Innovazione

Coronavirus, arrivano i siti di Google e Verily che hanno creato confusione in Trump?

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Google

Sia Google sia la consociata Veriliy (di proprietà Alphabet) lanciano siti web per l’emergenza coronavirus. Ma nessuno dei due rispecchia il progetto di sito web annunciato dal presidente Usa Trump

Oggi Google (Alphabet) lancerà un sito web in risposta all’emergenza coronavirus. Ma non corrisponde al sito annunciato venerdì scorso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal vicepresidente Mike Pence.

Una sito web di screening del coronavirus — una sorta di test e triage online — sarà lanciato oggi, ma non da Google. Il progetto è infatti della consociata Verily (di proprietà della holding Alphabet) e fornirà il servizio soltanto per Bay Area della California.

Non si tratta pertanto di uno strumento di salute pubblica, come sottolineato da Trump nel weekend, bensì di un programma pilota ristretto a un’area e non a tutto il territorio degli Stati Uniti.

Il sito web di Google invece è incentrato sulla fornitura di informazioni aggiornate sull’educazione e la prevenzione del coronavirus. Niente a che vedere con lo screening clinico.

LA CONFUSIONE DI TRUMP…

Venerdì scorso il presidente Trump ha dichiarato che Google stava costruendo un sito web nazionale per coordinare un enorme sforzo per aiutare un numero maggiore di americani a sottoporsi al test per il coronavirus.

In conferenza stampa, l’inquilino della Casa Bianca ha dichiarato che il sito aiuterà le persone a capire se hanno bisogno del test per coronavirus. “In caso di rischio il portale sarebbe in grado di localizzare la struttura sanitaria più vicina dove fare il tampone”.

Trump ha addirittura sottolineato che circa 1.700 ingegneri di Google stavano lavorando al progetto.

…CON IL PROGETTO DI VERILY

Il sito presentato da Trump è in realtà uno strumento di triage di virus sviluppato da Verily, una divisione specializzata in sanità della holding Alphabet.

Questo strumento, che è stato sviluppato in collaborazione con il governo della California, guiderà gli utenti verso due siti di test pilota: uno ciascuno nelle contee di Santa Clara e San Mateo.

Gli utenti dello strumento che si sottopongono al test possono aspettarsi di ricevere risultati in “due o tre giorni [dopo il test] in base a tale interfaccia”. “Il piano è che dovremmo avere lo strumento disponibile entro lunedì”, ha detto Carolyn Wang, portavoce di Verily. Ha rifiutato di commentare se 1.700 ingegneri di Alphabet o Google stavano lavorando al progetto.

UN SITO NON A LIVELLO NAZIONALE

Poco dopo l’annuncio di Trump e Pence venerdì, Verily ha riconosciuto che è prevista la creazione di un sito web che consentirà agli utenti di inserire i propri sintomi e di essere indirizzati ai siti di test, se necessario. Ma Verely ha chiarito che il sito Web, noto come Project Baseline, per ora sarà limitato ai residenti in California – e non è pronto per il servizio nazionale.

Dopo l’annuncio di Trump, domenica in un post sul blog, Verily ha affermato che stava lavorando a stretto contatto con lo stato della California per il programma pilota. Non ha fatto alcuna promessa sull’espansione del programma oltre lo stato della California.

MOLTO LIMITATO

Come sottolinea The Verge, ciò che è chiaro in questo momento è che il sito Web di Verily è un programma pilota limitato in termini di portata e disponibilità. Non solo, per qualificarti devi avere almeno 18 anni, essere in grado di parlare inglese ed essere residente negli Stati Uniti. Ha poco a che vedere con il vasto sistema di triage promesso dall’amministrazione Trump venerdì.

IL SITO PRESENTATO DA PICHAI

Tornando al sito web lanciato oggi da Big G, è comunque un’altra cosa rispetto a quanto prospettato da Trump e Pence.

Il sito web di Google è destinato sì a un pubblico nazionale, ma non si tratta affatto di uno strumento di screening per il Covid-19.

“Collaboriamo con il governo degli Stati Uniti nello sviluppo di un sito Web dedicato all’educazione, alla prevenzione e alle risorse locali di Covid-19 a livello nazionale” si legge nel post sul blog. “Ciò include le migliori pratiche in materia di prevenzione, collegamenti a informazioni autorevoli dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dei Centers for Disease Control (Ccd) e utili suggerimenti e strumenti di Google per privati, insegnanti e aziende. Distribuiremo una versione iniziale del sito web alla fine di lunedì 16 marzo e continueremo a migliorarlo e aggiornarlo con più risorse su base continuativa”.

 

COME SVIA TRUMP SU TWITTER

Dopo che i media si sono sbizzarriti nel weekend sul divario tra ciò che l’amministrazione Trump ha promesso e ciò che Verily e Google avevano annunciato, Trump ha definito gli articoli come “notizie false”. Domenica, ha affermato che “il capo di Google” — apparentemente riferendosi a Pichai — lo ha chiamato per “scusarsi” e che tutto ciò che Google ha annunciato ha “dimostrato ciò che ho detto venerdì”. Google ha rifiutato di commentare qualsiasi chiamata tra il presidente e il ceo dell’azienda.

Alla domanda se il sito Web nazionale di coronavirus di Google indirizzerà i visitatori ai siti di test, un portavoce di Google ha riferito alla Cnn l’annuncio di Verily e ha notato le differenze tra ciò che Verily ha detto che avrebbe offerto e ciò che Google ha detto che avrebbe offerto nel suo blog. Nel frattempo ieri Trump ha rilanciato i comunicati di Google su Twitter, ringraziando Big G per il suo lavoro… anche se non è quello presentato.

 

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