Innovazione

Cocoon e Threads, che cosa ci sarà di nuovo sui social

di

Cocoon

Negli scorsi giorni è avvenuto il lancio di Cocoon, un’applicazione social di due ex dipendenti di Facebook

“Small is the new big”. Come dire: piccolo è bello ed è la vera novità quando si parla di social network, con una serie di startup e player affermati che cercano di soddisfare le persone che vogliono condividere foto, messaggi e altre informazioni ma solo con un gruppo affiatato di amici o familiari.

GLI ESEMPI DI COCOON, FACEBOOK E INSTAGRAM

Un esempio, sottolinea Axios, “è il lancio avvenuto in settimana di Cocoon, un’applicazione social di due ex dipendenti di Facebook. L’obiettivo è quello di creare un nuovo tipo di esperienza di condivisione per la famiglia e gli amici”.

Anche Facebook ha confermato di aver sviluppato un prototipo di applicazione che permette di condividere rapidamente una foto in messaggi individuali a un certo numero di amici stretti. Al momento l’azienda deve ancora decidere se lanciare questa nuova app e ha aggiunto ad Axios che sta testando il prototipo. Dall’anno scorso, infatti, Facebook ha segnalato una maggiore attenzione per le funzioni che permettono agli amici più stretti di rimanere in contatto tra loro.

Instagram, anch’esso di proprietà di Facebook, il mese scorso ha introdotto Threads, che figura come “camera-first messaging app” da condividere con un cerchio ristretto di persone. Instagram ha anche una funzione per condividere storie solo con alcuni amici.

UN’ESPERIENZA PIU’ FRENDLY

“La condivisione di informazioni all’interno di gruppi affiatati potrebbe portare ad un’esperienza sociale più amichevole. Anche se senza protezioni adeguate, potrebbe portare a un falso senso di sicurezza”. In sostanza, ammette Axios, “mentre i grandi social network come Facebook e Twitter permettono alle persone di avere centinaia di connessioni o più, i ricercatori dicono che non è proprio così che si sono evolute le relazioni sociali umane. Il cosiddetto numero Dunbar suggerisce che la maggior parte delle persone sono in grado di mantenere solo circa 150 collegamenti al massimo”.

COCOON HA RACCOLTO 3 MILIONI DI EURO DI FINANZIAMENTI

Un certo numero di investitori sembra aperto all’idea che possa esserci una condivisione più stretta e più curata, “con Lererer Hippeau, Y Combinator, Susa, Norwest, Advancit, Foundation Capital, iNovia, Shrug, e SV Angel, che hanno tutti contribuito finanziariamente a un round da 3 milioni di dollari per Cocoon, chiuso a maggio”, ha spiegato Axios, ricordando però che altri hanno tentato una strada simile con alterne fortune.

L’OBIETTIVO È MIGLIORARE L’INTERAZIONE CON I SOCIAL

In un’intervista i cofondatori di Cocoon, Sachin Monga e Alex Cornell, hanno spiegato che “non stanno cercando di creare un diverso tipo di social network, ma piuttosto di migliorare i modi reali in cui le famiglie e le persone scelte rimangono in contatto: telefonate settimanali, messaggi di testo multipli e foto condivise. I due hanno lavorato al progetto da quando hanno lasciato Facebook l’anno scorso, dopo aver testato l’applicazione con alcune decine di famiglie negli ultimi mesi”.

NEL FUTURO LO SBARCO SU ANDROID E AMPLIAMENTO GRUPPI

Per ora, Cocoon è un servizio gratuito e disponibile solo per iOS, anche se un’applicazione Android è in cima alla lista delle cose da fare. Inoltre, per ora, le persone possono essere solo in un singolo gruppo, ma anche questo cambierà nel tempo. Nel lungo termine i due cofondatori sperando di poter creare un servizio a cui le persone paghino per iscriversi. “Anche se volessimo non potremmo fare un business pubblicitario – il modello stesso lo preclude”, ha detto Cornell, chief design officer di Cocoon e co-fondatore di UberConference.

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