Luogo ameno lontano dall’orrore del brain rot, casa rifugio per scrittori in cerca di attenzione dopo essersi ritrovati tra un post sui gattini e un altro sugli ultimi gossip sulla famiglia Beckham, Substack si proclamava il buen retiro per lettori intenzionati a dedicare il loro tempo (e talvolta anche qualche euro) ad autori intenzionati a prendere le distanze dalla volgarità di Instagram e TikTok.
Ma la tentazione di occupare una fetta di mercato più grande, anche a costo di snaturarsi, può essere forte anche per i più puri. La piattaforma ha infatti iniziato a popolarsi sempre più di video che di newsletter fatte di testo e ora ha lanciato un’app per Apple TV e Google TV, attualmente in versione beta.
VIDEO LONGFORM E DIRETTE SUL GRANDE SCHERMO
In un post sul blog che annunciava l’app, Substack ha citato personaggi come Dolly Parton, commentatori politici e autori del calibro di George Saunders e Tina Brown, sottolineando come i video e le dirette “abbiano una collocazione naturale sulla tv, dove gli abbonati possono accomodarsi per la visione prolungata che i grandi video meritano”. La piattaforma ha inoltre ribadito il suo posizionamento come “casa del miglior longform – lavori in cui i creator mettono vera cura e a cui gli abbonati scelgono di dedicare tempo”.
L’app prevede un feed in stile TikTok chiamato “Per te”, che propone video dei creator seguiti insieme a contenuti consigliati, e sarà accessibile sia agli abbonati gratuiti sia a quelli a pagamento. Substack ha annunciato che in futuro verranno aggiunti contenuti audio, letture ad alta voce, strumenti di ricerca e scoperta potenziati, sezioni dedicate per ogni pubblicazione e anteprime dei contenuti a pagamento per gli utenti free.
UNA MIGRAZIONE GIÀ IN CORSO
Lo sbarco sugli schermi televisivi formalizza in realtà un processo già avviato negli ultimi due anni: inizialmente con livestream, poi con programmi di interviste più rifiniti, letture e notiziari quotidiani condotti da ex volti della tv via cavo. Alcuni di questi professionisti, come l’ex giornalista della Cnn Jim Acosta, hanno trovato in Substack un nuovo spazio per contenuti quotidiani. Anche Medhi Hasan, ex volto di Msnbc e oggi fondatore e Ceo della startup mediatica Zeteo, ha elogiato Substack come “una risposta valida e remunerativa alla frammentazione e al declino dei media tradizionali”.
Il passaggio alla tv porta nuove aspettative in termini di valore produttivo, quantità di contenuti e scala del pubblico, elementi che favoriscono creator già dotati di audience consolidate. L’azienda ha tuttavia precisato che l’app tv è ancora a uno stadio iniziale: “Questa versione iniziale dell’app è concentrata su una visione affidabile e di alta qualità, e aggiungeremo altre funzionalità nel tempo. Partiamo dall’essenziale e continueremo a migliorarla in base a come le persone la useranno davvero”.
REAZIONI TRA SCETTICISMO E CRITICHE
Non tutti gli utenti hanno accolto positivamente l’iniziativa. In poche ore dalla pubblicazione del post sul blog, decine di commenti di creator e abbonati hanno espresso frustrazione per l’attenzione al video. “Perché lo state facendo, Substack? Perché vi state allontanando dalla parola scritta?”, ha chiesto Roman Shapoval. Ali Isaac, autrice con quasi 4.000 abbonati, ha aggiunto: “Cercate di essere tutto per tutti. … Mostrate un po’ di amore anche agli scrittori”. David Adeleke, che gestisce un Substack dedicato ai media africani, ha commentato: “Capisco il tentativo di evolversi, ma questa sembra solo un’altra idea alimentata dal venture capital. Ricorda Medium, tutto da capo”.
Anche altri commenti più votati riportati da TechCrunch ribadiscono lo stesso scetticismo: “Per favore non fatelo. Questo non è YouTube. Date valore alla parola scritta”.
COSA SUCCEDE NEL SETTORE
Il movimento verso contenuti video e podcast sulle tv di casa risponde a trend di settore consolidati, secondo The Verge. Nell’ottobre 2025, gli utenti di YouTube hanno guardato 700 milioni di ore di podcast sui televisori, mentre Spotify ha aggiornato la propria app per la tv introducendo podcast video e videoclip musicali. Anche altre piattaforme come Instagram hanno recentemente lanciato IG for TV, consentendo la fruizione di Reels sui televisori.
