Innovazione

Criptovalute, il 2019 è stato l’anno delle truffe?

di

CipherTrace

Numeri e confronti dall’ultimo report di CipherTrace sulle criptovalute

Le criptovalute sono sempre più lo strumento preferito dai truffatori che si aggirano sul Web per commettere reati. E il 2019 ha confermato questo trend. Lo mette nero su bianco l’ultimo report di CipherTrace che ha monitorato l’aumento degli illeciti collegati a questo nuovo strumento che resta particolarmente insidioso.

IL REPORT CIPHERTRACE

Rispetto al 2018, nell’anno che si sta per concludere il numero delle frodi e dei reati correlati al comparto delle monete virtuali è aumentato in maniera significativa. Un balzo che supera il 150% sul medesimo periodo dell’anno precedente (per ovvie ragioni, l’approfondimento di CipherTrace non tiene conto dell’ultimo trimestre del 2019). Sono cresciute le truffe e, consequenzialmente, anche le perdite legate ai traffici illeciti: da 1,7 miliardi (dato 2018) a 4,4 miliardi di dollari del 2019 (leggi qui il report completo).

LE GRANDI TRUFFE DEL 2019

Del resto, sono state diverse le grandi truffe portate a segno nel 2019 sfruttando proprio le criptovalute. La maggiore, per portata di fondi sottratti (ben 2,9 miliardi di dollari intascati dai criminali), resta quella di PlusToken che ha fuso il vecchio sistema dello schema piramidale con il nuovo mezzo delle valute virtuali. L’altra l’ha invece messa a segno Gerald Cotten, il defunto fondatore dell’exchange canadese QuadrigaCX. La sua morte generò il panico tra gli investitori perché era il solo a conoscere la password della cassaforte virtuale che conteneva: 26.500 Bitcoin, 11.000 Bitcoin Cash, 11.000 Bitcoin SV, 35.000 Bitcoin Gold, 200.000 Litecoin e 430.000 Ethereum. L’equivalente di circa 150 milioni di dollari, al cambio attuale. Quando, alla fine, un esperto riuscì a penetrare il sistema, l’amara scoperta: erano già stati venduti da Cotten diversi mesi prima.

SCHEMI VECCHI, MONETE NUOVE

Insomma, le truffe sono sempre quelle. È cambiato il mezzo. Non colpiscono più la vecchia cartamoneta ma i nuovi digital coins. Questo non vuol dire che le criptovalute non abbiano altri, significativi, profili di incertezza. Le Banche Centrali, le autorità preposte e i governi di mezzo mondo guardano infatti con sempre più sospetto gli attori che operano in quel mercato, la vicenda di Libra in tal senso è significativa. Il rischio è che alle truffe tradizionali si aggiungano le incognite legate alle monete virtuali, con conseguenti fibrillazioni dei mercati e risparmiatori inconsapevoli travolti. Inoltre, gli analisti di CipherTrace sono convinti che le truffe legate alle criptovalute siano molto più diffuse di quanto rispetto a quanto comunicato e stimato. Le perdite sotto i 5 milioni di dollari verrebbero infatti denunciate molto raramente.

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