Innovazione

Carissimi ragazzi filo Greta, solo la tecnologia capitalistica migliorerà il clima. Firmato Minopoli

di

politica

Il commento di Umberto Minopoli su Greta e il movimento di ragazzi filo-Greta

L’ignoranza può uccidere il mondo più delle emissioni, cari ragazzi filo-Greta Da 30 anni, vittime di presuntuosi modelli informatici, abbiamo deciso che il clima dipenda solo dalla CO2 che immettiamo in atmosfera con la nostra attività. Sarebbe controverso e discutibile.

E, al contrario di ciò che si vuol far credere, moltissimi scienziati contestano questo dogma. Ma diamo pure per buona la tesi. Sono le conseguenze che se ne traggono che stanno diventando una trappola inquietante e raccapricciante. Mettiamo pure che la decarbonizzazione sia un obiettivo da perseguire. Intanto sarebbe da precisare, per i ragazzi cui si fa credere che il carbone (atmosferico) sia un mostro inquinante, che è ciò che rende possibile la vita: il suo ciclo alimenta le piante e produce l’ossigeno che ci fa respirare. Non è inquinante, dunque.

E’ un gas serra: trattiene parte della radiazione solare che la terra riemette e la trasforma in calore. E’ grazie a questo effetto serra che la Terra non è come Marte. Che avendo, per assenza di gas serra, una temperatura media di -63 gradi non ha la vita. Grazie ai gas serra (di cui la Co2 è il minore) la Terra ha una temperatura media di 18 gradi. E’ la sua specificità nel sistema solare: quello che la rende, come si dice, un pianeta abitabile.

Però, si dice, oggi è troppa. C’è un eccesso di Co2 di natura antropica che potrebbe elevare, nel 2050, di 2 gradi la temperatura media della Terra. E qui vengono i problemi. Si è trasformata questa ipotesi (che, tra l’altro, per ammissione degli stessi che avanzano tale tesi, non è detto che si avveri) in una premonizione di apocalisse.

Un assurdo: la Terra ha conosciuto ben altri livelli di temperatura media, anche durante i 10.000 anni di civiltà dell’uomo e, perfino, negli ultimi mille anni. Si è sempre adattata. Anzi: nei periodi caldi, la civiltà progredisce. In quelli freddi si verificano, storicamente, le estinzioni. Nelle scuole, invece di invitare i ragazzini a scioperare per il clima, come fanno i ministri irresponsabili di questo governo, bisognerebbe introdurre corsi di storia del clima, di conoscenza della chimica e della fisica della nostra atmosfera, di studio della specificità terrestre nel sistema solare, del perché da noi c’è vita e su Marte o sulla Luna no.

Detto tutto questo: affidarsi al gretismo per trattare la decarbonizzazione è l’ipocrisia criminogena di adulti truffatori. Che non dicono la verità. Cosa dice la ragazzina? Fate qualcosa e fate presto. Greta, poverina, crede che c’e’ una data della fine del mondo, che l’assassino sia la CO2, che l’uomo avrebbe le soluzioni, che non le usa perché i ricchi sono avidi e cattivi. Fosse vero! Elimineremmo i ricchi e saremmo salvi.

Decarbonizzate. Tutto qui il Verbo. E adulti ipocriti giù ad applaudire. Tacendo al mondo, che assiste allarmato, la verità. Qual è la verità? Primo: non è vero che non si fa niente. Sono 30 anni, dovrebbero dire a Greta, che si tenta di ridurre le emissioni di CO2 senza riuscirci. Le emissioni, purtroppo, calano solo quando cala il ciclo economico (consumi, investimenti ecc).

Per ridurre le emissioni, nei prossimi 20 anni, del 50% di quelle attuali come chiedono i catastrofisti, bisognerebbe augurarsi una recessione mondiale senza precedenti: un calo dei consumi di energia (il vero indice dello sviluppo economico) a livelli precedenti la civilizzazione umana. Una catastrofe assai peggiore (e reale) del riscaldamento che si vorrebbe combattere. Ma adulti idioti questo non lo dicono ai ragazzini.

Non basta che smettiamo di emettere del tutto (e non potremmo farlo) noi ricchi. Se non si ferma lo sviluppo in India, in Cina, in America Latina, in Africa (dove non dovrebbe neppure cominciare) non abbatteremmo del 50% le emissioni del mondo (il clima è globale).

C’e’ un solo modo per decarbonizzare senza morire per inedia e carestia: affidarsi alla tecnologia. Bisognerebbe uscire dall’ansia del 2050. Dire la verità: non moriremo tutti a quella data. Liberati dal millenarismo apocalittico, che crea solo ansia e paralizza i comportamenti, l’umanità dovrebbe dedicarsi al tema vero: decarbonizzare senza morire. Con gradualità, senza catastrofismo, senza compromettere la crescita mondiale. La vera catastrofe non sono le emissioni di Co2. E’ l’ignoranza e il catastrofismo che ci stanno rendendo ebeti.

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