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Tutte le tensioni fra Cdp e Unicredit su Sia

di

mustire

Che cosa sta succedendo fra gli azionisti di Sia? E come sono i rapporti tra Cdp e Unicredit? Nervi a fior di pelle? Fatti, numeri e indiscrezioni

 

Archiviata, per ora, l’opportunità di definire l’integrazione verticale con Nexi – l’opzione potrebbe riproporsi dopo la quotazione in borsa di quest’ultima società – il cantiere Sia continua restare aperto. E questa volta non si tratta di gestione operativa e di progetti industriali, ma di assetto azionari.

CHE COSA SUCCEDE IN SIA

Perché proprio in questi giorni si è definito un tassello rilevante per la futura governance della società guidata da Nicola Cordone che ha chiuso il 2018 con ricavi per 614,8 milioni (+8,4) e un utile netto di 79,5 milioni, in linea con il dato del 2017.

ECCO LA MOSSA DI CASSA E POSTE SU INTESA SANPAOLO E UNICREDIT

In particolare, secondo quanto appreso da fonti finanziarie da MF-Milano Finanza, proprio in questi giorni il veicolo FSia Investimenti (controllato da Cdp Equity e partecipato da Poste), dando esecuzione a quanto previsto agli accordi di co-investimento iniziali, ha esercitato l’opzione call sulle quote in mano a Intesa Sanpaolo (3,97%) e Unicredit (3,97%), mettendo sul piatto una cifra complessiva vicina agli 80 milioni.

CHE COSA CELA L’ATTRITO CDP-UNICREDIT

Una mossa legata anche a tematiche di eventuali rischi di danno erariale che potevano essere sollevati ai danni dei consiglieri del braccio armato del Mef. Un passaggio obbligato, quindi, che avrebbe fatto storcere il naso alle banche, in particolare a quella guidata dall’ad, Jean Pierre Mustier, visto che il valore attuale delle partecipazioni, grazie alla crescita poderosa di Sia, è decisamente superiore e si attesterebbe in 70-80 milioni per singola quota (3,97%).

TUTTI I DETTAGLI SULLE TENSIONI

Ovviamente, le parti in causa stanno cercando di trovare la soluzione meno indolore anche perché, almeno per quel che riguarda Unicredit, c’è una partita indirettamente aperta con Sia che dovrebbe chiudersi a breve.

LE TENSIONI

La banca milanese controlla, infatti, il 50,1% di Card Complete, il competitor austriaco del gruppo guidato da Cordone che è finito sul mercato. E proprio Sia è particolarmente interessato al dossier da 400 milioni (in parallelo prosegue l’asta per la portoghese Sibs). Una partita incrociata di non facile risoluzione.

(articolo pubblicato su Milano Finanza)

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