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A casa Netflix tutti bene?

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Le azioni del gigante del video-streaming Netflix sono crollate del 14% lunedì. A preoccupare i mercati sono gli utenti, non stanno crescendo come dovrebbero…

Lunedì nero per Netflix. Dopo una trimestrale non proprio entusiasmante, soprattutto per quanto riguarda la crescita degli utenti, il titolo della piattaforma di video-streaming ha registrato ribassi di oltre il 14% nel dopo mercato. Vediamo i dettagli.

COSA NON VA CON GLI ABBONATI

La società guidata da Reed Hasting ha comunicato che nel secondo trimestre del 2018 i nuovi abbonati sono stati pari a 5,15 milioni, ben al di sotto della precedente stima di 6,2 milioni di nuovi utenti. Il numero totale di abbonati è ora di 130 milioni in tutto il mondo, contro i 131 milioni previsti. “Abbiamo avuto un secondo trimestre forte ma non stellare” è stato il commento di Netflix in una nota.

TUTTI I NUMERI DI NETFLIX

Aumentano invece i ricavi per 3,91 miliardi di dollari, contro le attese per 3,94 miliardi di dollari e in rialzo del 40,3% rispetto ai 2,78 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2017. Positivo anche l’utile netto trimestrale che è arrivato a 384 milioni di dollari, ben al di sopra delle aspettative (358 milioni di dollari).
Gli utili netti per azione adjusted sono stati di 85 centesimi, sopra le attese di 79 centesimi. Un anno fa si erano fermati a 15 centesimi.

AZIONISTI TRANQUILLI

Con questi dati, gli azionisti di Netflix hanno intascato negli ultimi sei mesi un dividendo di 1,50 dollari per azione, un importo superiore ai 55 centesimi registrati nello stesso periodo dello scorso anno.

INVESTITORI UN PO’ MENO

I risultati trimestrali della società con sede a Los Gatos, in California, non hanno entusiasmato affatto gli investitori. Dopo la chiusura del mercato di Wall Street, le azioni Netflix sono diminuite del 14% circa nelle transazioni elettroniche. Fino al tonfo di ieri, quest’anno le azioni hanno più che raddoppiato il loro valore: incluso aver aggiunto più di 40 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato dopo i risultati di aprile di anticipazione delle previsioni.

LA STRATEGIA NON SI CAMBIA

Netflix prevede ancora deflussi di cassa liberi fino a 4 miliardi di dollari per il 2018 per investire in contenuti e produzioni originali. Il numero uno Hasting precisa però che continuerà a finanziare la spesa per i contenuti tramite il debito piuttosto che attingere ai mercati azionari.

SBARAGLIATO HBO AGLI EMMY

Tutti gli sforzi (pecuniari) in contenuti di pregio e successo non saranno stati ripagati dagli abbonati ma qualche soddisfazione l’hanno regalata. Per la prima volta dopo 17 anni, Hbo non è il network con più nomination agli Emmy 2018, i premi conferiti ogni anno dalla Academy of Television Arts & Sciences ai migliori programmi televisivi statunitensi di prima serata. Non sono bastate le 22 nomination a Il Trono di spade per sbaragliare la concorrenza, visto che quest’anno il maggior numero di candidature, ben 112, è andato a Netflix.

MA QUANTO COSTA

Lo scaffale dei premi potrebbe riempirsi ancora di più per la piattaforma di video-streaming, ma è costato caro: ben un miliardo di dollari di contenuti per un anno.

L’ASSO PER IL PROSSIMO TRIMESTRE

Nell’ultimo trimestre infatti, Netflix ha incluso in catalogo nuove stagioni di popolari serie tv originali come Jessica Jones e Glow, ma per il prossimo è intenzionata a rilanciare con il ritorno dei successi di lunga data come House of Cards e Orange is the New Black.

CHI SI CONTENDE IL TRONO DELLO STREAMING

Tuttavia, la supremazia di Netflix è ormai a rischio. Gli utenti potrebbero passare a servizi concorrenti come Hulu, Hbo Go o i servizio di video streaming di Amazon o Apple. Come nella sanguinosa Games of Thrones, anche la concorrenza nel mercato dello video streaming è destinata a diventare più intensa man mano che le aziende potenziano i loro cataloghi digitali. Mentre Comcast – che ancora non si arrende – e Disney si battono per conquistare la 21st Century Fox, allo stesso tempo il colosso statunitense AT&T punta a rilanciare il rivale di Netflix, Hbo, dopo l’acquisizione di Time Warner.

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