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Terna Cavi Sottomarini

Cosa fa Terna per tutelare l’ambiente nella posa di cavi sottomarini

La posa di cavi sottomarini è cruciale per ammodernare il Paese. Quando non è possibile evitare le praterie di Posidonia, vengono progettate adeguate azioni di mitigazione e/o di compensazione ambientale

 

Conciliare l’esigenza di realizzare infrastrutture elettriche strategiche per il Paese con la necessità di tutelare l’ambiente e la biodiversità: è questo l’obiettivo di Terna, gestore della rete elettrica nazionale, nella posa dei cavi sottomarini.

GLI INTERVENTI DI TERNA NELLA POSA DEI CAVI SOTTOMARINI

Questa tipologia di interventi di Terna rappresenta uno dei principali fattori per abilitare la transizione energetica verso la decarbonizzazione, ed è finalizzata allo sviluppo delle fonti rinnovabili, grazie alla creazione di dorsali di trasporto dell’energia dai punti di produzione del Sud verso i centri di maggior consumo del Nord.

Tyrrhenian Link

Tra questi ci sono per esempio il Tyrrhenian Link, l’elettrodotto che unirà la Campania, la Sicilia e la Sardegna, per un totale di circa 970 km di collegamento, l’Adriatic Link, il collegamento fra Marche e Abruzzo, lungo circa 250 km di cui 210 in cavo marino, ed Elmed, il cavo marino che collegherà l’Italia con la Tunisia, lungo oltre 200 km. Ma, appunto, occorre lavorare affinché queste grandi opere invisibili all’occhio umano siano di fatto ben inserite nell’ecosistema.

INNOVAZIONE E NATURA

Un esempio virtuoso è rappresentato dal nuovo collegamento sottomarino tra l’Isola d’Elba e Piombino per il quale Terna ha eseguito un’importante attività di trapianto di Posidonia Oceanica, in un’ampia area al largo del Golfo di Follonica, tra Livorno e Grosseto.

COS’È LA POSIDONIA OCEANICA

La Posidonia oceanica è una pianta acquatica caratteristica dei fondali del Mediterraneo, dove è molto diffusa, e ha la caratteristica di formare praterie sommerse che svolgono un ruolo ecologico fondamentale, esercitando una notevole azione nella protezione della costa dall’erosione.

L’estesa diffusione della Posidonia oceanica lungo le coste italiane rende questa pianta e la sua tutela uno dei driver per la definizione dei punti di approdo dei cavi sottomarini sulla terraferma e, in generale, per il processo di progettazione e realizzazione delle infrastrutture. Per garantire un adeguato livello di protezione e sicurezza dei cavi sottomarini della rete elettrica nazionale, è indispensabile assicurarne l’interramento sul fondale marino.

GIARDINI SUBACQUEI

Laddove, per motivi tecnici, non è possibile evitare le praterie di Posidonia, vengono progettate adeguate azioni di mitigazione e/o di compensazione ambientale. Si tratta di un’attività di progettazione e pianificazione lunga e complessa, fatta in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con gli enti di ricerca preposti.

Tutte le attività realizzative sono condotte sotto stretto monitoraggio ambientale, attività che prosegue per diversi anni, dopo la posa del cavo, per valutare l’evoluzione dello stato ecologico dell’habitat. Lo scopo è quello di controllare e verificare che le azioni intraprese siano efficaci anche nel medio e lungo periodo. Infatti, il posidonieto ha una scarsa resilienza e una crescita lentissima, di pochi centimetri l’anno.

I “TRAPIANTI” DI POSIDONIA

Tra le azioni di compensazione quella più tipica è il trapianto: così è avvenuto per il nuovo “ponte” elettrico tra l’Isola d’Elba e Piombino (Livorno), entrato in esercizio nel 2023. L’elettrodotto ha una lunghezza complessiva di circa 37 km, di cui 34 sottomarini e 3 completamente interrati.

Si tratta di un’infrastruttura fondamentale, che porterà a raddoppiare le linee di connessione tra il sistema elettrico nazionale e la rete dell’isola. Il cavo sottomarino è stato posato a una profondità massima di circa 70 metri sotto il livello del mare, partendo dall’approdo isolano di Portoferraio e procedendo verso la costa continentale di Piombino. Gli approdi del cavo sono stati realizzati tramite la tecnica della trivellazione orizzontale controllata (TOC), che permette di installare la tubazione limitando anche l’impatto dei lavori sul litorale.

L’Elba-Continente è un elettrodotto che interessa, in uscita dall’approdo di Piombino, una prateria di Posidonia Oceanica per un tratto di circa 3 km di lunghezza. Per garantire la tutela della biodiversità marina, prima della posa del cavo sottomarino, Terna ha realizzato un trapianto di circa 53mila talee di Posidonia in un’area di oltre 1.650 metri quadri del Golfo di Follonica, un’insenatura del Mar Tirreno tra la provincia di Livorno e Grosseto. Sotto il profilo tecnico, sono state prelevate delle talee che sono state portate sulla terraferma.

Le piantine, una volta pulite e lavorate una per una, sono state piantate su strutture di ancoraggio, vere e proprie cornici con rete metallica, e successivamente riposizionate da operatori tecnici subacquei sul sito di destinazione. Un aspetto estremamente importante di tale attività è la salvaguardia del trapianto mediante l’installazione di boe che segnalano la sua presenza, con l’obiettivo primario di prevenire qualsiasi possibile ancoraggio o attività di strascico che potrebbe danneggiare l’area.

Ulteriori azioni di mitigazione e compensazione sono già state pianificate e programmate anche per altre opere strategiche, come il Sa.Co.I.3 e il Tyrrhenian Link. Per la realizzazione di quest’ultima, Terna sperimenterà con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, per la prima volta in Europa, un progetto di tutela della Cymodocea, un’altra pianta marina di grande rilevanza ecologica.

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