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Banda larga, perchè l’Antistrust indaga su Telecom

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Agcm ha aperto un procedimento per verificare se c’è stato abuso di posizione dominante da parte di Telecom, con l’obiettivo di rallentare l’iter delle gare Infratel sulla banda larga per le aree bianche 

Quella della banda larga è una partita senza fine. E non per i lavori in corso, ma per ricorsi, discussioni e indagini. L’ultimo atto della vicenda riguarda Telecom: Agcm, l’Autorità per la concorrenza guidata da Giovanni Pitruzzella ha aperto un procedimento per verificare se c’è stata da parte della telco abuso di posizione dominante, con l’obiettivo di rallentare l’iter delle gare Infratel. Ma andiamo per gradi.

Le gare Infratel

Il Piano del Governo, approvato dalla Ue, per la realizzazione delle infrastrutture nelle aree bianche di mercato (20 milioni di abitanti, circa 7 milioni di edifici), quelle considerate a fallimento, prevede che le aziende interessate si sfidino in dei bandi di gara.

banda largaIl primo bando è stato già assegnato. Sarà Open Fiber, società di Enel e Cdp, a portare la fibra in 3.043 comuni, di sei regioni d’Italia (Abruzzo, Molise, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto) incluse nel primo bando Infratel, la cui procedura di assegnazione si è conclusa con la firma del contratto di concessione tra Infratel e Open Fiber. Il bando era stato pubblicato lo scorso 3 giugno ed era stato suddiviso in cinque lotti, tutti ottenuti da Open Fiber. Alla firma, avvenuta nella sede del ministero dello Sviluppo economico, erano presenti tra gli altri il ministro per la Coesione territoriale Claudio De Vincenti, il sottosegretario con delega alle Comunicazioni Antonello Giacomelli e il presidente di Open Fiber Franco Bassanini. Open Fiber si è aggiudicata questa prima gara con un importante ribasso rispetto alla base di asta: 675 milioni di euro contro gli 1,45 miliardi previsti da bando.

Open Fiber si è aggiudicata anche la seconda gara bandita da Infratel per le aree a fallimento di mercato. Il bando vale 1,2 miliardi di euro e riguarda 3.710 comuni, ovvero 5,5 milioni di persone e 3,9 milioni di unità abitative o aziendali in dieci regioni, più la provincia autonoma di Trento (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia. Sono coinvolti 3.710 comuni divisi in sei lotti di gara). Ma è proprio su questa su quelle successive che sorgono i problemi.

Visti i risultati del primo Bando di gara, Tim ha deciso non solo di fare ricorso al Tar (ma lo ha perso), ma anche di ritirarsi dal secondo bando ed investire in modo privato anche nelle aree a fallimento.

Attenzione, però:  i piani di Telecom cambiano le cose. Arrivano soldi privati, che rendono nullo e non più necessario l’intervento pubblico. Ll’annuncio di Tim per cablare le aree bianche è arrivato dopo l’assegnazione della prima gara Infratel, che è stata già chiusa, ma prima dell’assegnazione ufficiale della seconda gara. É questa che Telecom proverà a bloccare. Per la terza e quarta gara, invece, ci sarà un supplemento di consultazione che non porterà più di 2-3 mesi di ritardo rispetto al bando previsto per settembre prossimo, ma si parla di 700 mila edifici.

Gli investimenti di Telecom per la banda larga

CattaneoTim investirà 11,5 miliardi nei prossimi tre anni. I piani sono ben noti e prevedono l’85% per cento di copertura entro la fine di quest’anno, anche per rispondere ai giornali. I nostri sono numeri di una società quotata e i dati sono certificati. Entro quest’anno Roma sarà coperta al 98% in Fttc e in Ftth in alcune zone“, avrebbe detto Flavio Cattaneo in audizione alla Camera. “Noi gli investimenti li facciamo non perché si depaupera la rete, ma perché abbiamo i clienti in Adsl e li portiamo subito in fibra molto prima degli altri. Perché non posso dargli in un mese una cosa che gli altri gli danno tre anni?”, ha aggiunto oggi il manager. “Fra un po’ siamo nel 2018 e non è stato posato un metro, non è partito un cantiere delle aree Infratel. E quando parte, l’Italia sarà coperta con diverse soluzioni. I tempi del pubblico sono molto diversi da quelli di un privato. Il pubblico decide, ha procedure, questo allunga i tempi”.

L’accusa dell’Antistrust

Nella giornata di ieri, Agcm ha  avviato un procedimento nei confronti per accertare l’abuso di posizione dominante da parte di Tim nella partita per la banda larga, con l’obiettivo di rallentare l’iter delle gare Infratel, a tutto svantaggio per l’economia italiana.

In base alle informazioni acquisite da Agcm, Telecom avrebbe posto in essere una pluralità di condotte con un duplice obiettivo: ostacolare lo svolgimento delle procedure di gara indette da Infratel Italia per la copertura con reti FTTH delle aree bianche, in modo da preservare la posizione monopolistica storicamente detenuta in tali territori ed evitare l’ingresso di nuovi operatori concorrenti, e accaparrarsi preventivamente la clientela sul nuovo segmento dei servizi di telecomunicazioni al dettaglio a banda ultralarga, anche con politiche commerciali anticoncorrenziali (prezzi non replicabili, lock-in).

Così Telecom “conseguirebbe un duplice scopo: sul mercato al dettaglio, rendere meno contendibile la propria base di clientela nel processo di migrazione alle offerte a banda ultralarga; sul mercato all’ingrosso, scoraggiare e rendere meno profittevole gli investimenti nelle nuove reti” si legge nella nota diffusa ad Agcm.

Telecom ha rallentato le gare Infratel?

Le mosse di Telecom sulle aree bianche “potrebbero unitariamente configurare un’ipotesi di abuso del diritto, ossia di esercizio distorto e anticoncorrenziale di una serie di diritti astrattamente riconosciuti in capo alla stessa TI. Infatti, nel corso dell’espletamento delle gare indette da Infratel Italia S.p.A., TI avrebbe annunciato una modifica dei piani di investimento rispetto a quanto comunicato alla stessa Infratel nel corso della consultazione pubblica svolta per l’individuazione delle aree a fallimento di mercato. In tal modo, TI avrebbe tentato di rimettere in discussione la classificazione delle aree in cui è stato suddiviso il territorio nazionale, dichiarando l’intenzione di investire comunque nelle aree bianche. La revisione del piano di investimento sarebbe stata comunicata nonostante fossero già in corso le procedure di gara predisposte per le aree bianche del territorio e successivamente alla decisione della Commissione europea di approvazione” dei piani del Governo per le aree a fallimento di mercato.

banda ultralargaNon solo. La strategia di Telecom per rallentare le procedure di assegnazione delle agre sarebbe evidente, per l’Autorità, anche nei i numerosi ricorsi e segnalazioni ad autorità giudiziarie e amministrative fatti da Telecom sulla questione.

L’Antistrust indagherà anche sulle offerte commerciali

Le indagini dell’Agcm, come accennato, si estenderanno anche sul fonte commerciale, per quanto concerne le offerte di servizi di telecomunicazioni a banda ultralarga. Spetterà all’Autorità, infatti, indagare se le condizioni tecniche ed economiche contenute nei contratti siano tali da vincolare il cliente alla fornitura Telecom per un lungo periodo (lock-in) e con prezzi non replicabili da parte degli operatori alternativi. “Tale condotta potrebbe risultare idonea a restringere indebitamente lo spazio di contendibilità della clientela residuo per gli operatori concorrenti, limitando la concorrenza nel mercato per i servizi di telecomunicazioni al dettaglio a banda ultralarga, proprio in una fase in cui una competizione vigorosa sarebbe particolarmente auspicabile”, si legge ancora nella nota Agcom.

La risposta di Telecom

“ L’odierno avvio di istruttoria dell’Antitrust è dipesa dalla presentazione nelle scorse settimane ed in un arco di tempo estremamente ridotto di una serie di esposti da parte dei soggetti portatori di un interesse ad impedire la realizzazione del suo investimento. TIM, come anche in passato ha dimostrato, è certa di avere agito nel rispetto delle norme e lo dimostrerà nelle sedi opportune. TIM confida che, già in fase di istruttoria, emergerà la correttezza dell’operato della Società”, si legge in una stringata nota diffusa da Telecom.

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