Innovazione

Scintille tra i 5 Stelle sul 5G

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Il Movimento 5 Stelle si spacca sul 5G: c’è già chi vuole fermare la tecnologia, mentre i vertici spingono. Tutti i dettagli

5G sì, 5G no. La tecnologia divide. Non solo le grandi potenze mondiali che si contendono il mercato, ma anche il Movimento 5 Stelle.

Mentre i vertici promuovono ed appoggiano lo sviluppo e la diffusione della tecnologia, alcuni parlamentari del Movimento capeggiato da Luigi Di Maio, hanno trasmesso una istanza per fermare l’attivazione della rete 5G di Vodafone, appena accesa, perché preoccupati per gli effetti che la diffusione della tecnologia avrebbe sulla saluta pubblica.

L’ACCENSIONE DEL 5G

Il 5G è realtà in Italia: Vodafone ha annunciato in settimana l’accensione delle antenne 5G in 5 città italiane: Milano, Torino, Bologna, Roma e Napoli. Vodafone, che ha battezzato la nuova rete “Giganetwork 5G“, vorrebbe arrivare a 100 città entro il 2021, ma nel 2019 non ci saranno altre città in cui la tecnologia sarà lanciata.

La rete potrà arrivare fino a 10 Gbps e vanta una latenza nell’ordine dei 5 ms, contro i 30 delle reti 4G.

C’E’ CHI VUOLE GIA’ FERMARLO

Veronica Giannone e Gloria Vizzini, deputate del Movimento 5 Stelle, insieme a Sara Cunial e Silvia Benedetti, deputate del Gruppo Misto, e Saverio De Bonis, senatore del Gruppo Misto, hanno chiesto di fermare l’attivazione della rete 5G di Vodafone.

“Preso atto che Vodafone, dopo aver completato la sua fase sperimentale a Milano, ora ha acceso la sua rete 5G anche a Roma, Napoli, Torino e Bologna, al fine di tutelare la salute pubblica, abbiamo trasmesso alle amministrazioni in questione un’istanza per richiederne l’immediata sospensione”, hanno dichiarato i parlamentari.

UN’INDAGINE CONOSCITIVA

Intanto, mentre le aziende investono nella tecnologia, il governo ha avviato un’indagine conoscitiva sui rischi.

“Siamo ancora più allarmati in base alle dichiarazioni di Mirella Liuzzi, portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei deputati, la quale sostiene che sul 5G, già da diversi mesi, la Commissione Trasporti Poste e Telecomunicazioni della Camera dei deputati ha avviato un’indagine conoscitiva sulle nuove tecnologie delle telecomunicazioni, tuttora in corso. Ci chiediamo se questo governo in tema di salute pubblica, i controlli e le indagini le intenda fare ex ante o ex post. Necessario ricorrere al principio di precauzione per tutte le città oggetto di questa sperimentazione”, hanno scritto i parlamentari in una nota congiunta.

LUIGI DI MAIO DA SEMPRE FAVOREVOLE ALLA TENCOLOGIA

Il Movimento 5 Stelle è dunque spaccato. La notizia dell’avvio del 5G in Italia, infatti, dovrebbe far piacere a Luigi di Maio, che, poco meno di un anno fa, scriveva su Facebook: “Inizia l’era della rete 5G, una piattaforma che apre nuove opportunità di sviluppo per il nostro sistema economico, una tecnologia che rappresenta un punto di rottura con il passato”.

“Le caratteristiche di questa nuova tecnologia consentiranno la digitalizzazione di ampi settori economici: dai trasporti all’industria, all’agricoltura, alla cultura, alla scuola, alla sanità, al turismo, all’ambiente, garantendo ampi margini di crescita per il nostro Paese”, aggiungeva Di Maio, sottolineando che “Le differenze tra il 4G e il 5G vanno al di là della maggiore velocità e si traducono, come già anticipato, in un più elevato numero di dispositivi connessi simultaneamente, in una più elevata efficienza spettrale di sistema (volume di dati per unità di area), un più basso consumo delle batterie, una migliore copertura, alte velocità di trasmissione in porzioni più grandi dell’area di copertura, latenze inferiori, un più elevato numero di dispositivi supportati, costi più bassi per l’installazione delle infrastrutture, una più elevata versatilità e scalabilità e, infine, una più elevata affidabilità delle comunicazioni”.

ROBERTO FICO A MATERA

“La sperimentazione 5G consentirà a #matera2019 di diventare un polo europeo della scienza applicata alla valorizzazione del patrimonio culturale. Un’esperienza che potrà costituire un esempio virtuoso e uno stimolo per tutto il Paese #MontecitorioVR”, scriveva su Twitter il presidente della Camera Roberto Fico, postando una foto in cui il presidente sperimentava, tramite visori VR, le potenzialità del 5G, rete frutto del lavoro di Tim, Fastweb e Huawei coinvolti nella sperimentazione “Bari-Matera 5G”.

Fico, in occasione del convegno “Matera 2019, capitale europea della cultura: quali saranno gli effetti del 5G e del digitale sulla valorizzazione dei beni culturali?”, ha anche affermato, come riportato su Start magazine, che servono “investimenti pubblici e privati” e “altre misure legislative e regolative”, “per consentire a tutti di accedere al 5G. In questo modo potremmo superare l’inaccettabile digital divide che si registra nel nostro Paese: ricordo che attualmente solo il 22% delle famiglie italiane ha accesso alla banda ultralarga a fronte di una media europea del 58%”.

ANCHE LA LIUZZI ERA A FAVORE DEL 5G

Una tecnologia, dunque, quella del 5G che rappresenterebbe il punto di svolta del nostro Paese. E questo lo sosteneva, allo stesso convegno a cui aveva partecipato Fico, a Matera, anche  la deputata del M5S Mirella Liuzzi. Il 5G “rappresenta la tecnologia del futuro”, diceva la Liuzzi, annunciando lo stanziamento di 2 milioni nel decreto Genova per la sua sperimentazione e sottolineando che “l’Italia è fra i primi Paesi nell’Unione europea” nella sperimentazione.

LA LEGA PRO 5G

A biasimare nella maggioranza di governo l’iniziativa dei parlamentari M5S è stato Massimiliano Capitanio (Lega), membro della Commissione Trasporti, Poste e Tlc della Camera: “E’ finita l’epoca dei no. È folle pensare di arrestare il progresso. Consiglio ai parlamentari firmatari del documento che richiede lo stop del 5G di leggere gli atti delle audizioni della commissione telecomunicazioni della camera e i documenti prodotti dal Politecnico di Milano. La salute pubblica è una priorità per tutti: per il Parlamento e per il governo e la sua tutela può andare di pari passo con il sostegno alla innovazione tecnologica che sinonimo di progresso e anche di posti di lavoro”.

IL RIMBROTTO DI HUAWEI

A rimbrottare indirettamente le frange pentastellate critiche sul 5G è stato oggi il vertice di Huawei Italia. “Volevo sfatare questo mito dell’elettrosmog, i nostri limiti sono i più bassi d’Europa”, ha affermato il presidente di Huawei Italia, Luigi De Vecchis, in merito alla proposta di deputati Cinque stelle e del gruppo misto di sospendere la tecnologia 5G in attesa di ulteriore i verifiche sulla sua sicurezza. L’Italia è al secondo posto in Europa per il 5G, secondo l’indice Desi, dopo l’assegnazione delle frequenze e le sperimentazioni “ma – ha detto De Vecchis al summit Telco 360 – se non procediamo scivoliamo anche in questo al 24esimo posto, in fondo alla classifica. Dobbiamo farlo capire alla politica”.

 

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