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Fintech, che cosa faranno Apple, Google, Facebook, Amazon, Alibaba e Microsoft

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Il futuro delle banche e delle nuove aziende tecnologiche, la concorrenza e il ruolo dei consumatori. Ma soprattutto l’effetto dirompente dell’entrata delle Big Tech (Apple, Google, Facebook, Amazon, Alibaba e Microsoft) nel settore. Ecco come la pensa il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella.

L’Antitrust “guarda con relativa serenità agli sviluppi che sono in atto” nel settore del Fintech, cioè la fornitura di servizi e prodotti finanziari attraverso le tecnologie dell’informazione ma avverte come sia comunque necessario prestare “molta attenzione alla tematica delle criptovalute”. È il pensiero espresso dal presidente Giovanni Pitruzzella, nel corso di un’audizione alla Commissione Finanze del Senato tenuta in settimana.

ATTENZIONE ALL’EFFETTO DIROMPENTE DELLE BIG SIX NEL CREDITO

Pitruzzella ha di fatto ribadito la posizione dell’Antitrust rivelata già in altre sedi. Secondo il presidente, la fornitura di servizi e prodotti finanziari attraverso le tecnologie dell’informazione “non è ovviamente esente da rischi o possibili criticità concorrenziali”. Il pensiero di Pitruzzella corre soprattutto “all’effetto dirompente che può avere l’ingresso delle big four Apple, Google, Facebook e Amazon, che in realtà diventano big six con Alibaba e Microsoft nel settore del credito”. Sono loro, infatti, a giudizio del numero uno dell’Antitrust, “i nuovi e più temibili concorrenti, poiché hanno un marchio potente, milioni di utenti, operatività e relazioni su scala globale, la tecnologia: si muovono per altro non per fare finanza o non solo, ma prima di tutto per trattenere i clienti nel loro spazio virtuale, anche quando pagano o chiedono un prestito, e naturalmente per arricchire il proprio bagaglio già enorme di dati da vendere alle aziende”.

CRIPTOVALUTE UN MERCATO CON SCENARI AVVICENTI MA PERICOLOSI

Ma attenzione anche alle criptovalute: “Un mercato che si sta sviluppando, con dimensioni notevoli” offre “scenari avvincenti, ma anche molto complicati e pericolosi”, ha detto Pitruzzella, ricordando che “l’economia digitale ci offre innumerevoli vantaggi, ma anche problemi e insidie non solo per consumatori e soggetti deboli, ma anche per le imprese”. “Noi siamo intervenuti su OneCoin dove si stava realizzando un sistema piramidale, senza alcun guadagno e l’abbiamo sanzionato”, ha precisato.

PER UNO STUDIO ROLAND BERGER LE BANCHE NON POTRANNO FARE A MENO DEI GIGANTI TECNOLOGICI E DELLE FINTECH

In ogni caso la digitalizzazione delle banche retail europee è in crescita, anche se i player del settore faticano a reggere il ritmo della trasformazione digitale: solamente il 2% delle banche tradizionali si considerano, infatti, un motore d’innovazione sostanziale. Secondo quanto emerge dallo studio Roland BergerThe digitalization race: can financial service providers hack the pace? Third European Retail Banking Survey – Findings and recommendations”, che ha interpellato 60 decision maker di banche di tutte le dimensioni in 10 paesi europei per capirne il livello di maturità digitale e tracciare gli scenari evolutivi, gli operatori bancari tradizionali non potranno fare a meno dei giganti tecnologici e delle Fintech.

A FARE LA DIFFERENZA SARANNO I GIGANTI DELL’HI-TECH Fintech

L’impatto della digitalizzazione nel settore bancario ha portato all’introduzione dei processi end-to-end che permettono agli utenti finali di svolgere tutte le attività in remoto utilizzando i canali digitali, home-banking, apertura conti correnti, gestione prestiti e mutui, senza passare dallo sportello tradizionale. Ma per Roland Berger la maturità digitale del settore bancario sembra ancora molto lontana. Per il 47% del campione a fare la differenza tracciando i trend futuri sono i giganti hi-tech come Apple e Google. Seguono i player Fintech con il 42% dei consensi.

QUALI LE TECNOLOGIE PIÙ PROMETTENTI? AI, BANKING VOCALE, REALTÀ VIRTUALE

L’intelligenza artificiale, il banking a comando vocale e la realtà virtuale sono solo alcune delle aree che caratterizzeranno il futuro del settore, ma ad oggi il mondo bancario sembra molto lontano da queste nuove tecnologie. In particolare l’Intelligenza artificiale è, per oltre il 50% la tecnologia in grado di imprimere la vera svolta. Mentre risulta meno chiaro l’impatto della Blockchain: i player di settore oscillano fra scetticismo e indifferenza.

ANCORA NESSUNA RIVOLUZIONE. CLIENTELA STENTA AD ABBANDONARE IL VECCHIO PER IL NUOVO

Per il 73% degli intervistati gli operatori Fintech sono considerati dalle banche come pionieri dell’innovazione di settore: ad oggi, però, la grande rivoluzione paventata dalle Fintech sui servizi bancari a costi irrisori non si è ancora concretizzata. Il motivo? Secondo Roland Berger la clientela stenta ad abbandonare il vecchio per il nuovo. La maggioranza degli utenti preferisce rimanere dov’è, per consuetudine o diffidenza verso il nuovo. Non a caso per l’86% degli intervistati il futuro del Retail Banking sta nella convergenza tra i due settori. Ma affinché la convergenza possa verificasi è necessaria una revisione della struttura organizzativa tipica del mondo banche all’insegna della trasformazione digitale. Per il 53% del campione l’inflessibilità organizzativa delle banche è “un fattore di rischio grave”. Così come, per il 31% degli intervistati, il disinteresse verso l’adeguamento dell’architettura IT alla base del funzionamento di ogni banca. Per Roland Berger, insomma, le priorità sono individuare un posizionamento chiaro di offerta e target e adottare modelli di organizzazione flessibile e facilmente modificabili sulla base delle esigenze.

fintechDEMARCHI (ROLAND BERGER): VERA SFIDA È SCEGLIERE UN POSIZIONAMENTO SOSTENIBILE E REALISTICO

Edoardo Demarchi, partner di Roland Berger, in una nota afferma che “la vera sfida è scegliere un posizionamento sostenibile e realistico. In particolare, due terzi dei player di settore si aspettano di potere mantenere o rafforzare il proprio ruolo di interfaccia cliente, eventualmente integrando offerte e servizi di partner terzi. In questo modo però fanno poco più che innovare inerzialmente il loro business model”. Già oggi si assiste al progressivo affermarsi di grandi piattaforme aperte in grado di disintermediare la relazione con le banche e offrire le migliori soluzioni ai clienti: per il 50% degli intervistati queste piattaforme avranno un impatto dirompente sul settore delle banche. Per Demarchi un banco di prova importante sarà la piena implementazione della PSD2: “Quasi tutte le banche coinvolte nella ricerca stanno lavorando a un loro progetto di aggregazione di conti di altri istituti, ma solo poche di loro riusciranno realmente a tradurla in un’opportunità in grado di aumentare quota di mercato, ricavi e controllo della relazione con il cliente finale”.

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