Pagamenti digitali / Fintech

Consigli utili per spingere i pagamenti elettronici. Report Ambrosetti

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I consigli di Ambrosetti al Governo

Tutti i suggerimenti stilati dagli analisti di The European House-Ambrosetti e rivolti al governo in materia di pagamenti elettronici

Dal 2015 The European House-Ambrosetti ha costituito la Community Cashless Society, una piattaforma finalizzata alla produzione di idee e contenuti sui pagamenti elettronici, per un confronto tra stakeholders e le Istituzioni, che ogni anno redige un report sul nostro stato di salute in merito alla rapidità con la quale stiamo abbandonando il contante. Inutile dire che, per il quarto anno consecutivo, il termometro segna ancora temperature troppo alte per poter affermare che abbiamo finalmente iniziato una cura che funziona (leggi anche: Come avanzano i pagamenti digitali. Report). Ecco allora alcuni suggerimenti stilati dagli analisti di The European House-Ambrosetti e rivolti al Governo.

PAGAMENTI ELETTRONICI IN CAMBIO DI DETRAZIONI

La prima proposta avanzata consiste nell’introdurre l’obbligo di una percentuale minima obbligatoria di spese annue da sostenere con strumenti di pagamento elettronici per poter beneficiare della detraibilità dalle tasse. “La percentuale minima di utilizzo dei pagamenti elettronici – viene motivato nel report – può essere definita in base al reddito lordo annuo adottando una logica progressiva. Si potrebbe inoltre prevedere l’obbligo di pagamenti cashless per alcune spese molto comuni tra i cittadini e detraibili dall’aliquota IRPEF, quali ad esempio l’acquisto di farmaci e il pagamento delle visite mediche”.

SANZIONI PER CHI NON USA IL POS

La seconda chiede invece l’attuazione del regime sanzionatorio per esercenti e professionisti che non accettano i pagamenti con POS. “Prima del parere del Consiglio di Stato di giugno 2018 – motivano gli analisti di The Europaen House Ambrosetti -, in Italia era obbligatorio avere il POS e accettare i pagamenti con strumenti elettronici ed erano previste sanzioni fino a 30 euro per ogni pagamento elettronico rifiutato. Tale norma faceva affidamento al già esistente articolo 693 del Codice penale, esteso successivamente anche alla moneta elettronica: chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a 30 Euro. Tuttavia, il 1° giugno 2018 il Consiglio di Stato ha bocciato lo schema di regolamento del Ministero dello Sviluppo Economico ed eliminato le sanzioni per commercianti e professionisti. La proposta della Community va quindi nella direzione di prevedere il rinserimento di meccanismi sanzionatori per tutti i commercianti e liberi professionisti che non accettano i pagamenti con strumenti cashless.

ASSEGNI SOCIALI E PENSIONI SOLO DIGITALI

La terza proposta avanzata nel report stilato dalla Community di The European House-Ambrosetti riguarda la digitalizzazione di assegni sociali e previdenziali, come già avviene regolarmente in Australia. “Tale meccanismo – è spiegato – potrebbe rappresentare una misura complementare all’introduzione del reddito di cittadinanza entrata in vigore nel 2019 in Italia, prevedendo l’erogazione degli assegni sociali esclusivamente con strumenti cashless, come le carte prepagate e i bonifici bancari. In una prima fase, si potrebbe prevedere la possibilità di prelevare un ammontare limitato di contante per poi progressivamente ridurlo fino all’utilizzo completo dello strumento di pagamento cashless. In una seconda fase, una volta che la “cultura cashless” si è diffusa maggiormente tra la popolazione, la norma potrebbe essere estesa anche all’erogazione delle pensioni”.

TETTO AL CONTANTE NUOVAMENTE A 1000 EURO

Con ogni probabilità, tra quelle avanzate da The European House-Ambrosetti, questa è la proposta destinata a creare maggior mal contento: riportare il tetto del contante a 1000 euro, come sotto il governo emergenziale di Mario Monti, andando ad abrogare la norma voluta dall’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi che aveva alzato il limite a 3000. “L’obiettivo dichiarato dal Governo italiano – si legge nello studio – è stato il sostegno alla ripresa dei consumi sul mercato interno, così da garantire una maggior fluidità nelle transazioni quotidiane”.

IN GRECIA IL LIMITE E’ A 500 EURO

Tuttavia, “A differenza dell’Italia, alcuni Paesi europei hanno ridotto drasticamente la soglia legale all’uso del contante: in Belgio il limite è stato abbassato da 5.000 e 3.000 Euro (dal 2014); in Francia da 3.000 a 1.000 Euro (dal 2015); in Grecia da 1.500 a 500 Euro (dal 2017). La proposta della Community va quindi nella direzione di disincentivare l’utilizzo del contante, ponendo dei limiti all’utilizzo di quest’ultimo e riducendo la soglia a 1.000 Euro. Parallelamente alla riduzione della soglia, dovrebbe essere previsto anche un meccanismo di controllo in grado di sanzionare coloro che non rispettano tale norma”.

LE ALTRE PROPOSTE DI AMBROSETTI

Inoltre, le proposte d’azione della Community riguardano la filiera estesa cashless, prevedendo la creazione di nuove competenze legate ai servizi di pagamento elettronico e il monitoraggio efficace di quello che la filiera produce. Come? Anche qui gli analisti di Ambrosetti hanno elaborato diversi suggerimenti.

LA CREAZIONE DI UN COMPETENCE HUB

Il primo punto è lo sviluppo di un competence hub dei pagamenti elettronici e digitali che metta insieme soggetti pubblici e privati che operano sul territorio nazionale nel settore dei pagamenti. Tale competence hub – si legge – dovrebbe avere il compito di:

− accompagnare il percorso di sviluppo della filiera nazionale dei pagamenti mettendo in evidenza e affrontando gli aspetti pre-competitivi che possono aiutare lo sviluppo cashless del Paese;

− promuovere soluzioni che consentano un miglioramento dell’esperienza d’uso degli utenti sia lato consumer che lato Pubblica Amministrazione;

– sviluppare soluzioni di pagamento che favoriscano inclusione finanziaria dei cittadini e crescente sicurezza delle transazioni;

− attivare i processi di formazione necessari per l’attivazione di nuove competenze e di figure professionali richieste dallo sviluppo della filiera della cashless society in Italia;

− creare incubatori di startup legate allo sviluppo dei pagamenti.

UN ATECO PER LE NUOVE AZIENDE DEL SETTORE

Inoltre, viene suggerita la creazione di un unico aggregato Istat (ATECO) che accomuni tutte le “aziende nascenti” nel mondo digitale e dei pagamenti cashless. “Con riferimento alla necessità di un monitoraggio efficace di una filiera di servizi capace di generare un importante valore aggiunto per il Paese – si legge nel report – la Community raccomanda, pertanto, la creazione di un unico aggregato Istat (ATECO) che accorpi tutte le aziende nascenti nel mondo digitale e dei pagamenti cashless superando l’attuale dispersione in diversi aggregati”.

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