Innovazione

Come si muovono i robot nelle redazioni e negli uffici stampa

di

Usa

Tutti gli ultimi casi di software di intelligenza artificiale applicati al mondo del giornalismo e degli uffici stampa (l’esempio di Generali)

Robot che scrivono notizie, algoritmi a caccia di fake news. Il mestiere del giornalista, almeno nella sua declinazione di “deskista”, sembra proprio destinato al pensionamento. E forse i cronisti, non dovendo più stare al computer tutto il giorno a rielaborare i lanci di agenzia, torneranno a consumare le suole delle scarpe macinando chilometri, come facevano negli anni d’oro di una professione caduta velocemente in disgrazia.

GLI AGGIORNAMENTI ANSA SUL COVID? CURATI DALL’IA

L’ultimo intervento in tal senso lo abbiamo visto adottato dall’Ansa nel pieno dell’emergenza Covid-19: il bollettino quotidiano sul Coronavirus basato sui dati e sui numeri comunicati dalla Protezione Civile, tempestivamente tradotti in articoli e grafici, erano infatti frutto di un algoritmo sviluppato da Applied XLab, già assoldata dalla Protezione civile e dal governo italiano. In altri tempi un lavoro simile avrebbe richiesto la coordinazione tra uno o più giornalisti e ovviamente almeno mezz’ora dall’uscita dei dati per elaborare le infografiche.

L’ESPERIMENTO NELLA REDAZIONE NEL MESSAGGERO

Tra le redazioni italiane che hanno aperto le proprie porte all’IA anche Il Messaggero, che sta portando avanti un progetto ad hoc, uno tra i 660 finanziati con 200 milioni dalla Google News Initiative, per sostenere la sperimentazione tecnologica nell’informazione.

UNA IA AL SERVIZIO (E NON AL POSTO) DEL GIORNALISTA

Secondo il presidente dell’Ansa, Giulio Anselmi, che qualche mese fa aveva diretto il convegno sul tema “Giornalismo aumentato – Il futuro dell’informazione ai tempi dell’intelligenza artificiale“, il prossimo futuro vedrà una sempre più stretta “collaborazione tra giornalisti e tecnologia”, in cui “l’intelligenza artificiale non andrà a sostituire le persone in redazione ma servirà a migliorare efficienza e produttività”. L’IA avrà insomma la parte brutta del mestiere del cronista, i “compiti ripetitivi” e questo darà “tempo ai giornalisti di costruire cose nuove, dare sfogo alla fantasia, dedicarsi alla parte più creativa del lavoro”. Per Anselmi, insomma, si va verso “un giornalismo aumentato, più ricco, in parte diverso, ma non tradito” che tenga a mente quella che per il presidente dell’ANSA rappresenta, oggi, la vera sfida: “conciliare la velocità, vera novità dei nostri tempi, con l’attendibilità”.

BORSA E CALCIO, IN SPAGNA LI SEGUE L’IA

In Spagna, l’agenzia EFE ha invece attivato da qualche tempo fa “Narrativa”, un software in grado di saper scrivere da solo testi analoghi a quelli dei colleghi umani. Anche perché l’algoritmo, oltre a riportare la notizia, è in grado di elaborare i dati e analizzarli. Al momento l’IA di Narrativa è impiegata in settori in cui i numeri sono centrali come il calcio, il meteo o la Borsa.

QUANDO L’IA NON SMASCHERA FAKE NEWS, LE SCRIVE

E poi ci sono casi in cui l’IA viene usata in modo apparentemente “cattivo”, per scrivere fake news. Il progetto è stato finanziato da Elon Musk e portato avanti dalla sua compagnia di ricerca no profit Open Ai. L’algoritmo, chiamato Gpt2, è un generatore di testi. Per addestrarlo ha letto circa 10 milioni di articoli, scelti tra quelli che avevano più di tre voti sulla piattaforma Reddit. L’algoritmo parte da un icipit veritiero e riesce a proseguire scrivendo testi di fantasia perfettamente plausibili e senza errori. E funzionerebbe cosi bene da aver convinto Open Ai a non rivelare i codici sorgente dell’algoritmo racconta-balle, perché nelle mani sbagliate potrebbe fare danni “molto grossi”, aveva spiegato qualche tempo fa Jack Clark, il direttore della compagnia. “Dobbiamo prima fare altri esperimenti per capire cosa può o non può fare. Ci sono molte persone molto più brave di noi a capire come può essere usata con intenti negativi”.

COME SI STA MUOVENDO ASSICURAZIONI GENERALI

Ma l’IA può agevolmente lavorare anche al di là della barricata, ovvero tra gli addetti stampa, e scrivere comunicati da inviare alle redazioni. Generali Assicurazioni ha deciso di fare elaborare le proprie news da robot che scandagliano la Rete alla ricerca di trending topic, come ha raccontato il mensile specializzato Prima Comunicazione: “L’obiettivo di Generali e Banca Generali è stato quello di dotare gli uffici stampa di Generali e Banca Generali di un softwrare di intelligenza artificiale in grado di lavorare come un vero e proprio aiutante al servizio degli otto giornalisti, ai quali comunque spetta sempre l’ultima decisione e la responsabilità dei contenuti”. “Credo che rappresentiamo un unicum nel panorama italiano, comunque sicuramente tra i primi nel settore delle aziende ad aver adottato questa tecnologia innovativa”, ha detto a Prima Roberto Alatri, responsabile media di Generali.

IL RUOLO DI MASHFROG FONDATA DA NARDUZZI

Il software di intelligenza artificiale a Generali lo ha fornito Mashfrog, di Edoardo Narduzzi, imprenditore col pallino della tecnologia che nasce giornalista finanziario ed economico. “Dal giugno 2017 abbiamo iniziato la pubblicazione delle nostre Robonews, cioè notizie giornaliere scritte automaticamente e senza alcun supporto umano dal nostro sistema di intelligenza artificiale”, racconta Narduzzi a StartMag. “Le prime news riguardavano le previsioni di rialzo o ribasso del prezzo di Borsa di azioni quotate in 20 diverse Borse internazionali, poi abbiamo esteso la attività alle criptovalute e agli eventi sportivi come le partite di calcio”.

COSI’ IL ROBOT LAVORA GOMITO A GOMITO COI GIORNALISTI

“Il Robot – continua Narduzzi – da solo prende le previsioni e le inserisce nel format di testo predisposto dai giornalisti e fa il titolo. Giornalisti e professionisti della comunicazione lavorano insieme all’AI per produrre contenuti originali che altrimenti non sarebbero producibili con la stessa quantità ogni giorno. Oggi il nostro sistema è utilizzato anche da 4AIMsicav quotata alla borsa di Milano e da una decina di società quotate all’AIM. Insieme al nostro partner Envent Capital Markets stiamo predisponendo una offerta AI based per le small cap della Borsa di Milano che abbini ai report di ricerca prodotti dal Robot un servizio di ufficio stampa e di investor relations capace di sfruttare l’intelligenza artificiale per consentire alle società a bassa e media capitalizzazione di comunicare al meglio verso gli investitori per accrescere il loro prezzo di Borsa”.

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