Innovazione

Cosa succederà alle tlc con il Coronavirus. Report Tim

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Tutti i dettagli sull’audizione parlamentare dell’amministratore delegato di Tim, Luigi Gubitosi, sull’uso delle nuove tecnologie e della rete per contrastare l’emergenza epidemiologica da Coronavirus.

Digitale sempre più essenziale per la vita degli italiani. A confermare l’evidenza, che si è rafforzata in queste ultime settimane, è Telecom Italia, il maggior operatore di telecomunicazioni italiano che è stato protagonista di un’audizione in commissione Trasporti e Comunicazioni alla Camera sull’uso delle nuove tecnologie e della rete per contrastare l’emergenza epidemiologica da coronavirus.

COS’E’ ACCADUTO CON L’EMERGENZA CORONAVIRUS

Nel report elaborato da Tim e illustrato dall’amministratore delegato, Luigi Gubitosi, si evidenzia – per quanto riguarda la rete fissa – che, dopo le punte di traffico della prima metà di marzo, il traffico si sta lievemente riducendo anche se mantiene comunque punte di incremento fino al 89% al giorno

La qualità offerta ai clienti ultrabroadband (UBB) in termini di velocità di download e di latenza non ha subito alcun degrado malgrado i picchi di traffico registrati; inoltre la rete è rimasta stabile senza interruzioni del servizio per tutto il periodo.

D’altronde bisogna sottolineare che il traffico di videocomunicazione (compreso smart working) è moltiplicato di quasi otto volte e quello di instant messaging di quattro volte. Raddoppiato il traffico gaming e aumentato anche quello relativo allo streaming con Netflix al primo posto.

Tutti questi incrementi hanno reso necessari interventi di ampliamento capacitivo su tutti i livelli delle rete: oltre a quelli realizzati sulla rete nazionale e nelle direttrici verso Internet, sono stati avviati interventi per inserire sei nodi aggiuntivi di core network e ulteriore rafforzamento capacitivo.

In ambito di rete mobile i volumi di traffico sono cresciuti di oltre il 30%: il servizio è proseguito su livelli elevati sostanzialmente senza subire degradi ed è rimasto disponibile per tutto il periodo. Anche qui il traffico di videocomunicazione (compreso smart working) si è moltiplicato, di sei volte, quello di instant messaging è più che raddoppiato e il traffico gaming è raddoppiato. Grande incremento anche per il  traffico di streaming video con You Tube al primo posto.

IL DIGITAL DIVIDE

Nella memoria, poi depositata, il gruppo guidato da Luigi Gubitosi ricorda che le aree nere godono della disponibilità di infrastrutture FTTC (copertura prossima al 100%) e FTTH, entrambe in fibra ottica, una fino al cabinato e una fino a casa. In queste aree i piani di sviluppo della fibra da parte degli operatori si sovrappongono, innescando una duplicazione infrastrutturale.

Le aree grigie, invece, sono servite dalla rete FTTC di Tim con una copertura intorno al 95% e saranno completate nei prossimi 12/18 mesi Ad essa si aggiunge la rete FWA per soddisfare ancora di più le esigenze degli utenti. Di sicuro le aree bianche soffrono la mancanza di infrastruttura UBB per il ritardo di copertura: in queste aree Tim sta potenziando la propria rete FTTC con l’apertura di altri 5.000 Cabinet in modo da estendere la connessione ultraveloce nel maggior numero dei Comuni.

COSA STIAMO IMPARANDO

Certamente la crisi coronavirus ha fatto emergere l’importanza del digitale, un pilastro essenziale per la vita del Paese: secondo Telecom Italia l’accelerazione nel suo utilizzo dovrebbe continuare ad essere perseguita anche dopo l’uscita dall’attuale situazione. Per il futuro perciò occorre facilitare il deployment del 5G e potenziare la capacità 4G in modo da migliorare ulteriormente la rete mobile. Per quanto riguarda la rete fissa, invece, bisogna facilitare la transizione verso la rete unica così da fornire la connettività a tutti.

La crisi ha pure evidenziato le potenzialità dal punto di vista della cultura digitale in Italia ma anche il gap esistente sia tra i cittadini sia nel tessuto industriale. Dunque, a vantaggio della collettività, serve proseguire con programmi specifici per supportare le iniziative promosse dal governo mentre per le imprese e le istituzioni si deve puntare a sviluppare tecnologie all’avanguardia che consentano di migliorare e di accelerare il processo di digitalizzazione del tessuto industriale del Paese.

In tale ottica Tim si dice a disposizione delle istituzioni, dei cittadini e delle imprese e afferma che continuerà a spingere lo sviluppo tecnologico del Paese e a supportare la riduzione del Digital Divide, specialmente nelle cosiddette aree bianche. Inoltre l’operatore sollecita l’implementazione delle strategie definite dalla politica per l’utilizzo dei database e dell’intelligenza artificiale.

COSA FARE PER IL CONTENIMENTO DEL CONTAGIO DA COVID-19

Tornando all’emergenza attuale, secondo Tim le Telco possono usare i dati che hanno in possesso per contenere il contagio da coronavirus.

In particolare i dati aggregati possono servire a capire come si comporta la popolazione, a controllare i movimenti storici sui database conservati a norma di legge e a effettuare un monitoraggio costante, come accaduto in Corea.

Per questo motivo Tim sta raccogliendo e storicizzando i dati ed è pronto a renderli disponibili su richiesta delle autorità ma segnala che serve una scelta politica sul livello da scegliere per il monitoraggio epidemiologico.

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