Innovazione

Com’è e come funzionerà il supercomputer di Leonardo-Finmeccanica

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Il supercomputer di Leonardo sarà collocato nell’ex torre di sedici piani del gruppo a Genova che fino a pochi anni fa ospitava la sede Selex (ex Finmeccanica). Tutti i dettagli

Genova, tristemente nota per le sue alluvioni e lo sfarinamento dei suoi viadotti, mira a tornare a essere la Superba. Non più dominando i mari ma le nuove tecnologie. Non più con caravelle agili e veloci ma con i supercomputer. Roberto Cingolani, per 14 anni numero 1 dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) e oggi responsabile dell’innovazione tecnologica di Leonardo, ha infatti annunciato l’installazione di un supercomputer nel capoluogo ligure e l’apertura di un dipartimento adibito all’intelligenza artificiale.

IL SUPERCOMPUTER DI GENOVA

Il supercomputer di Leonardo sarà collocato nell’ex torre di sedici piani del gruppo a Genova che fino a pochi anni fa ospitava la sede Selex (ex Finmeccanica), nella zona della Fiumara. Non sarà completato prima dell’autunno 2020 e, se la road map verrà rispettata senza intoppi, la prima accensione è prevista entro fine 2020. “La macchina deve avere 10-20 peta byte per iniziare”, ha spiegato Cingolani. Siamo nell’ordine di grandezza cioè di biliardi di byte. “Dal punto di vista del calcolo normalmente si usano i flop”, ha aggiunto il responsabile dell’innovazione tecnologica di Leonardo, l’ex gruppo Finmeccanica: “Questo sarà un supercomputer che farà tanti peta flop”, ovvero un miliardo di miliardi di operazioni al secondo. “Ormai – ha aggiunto – il trend a livello mondiale è fare macchine exaflop (trilioni di operazioni al secondo), che non sono ancora raggiunte. Se uno fa decine di peta flop comincia ad entrare nel novero dei grandi”. E il supercomputer genovese sarà un mostro dall’hardware tra i 10 e i 20 betabyte di potenza di calcolo.

LA SITUAZIONE ITALIANA

“L’Italia – ha sottolineato Cingolani – deve entrare nel club del supercalcolo mondiale avendo almeno l’1% della potenza di calcolo mondiale. Nel nostro Paese in questi anni c’è stata una crescita, mi farebbe piacere che questo ulteriore investimento contribuisca a portare in alto la nostra potenza di calcolo. Sono incrementi importanti”, ha sottolineato.

LA RETE DEI LEONARDO LABS

“L’obiettivo dei Leonardo Labs è diventare driver dell’innovazione nell’arco di 5-10 anni”, ha concluso Cingolani. Leonardo, il gruppo presieduto da Gianni De Gennaro e guidato dall’amministratore delegato, Alessandro Profumo, intende raggiungere questo traguardo con una rete di strutture all’avanguardia lungo tutto il territorio nazionale. Mentre Genova ospiterà il supercomputer dedito al supercalcolo, poco più a Nord, a Torino, si effettueranno ricerche sui velivoli mentre a Cascina Costa (Varese) sugli elicotteri. A Roma si studierà l’elettronica, mentre a Napoli materiali futuristici e sostenibili per rendere i velivoli del futuro meno inquinanti. Tanti nodi di una rete iperconnessa che vedrà nella tecnologia 5G la propria dorsale.

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