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Libra, gli sbuffi della politica Usa e gli avvertimenti di Facebook sulle mire della Cina per le criptovalute

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Libra

Le domande dei senatori hanno messo sotto pressione David Marcus, responsabile del progetto Libra di Facebook, che non sempre ha saputo/voluto rispondere. Tutti i dettagli

 

Stavolta i senatori americani non si sono fatti cogliere impreparati. L’anno scorso l’audizione di Mark Zuckerberg sul caso Cambridge Analytica aveva dimostrato quanto poco il legislatori Usa conoscessero il modello di business di Facebook. Ieri, invece, la commissione bancaria del Senato ha dato prova di aver studiato basi e possibili implicazioni di Libra, la valuta digitale che Facebook vorrebbe lanciare nel 2020.

LE DOMANDE DEI SENATORI USA A FACEBOOK SU LIBRA

Le domande dei senatori hanno messo sotto pressione David Marcus, responsabile del progetto, che non sempre ha saputo/voluto rispondere. L’ex manager di PayPal ha anzitutto ribadito che «Libra non sarà lanciata finché le preoccupazioni delle autorità americane non avranno avuto risposta». Marcus ha poi esortato a non bloccare il progetto Libra che permetterà agli Usa di indirizzare la legislazione mondiale su blockchain e criptovalute, ruolo che altrimenti potrebbe essere assunto da altre big tech «al di fuori del nostro apparato di sicurezza nazionale» (in Cina?).

CHE COSA HA DETTO MNUCHIN

Rassicurazioni e incoraggiamenti di Marcus non hanno però scaldato l’uditorio. «Scandalo dopo scandalo Facebook ha dimostrato di non meritare la nostra fiducia: saremmo pazzi a concedere loro l’occasione di fare esperimenti con i conti correnti», ha attaccato il democratico Sherrod Brown, allineandosi alle critiche a Libra espresse nei giorni scorsi dal presidente Donald Trump, dal segretario al Tesoro, Steve Mnuchin, e dal presidente della Fed, Jerome Powell.

LE RISPOSTE EVASIVE

Ai dubbi sull’impatto di Libra sul sistema monetario mondiale si sono aggiunti quelli sull’affidabilità di Facebook nella gestione della privacy degli utenti. Sul punto, del resto, le risposte di Marcus sono state evasive. Non è chiaro, per esempio, se Facebook raccoglierà, utilizzerà e/o venderà i dati relativi alle transazioni effettuate tramite Calibra, il portafoglio digitale che Menlo Park sta sviluppando per Libra.

COME SARA’ IL PORTAFOGLIO DI CALIBRA

È vero che wallet di società terze potranno essere usati per dare o ricevere Libra, ma Calibra, ha confermato Marcus, sarà l’unico portafoglio integrato nell’ecosistema Facebook che comprende WhatsApp, Messenger e Instagram. Un vantaggio competitivo enorme. Altre questioni ancora aperte riguardano i controlli anti-riciclaggio e anti-terrorismo, la fondazione a Ginevra della Libra Association e la compatibilità della forma no-profit dell’organizzazione con gli interessi riconosciuti ai membri. Per il senatore Brown Facebook è «un’illusa» a credere che gli utenti le affideranno i loro risparmi.

IL RUOLO PERVASIVO DI FACEBOOK E LA VOLONTA’ DEL LEGISLATORE

L’anatema sembra però sottovalutare ancora una volta la pervasività di Facebook che in alcuni settori non teme né concorrenza né scandali. L’insuccesso della campagna di boicottaggio post Cambridge Analytica dimostra che per molti utenti i servizi Facebook sono troppo comodi per essere abbandonati e finiscono così per imporsi. Lo stesso potrebbe accadere con i pagamenti, a meno che il Congresso approvi la proposta di legge per vietare ai social media di lanciarsi nelle attività bancarie.

CHE COSA DICE IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE SU LIBRA

«Se si guarda alla storia dell’innovazione, la conclusione è che in principio non si sa mai quanto varrà una tecnologia», ha osservato ieri a proposito di Libra David Lipton, direttore ad interim del Fmi, «questi nuovi strumenti potrebbero rivelarsi per i pagamenti ciò che internet è stato per l’informazione: rendere le transazioni sicure, instantanee e quasi gratuite».

(articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza)

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