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Come sta andando il braccio di ferro tra Musk e l’Ue. Report Wsj

Elon Musk ignora i procuratori francesi, ampliando il divario tecnologico con l'Europa. L'articolo del New York Times

 

Elon Musk ha ignorato la convocazione a comparire lunedì mattina davanti ai procuratori parigini che indagano su di lui e sulla sua società di social media X, aggravando ulteriormente la tensione tra il sistema giudiziario francese e il colosso tecnologico americano, scrive il Nyt.

INDAGINE E POSSIBILI ACCUSE

L’assenza di Musk è avvenuta più di due mesi dopo che la polizia francese aveva fatto irruzione nella sede parigina di X nell’ambito di una lunga indagine condotta dalla divisione crimini informatici della procura di Parigi. I pubblici ministeri stanno indagando su X dal gennaio 2025 e hanno parlato di valutare sette possibili capi d’accusa ai sensi della legge francese, tra cui complicità nella distribuzione di immagini di abusi sessuali su minori, produzione di contenuti che negano crimini contro l’umanità e estrazione fraudolenta di dati. Il giorno del blitz di febbraio, Musk è stato convocato ad aprile per un incontro con il giudice istruttore e per discutere delle possibili accuse. Tale invito è una prassi consolidata nel sistema giudiziario francese, durante la quale persone nella posizione di Musk possono “presentare la propria versione dei fatti e le misure di conformità che intendono attuare”, come dichiarato all’epoca dalla procura.

REAZIONE DI MUSK E SVILUPPI DELL’INDAGINE

L’assenza di Musk era prevedibile dopo che questi aveva duramente denunciato l’indagine, definendola un “attacco politico”. La procura non ha annunciato alcuna conseguenza legale immediata per la sua mancata comparizione. Musk non ha risposto a una richiesta di commento.

L’indagine è iniziata a seguito delle preoccupazioni francesi riguardo all’algoritmo di X, il processo digitale che organizza i dati sulla piattaforma, e si è poi ampliata dopo ulteriori accuse secondo cui Grok, il chatbot basato sull’intelligenza artificiale di X, diffondeva negazionismo dell’Olocausto e deepfake a sfondo sessuale.

LA POSIZIONE DI  X

Dopo il blitz di febbraio, l’ufficio globale per le relazioni governative dell’azienda ha dichiarato in un comunicato stampa di “negare categoricamente qualsiasi illecito” e ha affermato che l’indagine “distorce la legge francese, elude il giusto processo e mette in pericolo la libertà di espressione”.

Separatamente, a gennaio l’azienda aveva dichiarato di aver limitato la creazione di immagini da parte di Grok per evitare la diffusione di immagini sessualizzate. In una dichiarazione rilasciata lunedì, la procura di Parigi ha affermato che l’assenza di Musk “non ostacolerà il proseguimento delle indagini”. Ha inoltre precisato che la magistratura è indipendente in quanto “la Costituzione francese garantisce la separazione dei poteri”. Il caso è al centro di una più ampia controversia tra le aziende tecnologiche americane e i governi europei in merito alla misura in cui tali aziende debbano essere ritenute responsabili dei contenuti presenti sulle loro piattaforme.

LE REGOLE DELL’UNIONE EUROPEA

L’Unione Europea ha varato una rigorosa regolamentazione digitale, minacciando le aziende tecnologiche con multe se non monitorano le proprie piattaforme per contrastare contenuti illeciti, disinformazione e incitamento all’odio. A dicembre, l’Unione Europea ha inflitto la prima sanzione ai sensi del nuovo Digital Services Act, multando X per 140 milioni di dollari per violazioni. Il mese successivo, le autorità di regolamentazione dell’UE hanno annunciato un’indagine su X per la diffusione di immagini a sfondo sessuale generate da Grok. Le autorità francesi hanno dimostrato una rara volontà di perseguire i dirigenti di alto livello del settore tecnologico, ritenendoli personalmente responsabili del comportamento degli utenti delle piattaforme.

TENSIONI TRANSATLANTICHE

La questione si è fatta particolarmente tesa sotto l’amministrazione Trump, che ha assunto toni sempre più aggressivi, sia verbalmente che a livello operativo, nei confronti degli europei associati alla spinta verso la regolamentazione delle aziende tecnologiche americane.
La controversia riflette un disaccordo transatlantico su come e se regolamentare i social media.
Gli europei affermano che le loro misure mirano a proteggere gli utenti dai contenuti offensivi.

LIBERTÀ DI ESPRESSIONE E CONFLITTO NORMATIVO

L’amministrazione Trump definisce le multe un’ingiusta estorsione ai danni delle aziende americane e sostiene che i regolamenti rappresentino un attacco alla libertà di parola. Negli Stati Uniti, le restrizioni legali alla libertà di espressione sono molto limitate. In Francia, ad esempio, sono previste sanzioni penali per incitamento all’odio, negazionismo dell’Olocausto e apologia del terrorismo.

(Estratto dalla rassegna stampa estera a cura di eprcomunicazione)

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