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Accordo Goldman Sachs-Apple, ecco chi avrà i maggiori benefici

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Banche

Perché i confini dell’alleanza di Goldman Sachs con Apple si rivelano molto meno evanescenti del previsto. L’articolo di Vincenzo Beltrani

 

Goldman Sachs, grazie all’accordo con Apple, è entrata con sorpresa generale nel segmento molto affollato delle carte di credito. Sorpresa e anche un po’ di sconcerto, se è vero che i commenti a caldo raccolti su Londra al momento dell’annuncio dell’alleanza si dipanavano intorno alla domanda fondamentale: a che scopo? Sottinteso, per Goldman Sachs, entrare in un settore affollato e con una concorrenza temibile, dove vince chi è disposto a rischiare di più degli altri alzando il plafond dello scoperto.

Se è chiaro il vantaggio di Apple, in grado di offrire ai clienti già altamente digital friendly un nuovo strumento di pagamento da affiancare ad Apple Pay e che può essere utilizzata dove quest’ultimo non funziona, più difficile cogliere i vantaggi per la banca Usa. Ma solo a uno sguardo superficiale.

Gs, sotto la gestione di David Solomon, sta cambiando pelle. E non solo per il nuovo stile che ha sorpreso tutti, con Solomon che affianca alla sua attività di Ceo di giorno, quella di dj la sera (il suo profilo recita: Dad. DJ. Dayjob@goldmansachs) e che ha rivelato la partnership con Apple durante una cerimonia a Palo Alto con Oprah Winfrey, ma perché sta pilotando il blasonato istituto verso lidi un tempo quasi ignoti. È del 2016 la fondazione di Marcus, una piattaforma dedicata alla finanza personale che a oggi ha accumulato 45 miliardi di dollari in depositi ed effettuato 5 miliardi di prestiti personali.

Poco significativo se paragonato al bilancio globale di Gs pari a 933 miliardi di dollari a fine 2018 con utili per 10,5. Ma che appare in una luce diversa se inserito in un contesto che vede Goldman Sachs acquisire l’anno scorso la start up Clarity Money per una cifra mai resa nota, proprio con lo scopo di potenziare il business nel retail banking di Marcus.

Pronto a espandere il suo modello fintech di consumer banking nel mondo, i confini dell’alleanza di Gs con Apple si rivelano molto meno evanescenti del previsto. E la strategia si delinea con chiarezza: attraverso una azione di co-marketing con il colosso di Cupertino arrivare a offrire i propri prodotti a una platea di consumatori infinitamente più grande di quella disponibile utilizzando i tradizionali canali bancari.

Per di più, composta da persone ragionevolmente benestanti, giovani e alfabetizzati digitalmente quanto basta per gradire un’offerta finanziaria su base online.

 

(Estratto di un articolo pubblicato su MF/Milano Finanza)

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