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Intelligenza Artificiale Cina

Come va l’IA in Cina secondo i leader (cinesi) dell’industria tech

Durante l’Assemblea nazionale del popolo, la Cina ha fatto il punto sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale e sulla distanza che resta da colmare con gli Stati Uniti. Fatti, numeri e commenti

 

La Cina intensificherà i suoi sforzi nel campo dell’intelligenza artificiale (IA) ed elaborerà piani di sviluppo per le tecnologie emergenti. Ad annunciarlo è il governo cinese durante l’Assemblea nazionale del popolo (Anp) che si è aperta oggi. L’Anp, insieme alla Conferenza politica consultiva del popolo cinese (Cpcpc), inaugurata ieri, fa parte delle “due sessioni” annuali.

Il piano di Pechino rientra nella strategia del Paese per raggiungere l’autosufficienza tecnologica, ridurre la dipendenza dai fornitori stranieri e migliorare la sicurezza nazionale e la resilienza economica.

All’evento sono intervenuti i più importanti leader delle aziende tecnologiche della Cina.

L’INIZIATIVA “AI PLUS”

Secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa, il rapporto annuale che esamina i risultati del governo e fissa gli obiettivi per il 2024, presentato dal governo cinese all’Anp, menziona il lancio di un’iniziativa denominata “AI Plus” che ha l’obiettivo di favorire l’integrazione dell’intelligenza artificiale con l’economia reale e accelerarne l’applicazione in settori chiave. Il progetto mira a promuovere la trasformazione industriale e lo sviluppo economico di alta qualità, oltre a generare nuovi punti percentuali di crescita.

Tra gli obiettivi dichiarati c’è infatti quello di puntare a una crescita economica di circa il 5% quest’anno.

I SETTORI DOVE L’IA PUÒ FARE LA DIFFERENZA

Le autorità sperano che l’iniziativa acceleri l’applicazione della tecnologia IA in settori come l’industria, l’agricoltura e i servizi, migliorando l’efficienza e la qualità della produzione. L’iniziativa vuole inoltre rafforzare la competitività internazionale della Cina nel campo della scienza e della tecnologia attraverso la costruzione di cluster digitali.

Per quanto riguarda l’informatica quantistica, anch’essa citata nel corso dell’Anp, non sono stati condivisi piani specifici, ma la sua inclusione nel rapporto riflette l’interesse della Cina per questa tecnologia emergente e il suo potenziale per risolvere problemi complessi in vari campi.

LA PAROLA AI LEADER DELL’INDUSTRIA TECH CINESE

All’assemblea hanno preso parte anche i maggiori leader delle aziende tecnologiche del Paese, che con l’occasione hanno presentato una serie di proposte per promuovere lo sviluppo dell’IA, come riferito da Global Times.

Alcuni membri del Cpcpc, aggiunge la testata, hanno inoltre affermato che, nell’ambito dell’IA, “la Cina dovrebbe aderire all’innovazione indipendente, in quanto il Paese è in grado di intraprendere un percorso di sviluppo di grandi modelli linguistici (LLM) con caratteristiche cinesi”.

UN’IA COMPETITIVA CON GLI USA

Tra i leader che sono intervenuti, Liu Qingfeng, presidente della società iFlytek, ha proposto di formulare un piano di sviluppo mirato all’intelligenza artificiale forte (o intelligenza artificiale generale, Agi) che possa essere avviato e attuato dal livello statale, “nel tentativo di ridurre costantemente il divario tra Stati Uniti e Cina, e di costruire il vantaggio comparativo della Cina nelle applicazioni industriali e nella creazione di valore”.

IL DIVARIO CON GLI USA

Anche Zhou Hongyi, fondatore e presidente di 360 Security Technology, ha evidenziato la distanza che intercorre tra Cina e Stati Uniti nella corsa all’intelligenza artificiale citando Sora, il generatore di video di OpenAI: “Anche se per ora è difficile per la Cina creare un modello universale di grandi dimensioni che superi Gpt-4 di OpenAI, il divario può essere colmato entro uno o due anni”.

Per Zhou, infatti, “le aziende cinesi sono in grado di apprendere molto rapidamente e possono recuperare velocemente il ritardo, soprattutto quando i progetti open-source vengono rilasciati da altri”.

FARSI TROVARE PREPARATI

Il presidente di 360 Security Technology ha poi sottolineato che “lo sviluppo dell’IA non è solo una competizione tra diverse aziende, ma anche tra diverse nazioni” e che, dunque, “la Cina deve pianificare in anticipo per essere all’avanguardia nello sviluppo dell’IA, perché è importante per il destino del Paese”.

Zhou ha infatti ricordato che “il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha rafforzato la cooperazione con OpenAI, la quale in seguito ha rimosso una clausola che vietava l’uso militare dell’IA”.

PREVISIONI ECONOMICHE DELL’IA IN CINA

Secondo i dati del China Center for Information Industry Development, riportati da Global Times, nel 2023 l’industria cinese dell’intelligenza artificiale ha raggiunto una dimensione di 500 miliardi di yuan (64 miliardi di euro), con più di 4.400 aziende.

Inoltre, il Paese si attende che il mercato dei modelli IA di grandi dimensioni raggiunga i 2,1 miliardi di dollari, con un aumento del 110% su base annua.

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