Pagamenti digitali / Fintech

Ecco come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps ecc daranno i dati dei clienti a fintech e Gafa (Google, Apple, Facebook, Amazon)

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Che cosa ha scritto la Banca d’Italia agli intermediari finanziari (in primis le banche) per adeguarsi alle direttiva europea Psd2

Entra sempre più nel vivo in Italia l’applicazione della direttiva europea Psd2 che rivoluzionerà il sistema dei pagamenti.

La direttiva punta a favorire l’innovazione nei pagamenti digitali, per poter offrire opzioni di scelta su misura per i consumatori.

E’ la Banca d’Italia l’istituzione pivot da questo punto di vista. Per questo, nel solco della direttiva Ue, la Banca centrale nei giorni scorsi ha inviato agli intermediari finanziari, in primis le banche, una comunicazione che ha per oggetto: “Psd2 – accesso ai conti: istruzioni per il procedimento amministrativo di esenzione dall’obbligo di realizzare procedure di contingency (“fall-back solutions”)”.

Secondo il documento riservato che è sul tavolo dei banchieri, l’Istituto centrale governato da Ignazio Visco chiede alle banche di conoscere in anticipo i loro piani per mettersi in regola con la direttiva.

Entro il 14 marzo – come emerge dal documento letto da Start Magazine – le banche dovranno essere pronte a esporre in ambiente di collaudo le Api, le applicazioni che permetteranno a terzi di effettuare test sui servizi obbligatori di “inizializzazione dei pagamenti” e richieste di informativa sul conto dei clienti.

Obiettivo? Essere pronte per il 14 settembre a gestire le richieste dei nuovi soggetti pronti a entrare in campo, in particolare società fintech ma anche i colossi Gafa (Google, Apple, Facebook, Amazon).

L’accelerazione dello sviluppo dell’open banking facendo leva su soluzioni Api e sulla possibilità di offrire alla clientela prodotti e servizi sviluppati da terze parti sarà una delle conseguenze della direttiva.

Dalla ricerca Kpmg “Digital Banking 2018” emerge come oltre il 70% degli italiana considera già i Gafa (Google, Apple, Facebook, Amazon) provider di servizi bancari; una percentuale superiore anche alle rilevazioni degli Stati Uniti dicono gli esperti di Kpmg.

In sostanza, il prossimo passo della direttiva comporta la possibilità per società Fintech, Google, Apple, Facebook e Amazon di aver accesso ai dati dei clienti bancari per sviluppare proposte finanziarie ad hoc senza per questo diventare a tutti gli effetti delle banche, quindi senza una vera e propria licenza bancaria rilasciata dalla Banca d’Italia.

Nella comunicazione riservata inviata da Palazzo Koch agli intermediari finanziari da un lato si forniscono – rivela un banchiere – alcuni chiarimenti su “Processi e protocolli di pagamento sicuri per le imprese” e dall’altro si indicano le procedure per “le esenzioni dal requisito di autenticazione forte del cliente per gli intermediari che prestino servizi di pagamento avvalendosi di processi o protocolli dedicati ai pagamenti corporate”.

Domani un ulteriore approfondimento su Start Magazine.

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