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Che cosa pensano gli analisti di Nexi

Nexi

A poco più di un mese dalla quotazione, in settimana sono arrivati numerosi report che annunciano la copertura di Nexi. L’articolo di Roberta Castellarin

A poco più di un mese dalla quotazione a Piazza Affari, avvenuta il 16 aprile scorso, giovedì scorso sono arrivati numerosi report che annunciano la copertura del titolo Nexi. Nel complesso prevalgono i giudizi positivi, che premiano la posizione di mercato della società che può operare con una posizione di leadership in un Paese dove c’è una bassa penetrazione dei pagamenti digitali.

Tra i punti a favore anche l’attesa crescita dei margini a due cifre e la possibilità di ridurre rapidamente l’indebitamento grazie alla generazione di cassa. Ma anche l’appeal dal punto di vista dell’M&A sia come preda sia come predatore. Mentre tra i possibili rischi ci sono lo scenario economico italiano che resta complesso, un aumento della competizione, l’incertezza legata al rinnovo dei contratti di partnership. Ma ecco nel dettaglio le opinioni delle diverse investment bank.

Banca Akros assegna al titolo Nexi un giudizio accumulate e un prezzo obiettivo a 9,6 euro. Si parte dal fatto che la società può contare su tre linee di business ben diversificate: Merchant services & Solution (i servizi di pagamento dati ai commercianti), Card & Digital payment supplies (emissioni di carte di pagamento per individui e società), Digital banking solution.

Banca Akros sottolinea che Nexi gestisce il 29% degli Atm italiani e il 25% delle piattaforme di e-banking. Inoltre sta sviluppando il National Open banking gateway per il 75% delle banche italiane. Per quanto riguarda la posizione nel mercato, gli analisti ricordano che la società “opera nel mercato italiano delle carte di pagamento, che ha una bassa penetrazione rispetto al resto d’Europa. Inoltre beneficia di una posizione di leadership nel mercato, ha un’alta leva operativa e può realizzare una forte generazione di cash, che è fondamentale per ridurre il livello di debito relativamente alto, nonostante l’aumento di capitale da 700 milioni di euro”.

Per quanto riguarda il mercato dei pagamenti digitali in Italia solo il 26% dei consumi è pagato con le carte, contro una media europea del 45%. Grazie a questa bassa penetrazione il tasso di crescita annuo composto dal 2015 al 2018 delle transazioni avvenute con carta è stato del 9,7%, tra i più alti in Europa. Secondo Banca Akros questo vuol dire che l’Italia sta recuperando terreno. Mentre sulla leva operativa Banca Akros ricorda che Nexi ha registrato una crescita annua composta dei ricavi nel periodo 2016-2018 del 7,8% con una performance positiva delle tre linee di business.

Infine per quanto riguarda la generazione di cash gli analisti sottolineano che Nexi “sulla base degli investimenti ordinari ha generato un free cash flow pro forma pari al 74% dell’ebitda e al 34% dei ricavi, anche tenuto conto del capex destinato alla trasformazione la percentuale si attesta al 59%”, si legge nel report. Per il 2019 Banca Akros si aspetta per Nexi ricavi pari a 980 milioni di euro, un ebitda di 437 milioni e un margine di ebitda del 44,6%, l’utile netto rettificato è atteso a 225 milioni, mentre il debito netto è visto in calo a 1,55 miliardi di euro (contro i 2,5 miliardi di fine 2018).

Dal canto suo Mediobanca Securities, che assegna un giudizio outperform e un prezzo obiettivo di 10,5 euro, oltre a sottolineare la forte crescita dell’ebitda, abbinata alla riduzione dell’indebitamento, si sofferma sull’importanza di creare contatti con il mondo delle piccole e medie imprese. “Il business del gruppo si basa su partnership di lungo termine con 150 banche, che coprono l’80% del sistema bancario, dando accesso a 40 milioni di possessori di carte e 890 mila commercianti. L’economia italiana è basata sulle piccole e medie imprese e la via degli accordi con le banche è la migliore per avvicinare questa base clienti”, si legge nel report. Anche in questo caso poi si sottolinea la bassa penetrazione del mercato italiano.

Dal punto di vista delle stime per il 2019 Mediobanca si aspetta per Nexi ricavi per 977 milioni di euro e un utile netto di 108 milioni. Infine non manca un riferimento all’M&A con Nexi che può avere un ruolo sia di preda sia di predatore. “Alla base della strategia di Nexi c’è l’innovazione dei prodotti e possibili acquisizioni domestiche per consolidare la sua posizione. Ma la stessa Nexi, vista la sua dimensione e la sua forte posizione, diventa un candidato ideale da acquisire per chi vuole entrare nel mercato italiano, ancora poco sviluppato”, dice il report.

L’appeal da M&A viene preso in conto anche da Goldman Sachs, che assegna un giudizio buy e un prezzo obiettivo a 10,8 euro. “In uno scenario che vede un consolidamentio globale nell’industria dei pagamenti crediamo che Nexi possa essere considerato un asset strategico chiave”, si legge nel report. dal punto di vista della valutazione del titolo Goldman Sachs sottolinea: “Dall’ipo il prezzo dell’azione ha avuto una performance inferiore del 10% rispetto ai competitor globali. Ora tratta a 12 volte il rapporto atteso per il 2020 ev/ebitda, tra i più bassi nel gruppo di competitor, un livello che non è giustificato vista la crescita dei ricavi e la nostra stima di crescita dell’ebitda. Per questo vediamo a questi prezzi un punto di ingresso interessante e fissiamo un obiettivo di prezzo a 12 mesi di 10,8 euro, che implica un potenziale apprezzamento del 22% circa”.

Più cauta la posizione di Ubs, che assegna al titolo Nexi un giudizio neutral e un prezzo obiettivo di 8,9 euro. Gli analisti scrivono: “Nonostante ci piaccia il modello di business di Nexi, la sua forte posizione nel mercato dei pagamenti in Italia e l’alta profittabilità, crediamo che sia già incorporate nei prezzi attuali”.

 

Estratto di un articolo pubblicato su MF/Milano Finanza

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