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Nasa Marte

Come sarà la vita su Marte? La Nasa cerca candidati per la simulazione

Se sei un cittadino americano sano e non fumatore tra i 30 e i 55 anni e sogni Marte allora la Nasa ti sta cercando: l'agenzia statunitense ha aperto la selezione per la sua seconda missione simulata sulla superficie marziana della durata di un anno.

Gli esseri umani possono sopportare le sfide psicologiche di una vita in isolamento su Marte?

È quello che proverà a capire la Nasa, alla ricerca di potenziali “marziani” per una missione simulata sul pianeta rosso.

Il 16 febbraio l’agenzia spaziale ha lanciato un bando per i candidati alla sua seconda missione Chapea, o Crew Health and Performance Exploration Analog, che inizierà nella primavera del 2025.

Per un anno, un equipaggio composto da quattro volontari vivrà e lavorerà all’interno di Mars Dune Alpha presso il Johnson Space Center della Nasa a Houston. L’habitat, una struttura di 158 metri quadrati costruita in 3D, è progettata per assomigliare alle condizioni di vita di un equipaggio di astronauti che in futuro atterrerà sulla superficie marziana. Un’eventualità che la Nasa prevede possa verificarsi entro il 2040, ricorda il New York Times aggiungendo che ciò che l’agenzia non sa ancora – ciò che nessuno può sapere – è se l’umanità sarà in grado di superare il tormento psicologico della vita marziana.

Capire come reagisce un equipaggio alle sfide di una missione nello spazio profondo è essenziale per pianificare il modo in cui gli astronauti esploreranno il pianeta rosso.

Tutti i dettagli.

COS’È LA MISSIONE CHAPEA DELLA NASA PER MARTE

La simulazione Chapea inizierà il prossimo anno dopo 13 mesi di selezione.

All’interno di Mars Dune Alpha, i partecipanti coltiveranno raccolti, manterranno il loro habitat, faranno esercizio, eseguiranno operazioni robotiche e faranno passeggiate spaziali simulate. E dovranno affrontare problemi reali come guasti alle apparecchiature, ritardi nelle comunicazioni, fattori di stress ambientale e la gestione di risorse limitate.

“Le attività maggiori riguarderanno le passeggiate spaziali simulate, le comunicazioni, la preparazione e il consumo dei pasti, l’esercizio fisico, l’igiene, il lavoro scientifico e il dormire”, ha spiegato la Nasa.

Quindi per 378 giorni, quattro persone comuni avrebbero riprodotto, il più fedelmente possibile, la vita dei coloni marziani, ricevendo direttive, feedback e una sorveglianza quasi totale dal controllo della missione, sottolinea il Nyt. Mangerebbero cibo da astronauta, condurrebbero esperimenti di base, svolgerebbero compiti di manutenzione, risponderebbero a infiniti sondaggi e godrebbero di tempi di inattività altamente strutturati. Questo livello di estrema verosimiglianza è necessario per garantire che l’esperimento determini accuratamente se gli esseri umani possono prosperare vivendo a milioni di chilometri da chiunque abbiano mai conosciuto, evidenzia il New York Times.

NON È LA PRIMA VOLTA

Non è la prima volta che la Nasa avvia un esperimento simile. Mentre l’agenzia lavora per stabilire una presenza a lungo termine per la scoperta scientifica e l’esplorazione sulla Luna attraverso la campagna Artemis, le missioni Chapea forniscono importanti dati scientifici per convalidare sistemi e sviluppare soluzioni per future missioni sul Pianeta Rosso.

Lo scorso giugno è partita la prima missione Chapea con protagonisti i primi quattro volontari: la scienziata ricercatrice Kelly Haston, l’ingegnere strutturale Ross Brockwell, il medico di medicina d’urgenza Nathan Jones e la microbiologa Anca Selariu. Con il primo equipaggio Chapea a più che metà della sua missione di un anno, la Nasa sta utilizzando i dati acquisiti attraverso le missioni simulate per aiutare a informare la salute dell’equipaggio e il supporto alle prestazioni durante le spedizioni su Marte.

“La seconda missione sarà molto simile alla prima con gli stessi obiettivi al fine di raccogliere ulteriori dati tra i partecipanti”, ha affermato Anna Schneider, responsabile delle relazioni pubbliche presso il Johnson Space Center.

CHI PUÒ CANDIDARSI

Per il programma Chapea l’agenzia americana è alla ricerca di cittadini statunitensi non fumatori, sani, di età compresa tra 30 e 55 anni, che conoscano bene la lingua inglese e senza precedenti penali. Quando si tratta di selezionare l’equipaggio della Chapea, l’agenzia ha in mente criteri specifici che si allineano al modo in cui selezionano gli astronauti. Dovranno anche avere almeno un master in materie Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), avere almeno 1.000 ore di volo come piloti o aver completato l’addestramento militare.

Il processo di selezione potrebbe durare fino a 13 mesi e i finalisti dovranno sottoporsi a test medici, psicologici e psichiatrici per assicurarsi che siano mentalmente e fisicamente idonei per una missione così lunga e di isolamento.

Inoltre, “I candidati dovrebbero avere un forte desiderio di avventure uniche e gratificanti e interesse a contribuire al lavoro della Nasa per prepararsi al primo viaggio umano su Marte”, secondo l’agenzia.

IL COMPENSO

Infine, ciascun partecipante riceverà un compenso di circa 60.000 dollari per mette in stand-by le proprie vite “sulla Terra” e partecipare alla simulazione della vita marziana di oltre un anno. C’è tempo fino al 2 aprile per candidarsi.

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