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Airlite Intesa Sanpaolo

Airlite, tutto sulla tecnologia green in cui investe Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo ha acquisito circa il 18% della holding The Blue Planet che tramite AM technology sviluppa Airlite, pittura ecologica capace di ripulire l’aria da sostanze inquinanti come lo smog e già scelta tra gli altri da Autogrill, Ikea e Garage Italia. Tutti i dettagli

 

Intesa Sanpaolo punta sul green con l’acquisizione di circa il 18% del capitale della “startup” (così definita nel comunicato stampa) The Blue Planet, che sviluppa Airlite, una tecnologia innovativa alla base di una pittura ecologica in grado di trasformare i muri di case, uffici, ospedali e scuole in grandi purificatori d’aria naturali.

Airlite, sviluppata e di proprietà di AM technology, è ora controllata al 100% da The Blue Planet, holding dei soci fondatori di AM technology e dei nuovi investitori.

I CO-FONDATORI DI AM TECHNOLOGY (ORA THE BLUE PLANET)

Dopo quasi 10 anni di studi e ricerche nel campo della fotosensibilità per capire come creare un prodotto in grado di purificare gli ambienti senza l’utilizzo di energia e alti costi di manutenzione, nel 2014, Massimo Bernardoni ha co-fondato con l’imprenditore Antonio Cianci AM Technology, che realizza Airlite.

L’azienda si è poi trasformata nella holding The Blue Planet, a cui partecipano altri investitori, tra cui ora anche Intesa Sanpaolo.

COS’È AIRLITE

Airlite, che in modo semplicistico potrebbe essere definita “una pittura ecologica”, è in realtà una tecnologia innovativa che negli anni si è guadagnata diversi riconoscimenti nel campo della sostenibilità ambientale e della tutela della salute umana. È coperta da 5 brevetti internazionali e ha ottenuto più di 25 premi e certificazioni in tutto il mondo. È stata anche riconosciuta dalle Nazioni Unite come una delle quattro tecnologie più innovative attualmente esistenti in grado di purificare l’aria.

Airlite, inoltre, non è destinata solamente al settore delle pitture architettoniche, ma viene applicata anche a coating funzionali per mercati specifici come moda e automotive, con investimenti continui in ricerca e sviluppo.

COME FUNZIONA

“Numerosi test e certificazioni attestano infatti la sua efficacia nel depurare l’aria dagli agenti inquinanti, oltre che le sue capacità virucide e le già comprovate capacità antibatteriche”, si legge sul sito.

Questa tecnologia, 100% green, è adatta sia per interni che per esterni e “utilizza lo stesso principio fisico usato dalla natura per pulire l’aria e permette di trasformare una qualsiasi parete in un purificatore generando ioni negativi che neutralizzano gli inquinanti”, ma anche muffe e cattivi odori.

Tale meccanismo impedisce allo sporco di depositarsi sui muri e abbatte fino al 99% di virus e batteri. Inoltre, contribuisce alla lotta contro il cambiamento climatico, riducendo le emissioni di CO2 legate al settore dell’edilizia fino all’80% rispetto ai prodotti tradizionali. “Un metro quadrato dipinto con Airlite – afferma l’azienda – elimina 0,069 g di ossidi di azoto ogni 12 ore”.

E se applicata all’esterno, la pittura riflette la componente calda della luce solare, consentendo di risparmiare energia elettrica per il raffreddamento fino al 30%.

GLI INGREDIENTI

Secondo i suoi produttori, Airlite è una pittura minerale a bassissimo impatto ambientale, dalla produzione allo smaltimento dei rifiuti, prodotta in uno stabilimento svizzero che utilizza solo energia proveniente da fonti 100% rinnovabili ed è composta al 40% di materie prime riciclate.

LE PARTNERSHIP

Oltre ai progetti con i milanesi Collegio San Carlo e Garage Italia (l’hub creativo inaugurato da Lapo Elkann) e con lo studio di architettura Life Edited delle Hawaii, Airlite è stata scelta anche dalla Triennale di Milano, Vaillant, Autogrill per la sua sede e le sue stazioni di servizio, ma anche per numerosi progetti di street art con realtà quali Ikea e Napariji, oltre che per nuovi sviluppi immobiliari come Euromilano e il Bosco Verticale di Treviso ‘Ca delle Alzaie’ dell’architetto Stefano Boeri.

All’estero, invece, si è occupata con diverse associazioni in progetti di riqualificazione urbana. È il caso di Bird Street a Londra, che da strada affollatissima e tra le più inquinate nei pressi di Oxford Circus è diventata la prima “Smart Street” del mondo. mentre ai piedi delle Emirates Towers ha partecipato alla realizzazione dell’imponente Office of the Future di Dubai, uno dei primi edifici al mondo realizzato attraverso le più avanzate tecnologie di stampa 3D.

L’azienda segnala poi le collaborazioni con il gruppo immobiliare britannico Grosvenor Britain & Ireland e, nel settore delle costruzioni, con Aruliere, azienda belga specializzata nell’edilizia green.

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