le immagini iperspettrali potrebbero contribuire a combattere una serie di problemi legati al clima

Dallo spazio i satelliti iperspettrali a servizio della lotta al cambiamento climatico.

Ne è convinto Awais Ahmed è il venticinquenne cofondatore e amministratore delegato di Pixxel, una startup indiana che costruisce satelliti dotati di sensori iperspettrali. Una volta nello spazio, i satelliti iperspettrali possono raccogliere dati su una gamma più ampia dello spettro elettromagnetico rispetto ai tipici sensori spaziali. Dopo aver lanciato il primo in orbita l’anno scorso, Pixxel è ora al lavoro per costruire una rete, o una costellazione, di satelliti ad alta risoluzione per osservare il nostro pianeta dall’esterno della sua atmosfera, riporta Quartz.

Come riportava lo scorso giugno Techcrunch, la startup con sede a Los Angeles e Bangalore ha anche conquistato un nuovo investitore strategico: Google, il colosso tecnologico noto tanto per i suoi prodotti di mappatura quanto per il suo motore di ricerca.

L’imaging iperspettrale utilizza uno spettrometro per identificare la firma spettrale degli oggetti. Preso dallo spazio, questo tipo di immagini sblocca un enorme livello di conoscenza del nostro pianeta, dal rilevamento di fughe di gas all’identificazione di tipi specifici di minerali o piante.

Sebbene la Nasa abbia lanciato il primo satellite per immagini iperspettrali nel 2000, non ha sfruttato a pieno il suo scopo commerciale ed è stato messo fuori servizio nel 2017, ricorda ancora Quartz.

Pixxel sviluppa questa tecnologia dal 2019 e l’anno scorso ha messo in orbita tre satelliti dimostrativi e ora è concentrata sul lancio della sua costellazione Firefly di nuova generazione.

“Avere questa istantanea della Terra aiuterà i politici a elaborare politiche migliori, i governi ad agire più rapidamente e a creare un database per vedere le cose a livello globale”, sostiene il ceo Ahmed.

Tutti i dettagli.

LA STRATEGIA DELL’INDIANA PIXXEL

“Come ogni essere umano ha un’impronta digitale unica, ogni sostanza chimica o materiale ha un’impronta digitale spettrale unica”, afferma Awais Ahmed a Quartz. Ma i satelliti tradizionali non sempre riescono a leggere quell’impronta digitale. È qui che entra in gioco una classe emergente di satelliti altamente sensibili, alimentati dalla tecnologia iperspettrale, che nella visione di Ahmed può essere utilizzata per proteggere l’ambiente terrestre dallo spazio.

LE IMMAGINI RESE DAI SATELLITI IPERSPETTRALI

Mentre una normale immagine satellitare può individuare lo stato di salute di base di un dato raccolto, l’imaging iperspettrale può vedere il contenuto di nutrienti del suolo, identificare specie e sottospecie, catturare i livelli di clorofilla e di umidità e individuare le infestazioni di parassiti prima che si manifestino i sintomi fisici: tutti dati sofisticati che può aiutare a prevenire la diffusione di malattie nei campi agricoli, evidenziaQuartz.

Nel frattempo, i gas serra che intrappolano il calore, come il metano, sono invisibili ai satelliti multispettrali, ma non a quelli iperspettrali, che possono individuare perdite ed emissioni da lontano. E mentre gli esseri umani tracciano le esplorazioni minerarie, i satelliti iperspettrali possono determinare dove sono presenti litio, uranio e altre risorse, oltre a dove non lo sono, salvando aree dagli scavi.

COSA FA PIXXEL

Nel 2019 Awais Ahmed ha fondato Pixxel con il suo amico (e ora responsabile della tecnologia) Kshitij Khandelwal. Oggi l’azienda conta più di 170 dipendenti.

Pixxel ha raccolto una somma pre-seed di 700.000 dollari dagli ex studenti del college, di cui il 90% destinato alla costruzione di un satellite. Con l’hardware in mano, Pixxel ha incassato 7,3 milioni di dollari nel suo primo round di seed. È seguito altro capitale, con un round di finanziamento da 27 milioni di dollari, poi un round da 36 milioni di dollari guidato da Google.

LA COLLABORAZIONE CON IL NRO USA

La startup ha venduto dati a numerosi clienti, incluso il National Reconnaissance Office (Nro) degli Stati Uniti. Collabora con agenzie governative come il ministero dell’Agricoltura in India, oltre che come osservatori del clima, per tenere d’occhio le violazioni ambientali.

BP TRA I CLIENTI

Ma l’elenco dei clienti di Pixxel comprende anche noti inquinatori, come la società di petrolio e gas British Petroleum e la società mineraria Rio Tinto, segnala Quartz. Quest’ultime utilizzano le immagini ipersensibili per individuare potenziali perdite tossiche e supervisionare i bacini di decantazione.

IL LANCIO DELLA COSTELLAZIONE FIREFLY

Finora Pixxel ha costruito sei satelliti iperspettrali di livello commerciale, che sono attualmente in fase di test. Un trio di satelliti Firefly sarà lanciato all’inizio del 2024 con SpaceX e Pixxel prevede di lanciare altri tre satelliti poco dopo. La società intende lanciare altri 18 satelliti entro il 2025.

Ma il piano finale di Ahmed per Pixxel si spinge ben oltre la nostra atmosfera, conclude Quartz. Tra altri cinque o sette anni, vede l’azienda lavorare con le agenzie spaziali “per mappare il resto del sistema solare”, dice, “come se stessimo mappando la Terra”.

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